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Titolo :  Presepe
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
23/12/2009-
Testo della poesia:

In sintonia col Natale
più d'Albero e Babbo Natale
per me si trova il Presepe
che già al suo preparare
ognuno rende felice
del Bimbo che nasce partecipe
sentendosi quasi pastore
che Stella Cometa conduce
alla capanna a adorare
il Figlio del Nostro Signore
per stargli accanto e vegliare
con gli Angeli in cielo a cantare.
Titolo :  Nel ghiaccio
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
22/12/2009-
Testo della poesia:

Nel ghiaccio sul lago le barche
aspettano senza fretta
scivolano i monti all'orizzonte
è d'inverno giornata.

Arrancano le auto sulle strade
sbandano alla frenata
per regali s'affolla il marciapiede
d'acquisti continua la corsa.
Titolo :  IL TESTAMENTO DI TITO
Nome e cognome :  Fabrizio de Andrè 
E-Mail :  
21/12/2009-
Testo della poesia:

Tito:
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".
Titolo :  Nevica
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
19/12/2009-
Testo della poesia:

Scende lieve la neve
imbianca di notte le strade
posa su tutte le cose
con candide farfalle
e tanto è bella a vedere
che fa dimenticare
i pericoli del suo gelare
però finito l'effetto presepe
si spera che resti sul monte
per non rischiare di scivolare
in modo non conveniente
o peggio facendosi male.
Titolo :  Fiocchi di neve
Nome e cognome :  Maria G. Benacquista
E-Mail :  
19/12/2009-
Testo della poesia:

Dal nord raffiche di vento
freddo pungente e gelo
candidi fiocchi di neve
soavi lacrime di ghiaccio.

Scende leggera sui campi
si adagia sugli alberi spogli
una soffice coltre bianca
nel paesello in riva al mare.

Gabbiani infreddoliti
granelli di sabbia imbiancati,
le mie impronte solitarie
nel sentiero di campagna.

Lieta attendo in silenzio
che un raggio di sole spendente
doni tepore al mio cuore
e il cielo si vesta di azzurro.


Titolo :  L'emigrante
Nome e cognome :  Maria G. Benacquista
E-Mail :  
17/12/2009-
Testo della poesia:


Emigrante, pover'uomo
nella nave affollata
lascia indietro la sua terra
dice addio ai suoi cari.

Racchiusi in una valigia
ricordi del passato,
speranze e illusioni
di un futuro migliore.

Lascia le sue radici
lascia in paese il suo cuore,
fissa sempre l'orizzonte
senza mai voltarsi indietro.

Quando arriva incontra gente
accogliente ma diversa
spaesato, alla deriva
inizia una nuova vita.

Dopo un tempo d'inquietudine
allontana la tristezza
il mondo che gli aprì le porte
è diventato suo.

La nostalgia della patria
mai lo abbandonerà
e una lacrima nostalgica
di tanto in tanto affiorerà.
Titolo :  Brina
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
16/12/2009-
Testo della poesia:

Ha brinato stanotte
piccole stelle di ghiaccio
resistenti al debole sole
brillanti mi hanno chiamato
così simili a neve
e mi sono accompagnato
alla loro lenta fine
con l'erba lucida sotto.
Titolo :  IL RITORNO DI GIUSEPPE
Nome e cognome :  Fabrizio de Andrè 
E-Mail :  
15/12/2009-
Testo della poesia:

Stelle, già dal tramonto,
si contendono il cielo a frotte,
luci meticolose
nell'insegnarti la notte.

Un asino dai passi uguali,
compagno del tuo ritorno,
scandisce la distanza
lungo il morire del giorno.

Ai tuoi occhi, il deserto,
una distesa di segatura,
minuscoli frammenti
della fatica della natura.

Gli uomini della sabbia
hanno profili da assassini,
rinchiusi nei silenzi
d'una prigione senza confini.

Odore di Gerusalemme,
la tua mano accarezza il disegno
d'una bambola magra,
intagliata del legno.

"La vestirai, Maria,
ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni
erano così pochi."

E lei volò fra le tue braccia
come una rondine,
e le sue dita come lacrime,
dal tuo ciglio alla gola,
suggerivano al viso,
una volta ignorato,
la tenerezza d'un sorriso,
un affetto quasi implortato.

E lo stupore nei tuoi occhi
salì dalle tue mani
che vuote intorno alle sue spalle,
si colmarono ai fianchi
della forma precisa
d'una vita recente,
di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre.

E a te, che cercavi il motivo
d'un inganno inespresso dal volto,
lei propose l'inquieto ricordo
fra i resti d'un sogno raccolto.
Titolo :  Il borgo antico
Nome e cognome :  Maria G.  Benacquista
E-Mail :  
14/12/2009-
Testo della poesia:

San Gimignano, la “Città delle belle torri”, incantevole borgo medievale toscano.

*

Perduto tra colline
dolci, verdi e ondulate
cipressi, vigne e ulivi
adornano il paesaggio.

Le sue imponenti torri
si avvistano in lontananza
le vecchie mura cingono
case-torri e strette vie.

Potente feudo antico
le sue torri lo rivelano
pittoresco, affascinante
gioiello medievale.

Alla sera all'imbrunire
magia di luci e ombre
trasognanti sguardi rapiti
sommersi nel passato.

Titolo :  Note di bruno
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
12/12/2009-
Testo della poesia:

Respira il bosco nel giorno corto
ormai alle porte è l'inverno
e spogli il castagno, il frassino, il faggio
stendono i rami all'azzurro
che li carezza filtrando dal cielo.

Al suolo le foglie seccate di bruno
con nitido riflesso ramato
scricchiolano al primo tocco.

Si srotola un filo di fumo
dal secco in falò
dentro un mucchio
porta lo spirito in alto
di fronde gradite dal fuoco.
Titolo :  Profumi di Provenza
Nome e cognome :  Maria G. Benacquista
E-Mail :  
11/12/2009-
Testo della poesia:

Provenza...
accogliente terra del sud
terra di pittori e poeti
di aromi e profumi.

Tinte violacee
ricamano i campi
fragrante profumo
sprigiona la spiga.

Sotto l’intenso
azzurro del cielo
l’argentea foglia
è cullata dal vento.

L’assordante
stridore delle cicale
richiamo d'amore
vibrante canzone.

Paesini ridenti
dolci sentieri,
ombrosi pendii
luoghi incantati.


Titolo :  La ciociara
Nome e cognome :  Maria G.  Benacquista
E-Mail :  
9/12/2009-
Testo della poesia:

Altri tempi, un altro mondo
nel passato son rimasti,
le tue ciocie indossavi
orgogliosa e spavalda.

Un asinello al tuo fianco
pecorelle e verdi campi
alla fonte d'acqua chiara
con la conca ti ricavi.

Alla finestra l'alba bussava
e lesta lesta ti destavi
col sudore sulla fronte
finché il tramonto giungeva.

Altri tempi ormai passati
dimenticati e sepolti
stipati tra i ricordi
caduti nell'oblio.

Le tue sembianze antiche
pian pianino il tempo ha mutato
donna moderna, di ampie vedute
sogni di vivere al di là dei colli.
Titolo :  L'albero di Natale
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
8/12/2009-
Testo della poesia:

E' un incanto la vetrina
per il Natale che s'avvicina
tante lucine multicolori
strizzano l'occhio a mille fiori
non manca l'albero dei mandarini
ma è l'abete coi rossi nastri
che festa grande promette al cuore
con la stellina d'oro splendente
puntale in cima che sprizza neve
che sui verdi aghi argento mette
quel bel candore che dà al presepe
il tocco giusto per farlo bene.
Titolo :  Feste in arrivo
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
7/12/2009-
Testo della poesia:

Arrivano le feste
attese dai bambini
gradite ai commercianti
che addobban le vetrine
e in centro sotto i portici
tutti vanno a cercare
i regalini ultimi
per non dimenticare
nessun dei nostri cari
chè un piccolo presente
dice che son pensati
che in cuore sono sempre.
Titolo :  L'omino dal naso rosso
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
6/12/2009-
Testo della poesia:

In un paesino arrampicato alle rocce
proprio a strapiombo del mare
c'era un omino dal naso rosso
l'aveva così da quando era nato
ma chi lo vedeva per la prima volta
credeva sempre che avesse la ciucca.

Ora accadde che s'innamorò
di una biondina al primo sguardo
e il naso di colpo impallidì
temendone i rifiuti
invece la bella gli sorrise
non insensibile alla sua corte.

Quando però sicuro della conquista
riprese l'aspetto di prima in faccia
la ragazza si spaventò e lo lasciò
dicendogli che non poteva amarlo
così per il crepacuore si gettò in mare
nel punto dell'ubriaco: rosso a ben guardare.
Titolo :  CERTE DOMENICHE
Nome e cognome :  Nilo Negri 
E-Mail :  
3/12/2009-
Testo della poesia:

Rivedo certe domeniche
piene di sole e di nulla
con la gente
che giocava a carte
le strade vuote e silenziose
le ragazze
floride e sudate
che ridevano di chissa' cosa
e i giovanotti
baldanzosi e scamiciati
in vena di bravure.
Noi ragazzi
andavamo nel fiume
dal fondo secco e sassoso
dove non c'era
nulla da fare
ma dove tutto
sembrava meraviglioso
e li' giocavamo
e facevamo sera.
Poi qualcuno ci chiamava
e la domenica
era finita.

Titolo :  Poesia di Natale 2009
Nome e cognome :  Francesco Lena 
E-Mail :  
30/11/2009-
Testo della poesia:

C’è bisogno di un Natale,

Dove la gente sia più disposta ad ascoltare.



C’è bisogno di ascoltare di più gli ammalati e donare loro un sorriso,

L’ascolto sarà un gesto di grande umanità, si illuminerà subito il loro viso.



C’è bisogno di stare vicini e ascoltare di più gli anziani,

L’ascolto sarà come la luce delle stelle, porterà sicurezza, serenità e speranza per il loro domani.



C’è bisogno di ascoltare di più i diversamente abili,

L’ascolto sarà per loro come un raggio di sole, che li farà sentire meno fragili.



C’è bisogno di ascoltare di più i bambini e donare loro tanto amore,

L’ascolto darà felicità e gli si aprirà la mente e il cuore.



C’è bisogno di ascoltare di più tutte le persone bisognose e che hanno meno,

L’ascolto sarà per loro positivo, come l’arcobaleno che annuncia il sereno.



Se tutti insieme per qualche minuto smettessimo di parlare, sarebbe un clamore,

Ma se quei minuti li adoperassimo per ascoltare, scopriremmo come fare per costruire un mondo migliore.



Se l’ascolto nelle nostre menti e nei nostri cuori, trionferà,

Sarà per tutti un bel Natale, di giustizia sociale e di solidarietà.



Titolo :  Adrian e il suo grande amico.
Nome e cognome :  Maria G.  Benacquista
E-Mail :  
29/11/2009-
Testo della poesia:

Racconto breve.

*

Adrian è un bambino di tenera età e ha un amico molto speciale che si chiama Miguel. I due trascorrono molte ore insieme, giocando, ridendo, recitando, facendo mille cose in allegria.



Molto felice Miguel esce di casa per andare a prendere Adrian. Sente il bisogno di vederlo e di portarlo a passeggio nel parco. La compagnia del bimbo è preziosa, lo riempie di gioia e rende più bello il suo tempo di ozio.

Adrian ha sei anni, è un bambino molto vivace, con un bellissimo sorriso e uno sguardo birichino. E quando cammina per la strada assieme al suo amico grande, è così soddisfatto che allunga i suoi passi per non rimanere indietro.



Camminano verso il parco...



Oggi giocano con un piccolo veliero nello stagno. Molto felici osservano il veliero navigare in su e in giù, mentre la brezza accarezza i loro capelli e il sole abbronza i loro visi.



Trascorrono le ore ed è bellissimo stare insieme.



Due anime nobili, quella di un uomo e quella di un bambino. Ognuno di loro regala momenti indimenticabili all’altro. Gli piace molto stare insieme come un padre con suo figlio o due amici molto cari.

Il bambino, crescendo, avrà imparato l’importanza di condividere un po’ di tempo con un'altra persona. E mai dimenticherà quell’amico che gli ha dato tanto amore e gli ha regalato soprattutto il suo tempo d’ozio. Imparerà che quando avrà bisogno di parlare con qualcuno di se stesso sempre ci sarà Miguel, che gli ha aperto le porte della sua vita e del suo cuore.

Anche Miguel sta imparando mille cose dal bambino e sta riscoprendo quelle piccole cose che possono vedere solo gli occhi di un bambino. E condividono lo stupore di fronte alla vita che danza allegramente intorno a loro, di fronte all’uccellino che si ferma alla fonte per bere piccole gocce d’acqua per poi volare tra gli alberi mentre canta una dolce melodia. E si divertono ad osservare il volo di un gabbiano nel cielo azzurro e osservano le scie degli aerei che incrociano i cieli della loro preziosa città, Barcellona.



Com’è bella quest’amicizia! L’amicizia tra un uomo con l’anima di un bambino e il bambino che sogna di diventare un uomo.



Si allontanano dal parco, con un bel sorriso stampato sulle labbra.

Racconto breve.

Ed io li guardo, nella distanza, mano nella mano, passo veloce, un uomo e un bambino si allontanano felici.




Titolo :  Estate
Nome e cognome :  Red 
E-Mail :  
27/11/2009-
Testo della poesia:



Cammino
la sabbia infuocata
è ricordo
di estati più dolci
quando bambino
il mare era premio

I monti lontani
i pini raccolti
vegliavano
i dolci ricordi
di quando mia madre
vestita di festa
sorrideva felice
negli anni più dolci

Il mare era calmo
sembrava sentire
la pace, il silenzio
i progetti ambiziosi
di un piccolo uomo
che viveva felice
nel piccolo mondo
cullato dal sogno

Mia madre rideva
felice del sogno
il giorno era luce
di mille colori
la sabbia era calda
tremolante lontano
mi prese la mano
e mi baciò piano piano

Titolo :  Tre madri
Nome e cognome :  Faber 
E-Mail :  
24/11/2009-
Testo della poesia:

Madre di Tito:
"Tito, non sei figlio di Dio,
ma c'è chi muore nel dirti addio".

Madre di Dimaco:
"Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre".

Le due madri:
"Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l'immagine d'un'agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno:
lascia noi piangere, un po' più forte,
chi non risorgerà più dalla morte".

Madre di Gesù:
"Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.

Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama - Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

Non fossi stato figlio di Dio
t'avrei ancora per figlio mio".
Titolo :  Pietra
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
22/11/2009-
Testo della poesia:

Bisogna imparare a leggerla la pietra
nel suo grigiore largo ha segni e macchie
tracce di muschi vivi e vita morta
ed una al primo sole pare chiamare
a decifrare la lingua della roccia:
accoglie terra nelle crepe madre
e brilla il verde come a coccolare.
Titolo :  Il sogno di Maria
Nome e cognome :  Fabrizio De Andrè 
E-Mail :  
21/11/2009-
Testo della poesia:

"Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.

Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.

(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)

Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era

- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."

E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.

Titolo :  ALL'INFUORI DI NOI
Nome e cognome :  Nilo Negri 
E-Mail :  
19/11/2009-
Testo della poesia:

Certe mattine d'estate
piene di sole
giocavamo a campana nell'aia
o a nascondino
o facevamo a gara
a chi arrivava per primo
sull'argine del fiume
e allora correvamo
ridendo e gridando
attraverso i campi
e poi su
sulla scarpata erbosa
e poi ci sdraiavamo
guardando il cielo
felici e affannati
e restavamo lì
in quel mare di luce
e le rondini stridevano
e i calabroni ronzavano
e le farfalle ballavano nel sole
e l'aria era profumata
e nulla esisteva
al mondo
all'infuori di noi
Titolo :  Cappellino
Nome e cognome :  Michele Prenna
E-Mail :  micheleprenna@gmail.com
18/11/2009-
Testo della poesia:

Brilla di biancorosso
ad attirare le vanesie
cappellino di streghe
sempre a caccia di fanciulle
per il mondo di sotto
amanita schivata dalle sagge
avvertite dalle bave
di lumache messaggere.
Titolo :  Fugace svanisce
Nome e cognome :  Silvia 
E-Mail :  
17/11/2009-
Testo della poesia:

Cade l'attimo
veloce e fugace
come sasso
si sgretola
scompare
nel baratro dell'esistenza.
Vola l'attimo
foglia matura
soffiata dal vento
figlia
di un pioppo spoglio.
Svaniscono gli attimi
scorrono via
come gocce
impercettibili
di un fiume in piena

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