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Mi è capitato di leggere su FB un post di Massimo Cerri sulla situazione del lago di Massaciuccoli. Una specie di lettera del lago stesso che rievoca i bei tempi passati quando questo posto era zona di caccia, di pesca e di svago per tutti i vecchianesi. Altri post a commento confermano questa visione dell’abbandono di questo luogo ricordando, con una vena nostalgica, gli anni in cui non vi era nessun tipo di vincolo.

Massimiliano Angori Sindaco
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Bagno degli Americani
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di Antonio Mazzeo, consigliere regionale
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. . . è il corvo. Invece i citrulli che minimizzano .....
. . . l'uccellaccio del malagurio? corvo o condor?
. .....
Molti sindaci, a mio avviso previdenti, hanno impedito .....
. . . del mestiere sono stati tratti in inganno da .....
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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CULTURA E SPETTACOLO a cura di Giulia Baglini
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Appello di Frei Betto
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Vicopisano
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Tirrenia, Bagno degli Americani
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Marina di Pisa, 14 agosto
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Tirrenia, 14-15 agosto
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Molina di Quosa, 14 agosto
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Molina di Quosa, 14 agosto
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GIOVEDI 13 AGOSTO LA SESTA TAPPA
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Pontasserchio, 7-8-9 agosto
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Nuova apertura


    Il Consiglio di Circolo Arci Migliarino è lieto di annunciare ai propri Soci la riapertura dei locali che avverrà il giorno 1 agosto con orario dalle ore 19 alla mezzanotte. Sabato e domenica compresi. L'orario potrà variare in caso di eventi. Informazioni su iniziative sulla pagina FB del Circolo.


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


Di Marlo Puccetti
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#VecchianoSport #Calcio
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di Marlo Puccetti
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FC FORNACETTE CASAROSA
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Segnalo il degrado/ pericolo del campanile della chiesa di Migliarino Pisano. Andrebbe, perlomeno, messo in sicurezza.
VECCHIANO - MIGLIARINO
Al posto delle serre un centro ippico con alloggi e ristorante

1/7/2011 - 14:46

 
COMUNICATO STAMPA
“Le Serre” di Migliarino si trasformano in Centro Ippico
 
che regola la messa in opera di questo importante intervento di riqualificazione ambientale e che vede come sottoscrittori il Comune di Vecchiano, l’Ente Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e il proprietario dell’area interessata.
Un progetto rilevante ed ambizioso questo, che - nell’arco di 5 anni - prevede innanzitutto la demolizione delle 13 serre abbandonate che da tempo, ormai, occupano una porzione di terreno che si estende per circa 60 ettari lungo il Viale dei Pini di Migliarino.


In quest’area, finalmente sottratta al prolungato degrado, sorgerà un vero e proprio centro ippico che accoglierà piste ovali e rettilinee per l’allenamento dei cavalli, paddoks (recinti), stalle, fienili, scuderie, giostre per l’addestramento dei cavalli, una club house destinata all’attività di ristoro ed edifici per l’alloggio del personale che lavorerà presso il centro. Inoltre, per evitare un aggravio della circolazione stradale nell’area oggetto di recupero, è stata prevista la costruzione di una rotatoria di dimensioni ridotte in prossimità del complesso edilizio “Il Troncolo” che faciliterà la circolazione veicolare nei pressi del centro ippico.


Con questa importante azione progettuale si concretizza, quindi, uno degli obiettivi strategici del Piano di Gestione del Parco che da anni puntava al recupero e alla valorizzazione di questa parte di territorio mediante, appunto, la realizzazione di un centro ippico. Una volta recepito l’intento e formalizzata la proposta da parte dello stesso proprietario del complesso “Le Serre”, il progetto è stato affinato,  perfezionato e poi approvato dalla Conferenza dei Servizi composta dagli Enti competenti: il Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, il Comune di Vecchiano, la Soprintendenza per i Beni Culturali di Pisa, l’Autorità di Bacino del Fiume Serchio, il Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli, l’Arpat di Pisa, la Usl n. 5 di Pisa.


Un primo rilevante traguardo è stato insomma raggiunto e, in prospettiva, si possono già delineare i positivi effetti che questa azione progettuale avrà: in primo luogo la riqualificazione di una vasta area mediante l’abbattimento delle serre fatiscenti che ne causavano il degrado ambientale; da non sottovalutare, poi, che lo sviluppo dell’attività ippica – peraltro contemplata tra gli strumenti territoriali del Parco – permetterà di creare circa 60 posti di lavoro.

 

 Inoltre occorre mettere in evidenza che almeno 10 ettari di terreno compresi nella cosidetta “Selva Pisana” – una porzione di Parco che l’Unesco nel 2004 ha riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) – rimarranno insieme ad altre aree del Centro Ippico al di fuori di questo intervento e saranno invece oggetto di rimboschimento. La realizzazione della club house, infine, potrà rappresentare un punto di riferimento e di ristoro per tutti coloro che amano passeggiare lungo il tratto chiuso del Viale dei Pini, contribuendo così a valorizzare maggiormente una delle tante affascinanti porzioni del Parco di San Rossore destinata, tra l’altro, a diventare parco pubblico. “Non posso che esprimere  soddisfazione per questo progetto, perchè la sua realizzazione concretizza una politica ambientale moderna di conservazione, restauro e ripristino, oltre che rappresentare un’importantissima opportunità economica  per la nostra comunità”.

Fonte: Ufficio Comunicazione -Comune di Vecchiano
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4/7/2011 - 23:22

AUTORE:
Bruno Baglini

Io, come Cittadino rappresentato ero spettatore in sala Consiliare ed essendo delegato del partito maggiore che governa Vecchiano ho avuto modo di dire la mia prima (in sede politica ):::::::::::::::::::::::::::::::::

Essendo delegato PD da poco tempo ed essendo chiamato per surroga dopo che altri due delegati hanno rinunciato a tale incarico (uno per dimissioni e l'atro essendo il primo dei non eletti rinunciò.
Tengo a precisare che l'argomento "serre dismesse" per quanto riguarda il mio impegno come delegato non l'ho mai visto ed affrontato dietro preciso ordine del giorno ed essendo convinto che in questi anni di mia partecipazione come semplice iscritto che tale argomento fosse stato trattato dai dirigenti il mio partito "domandai" semplicemente a chi contava gerarchicamente più di me in quella( sera e sede) politica e dissi la mia in risposta se vogliamo...amichevole-fra compagni anzi fra compagno e compagno dato che non era all'ordine del giorno ad altri forse già informati o meno interessati di me al tutto quello che si muove non interessava affatto e...per non andare a finire in Siberia un'altro decennio tengo a fare questa precisazione al "Cittadino del Parco" anche se come spesso succede in questo giornale dopo pochi giorni nessuno ritorna a leggere però...siccome rimane in archivio in eterno...spero che io me la cavi. 'nsennò tanti saluti a quelli che mi fan le bucce tacca tacca dopo avermi lasciato solo con Maestrelli e Lunardi quando il nostro Serchio fu invaso da Pontasserchio -Vecchiano- Metato- Nodica- Migliarino da centinaia di veloci barche che invadevano con il loro carrelli tette le piazze di detti paesi ed il peggio della solitudine politica (non partitica)lo tralascio; non voglio essere compatito, il moccio al naso fin che posso lo levo da me' 'nsennò cascherà de se.
bona

4/7/2011 - 20:14

AUTORE:
per Fabio

"A pensare male è peccato,ma ci s'indovina quasi sempre",diceva Andreotti.Ho completato il proverbio e citato l'autore.
Concordo piena mente con te nella tua analisi.Bravo.

4/7/2011 - 9:27

AUTORE:
Lavorante per aziende Testi e Salviati

Mentre i Fratelli Testi fecero quello che vediamo in Albavola (ora abbandonato per forza maggiore)..mentre si innestava 1.500 piante da frutto a testa in un sol giorno i loro ragionamenti durante i tre mesi estivi ruotavano speso di come fare qull'operazione Albavola con fondi europei per...poi negli anni fallire e passare all'incasso ma il seguito non lo racconto è evidente.

La prima votazione per dare il via all'Europa unita ci fu nel /79 e le serre Salviati furono ultimate nel /69 e alle volte il diavolo fa le pentole ma non i "Testi" e un giorno che piove racconto un'altro popò di storia e vita vissuta fra campi e serre.
Maunvorpiove.

3/7/2011 - 15:06

AUTORE:
Piero Chicca

A Migliarino ettari di serre realizzate anni fa (probabilmente con cospicui contributi europei, ovvero anche con i nostri soldi) , fatto il loro profitto e cancellato decine di posti di lavoro, sono rimaste lì, inutili e fatiscenti, come monumento al degrado di un magnifico territorio ai margini del Parco. Ma oggi ci arriva la fortuna: i nostri moderni e oculati governanti, che prima permettono gli scempi e poi ci presentano faraonici progetti di recupero, le smantelleranno e ci faranno, per noi, un bel centro ippico (anche questo con contributi europei e quindi anche nostri) che a noi non servirà, ma che produrrà il suo profitto fino a quando anche questo non avrà più scopo di esistere e verrà chiuso, e di conseguenza verrà in mente a qualcuno di ritrasformarlo in qualcos'altro. E in cosa potrà essere trasformato un ex centro ippico visto che ci saranno strutture, volumi edificati, strade, opere di urbanizzazione, luce, acqua, gas? Magari in zona residenziale, perché no? E così sempre con l'imbroglio del “lo facciamo per voi”, giorno dopo giorno ci rubano i presupposti per una vita decente. E il peggio è che chi ci governa la ruba anche a se stesso, ma l'interesse immediato è più attraente e abbaglia. Ma noi dovremo essere felici perché “miglioreranno per noi” un territorio degradato. Il miglioramento comporterà traffico, inquinamento, caos, affollamento, ma un prezzo lo si deve pur pagare, non si ha niente per niente. E il prezzo che pagheremo è che sparirà un altro pezzo di ambiente con il suo bel viale pedonale pulito e tranquillo, che diventerà un fiume di automobili, ma dove troveremo qualche bar e qualche ristorante, tante volte passeggiando in mezzo al traffico non ci venisse fame e sete. Siamo degli ingrati: fanno di tutto per migliorare la qualità della nostra vita e noi non siamo mai contenti. Come gente ignorante, all'antica e fuori moda siamo sempre contro il progresso e le modernizzazioni e, stupidi come siamo, ci accontentiamo del meno quando potremmo avere di più. A noi quel meno piaceva; ci bastava che quel territorio, effettivamente degradato, fosse ripulito, e magari coltivato, senza bisogno di farci galoppatoi, villette, ristori e quant'altro costituisce oggi la “modernità” e “lo sviluppo”: “il più”.
Il “più” che molti di noi si aspettavano sarebbe stato il recupero della Mandria, quella sì che sarebbe stata un'opera utile, esemplare e della quale vantarsi. Un patrimonio di antica architettura agricolo-industriale di grande valore storico e culturale da salvare come un museo e riutilizzare secondo le vaste possibilità che offre. Ma evidentemente tale opera non offre facili profitti, se nessuno ne parla e nessuno la vuol fare. Meglio l'Ikea, che, come sostiene Tradizione e Futuro, “influenzerà il futuro nostro e delle nostre generazioni”. Non dobbiamo meravigliarci, ci sono ancora cervelli capaci di elaborare simili incongruenze e simili ragionamenti. Certe prospettive influenzeranno sì il nostro futuro e quello delle nostre generazioni: tanto lo influenzeranno da rendere irresistibile il desiderio di allargarci nella modernità e nello sviluppo, ma lasciando che ci restringano in spazi sempre più brutti, più angusti, più degradati, più inquinati. E per il massimo dell'assurdità saremo perfino felici che i nostri governanti vendano oggi a Satana non solo la loro e la nostra vita, ma anche quella dei nostri e dei loro discendenti per oggi, per domani e per sempre.

3/7/2011 - 11:08

AUTORE:
Fabio

Caro Bruno, mi ripeto nel saluto, non c'è bisogno di tirare ad indovinare quale possa essere il mio cognome,lo sai benissimo ma non è questo il nocciolo della questione!
Piuttosto credo invece che a colpire nel segno sia stato il sig. Cittadini del Parco con le sue più che intuitive osservazioni.
Ma ritorniamo a noi, usando uno dei detti a te cari e rispondi a questa domanda:
perchè continui a "ciurlare nel manico" e non dai una risposta appropriata senza divagare in altre argomentazioni.
Ti ripeto la domanda:
la realizzazione di tutte quelle villette nel Troncolo è o non è pura speculazione edilizia?
Ti faccio anche una premessa, io sono molto più di sinistra di quanto non lo sia tu, senza avere una tessera di partito in tasca. Essere di sinistra non lo attesta certo un tesserino di plastica.
Ti rammento anche che svolgo attività sindacale in qualità di Coordinatore Provinciale, chiaramente per il mio settore professionale per uno dei sindacati più a sinistra degli altri e che quando parlo di LAVORATORI, che siano italiani o stranieri lo faccio sempre col massimo rispetto.
Quando ti ho scritto se te lo hai visto chi ci lavora dal Mori, al Pruniccio o al Fungo e peggio ancora in quali condizioni di lavoro a quali remunerazioni e a quali orari non significa guardare la nazionalità di quei LAVORATORI ma il loro disagio, la loro integrazione sociale.
Poi che molti di loro siano stranieri è soltanto un dato di fatto.
Non ti viene in mente che questi LAVORATORI possano essere sfruttati ben oltre i loro doveri e che la domanda che pone il Cittadino del Parco, se sotto ci sia una regia che tesse le fila di tutto ciò partendo dal Porto di Marina,passando per Case di Marina attraverso il Cosmopolitan per arrivare alle Pratavecchie abbia una risposta scontata?
Leggili bene i vari interventi previsti nel Piano di Gestione del Parco.
Ciao Bruno

3/7/2011 - 9:40

AUTORE:
Cittadino del Parco

“Io, come Cittadino rappresentato ero spettatore in sala Consiliare ed essendo delegato del partito maggiore che governa Vecchiano ho avuto modo di dire la mia prima (in sede politica). Non ho dubbio alcuno che si operi con sotterfugi.”
scrive Bruno Baglini alle 20,59 del 1/7/2011.
Stando a queste parole “in sede politica” se ne è discusso. Quindi è il partito che ha deciso, non i cittadini. Un progetto che stravolge una frazione , modifica il territorio, mortifica un viale viene deciso “in sede politica” da un piccolo gruppo di persone. Hanno forse costoro la caratteristica di esser i più intelligenti, i più preparati per una tale decisione, hanno il diritto acquisito e assoluto per decidere per tutti gli altri cittadini interessati dal progetto? O hanno solo la tessera di un partito che sta sempre più perdendo le sue caratteristiche originali e distintive per somigliare a tutti gli altri e come tali possono decidere, sia pure rappresentando una percentuale minimale degli abitanti del comune, per tutti loro? Sarebbe questo il concetto di democrazia partecipativa che si sente sempre ripetere ad ogni tornata elettorale?
Oppure il progetto Le Serre fa parte di un progetto più ampio che partendo dal Porto di Marina passa per il Cosmopolitan, poi scende a Case di Marina, passa per le Pratavecchie ed arriva, attraverso il taglio raso, fino al viale dei Pini?

3/7/2011 - 0:25

AUTORE:
Bruno Baglini

...tiro per esclusione ad indovinare "il Fabio" della missiva dove nel finale dandomi del voi scrive:
Caro Bruno, mi sembrate peggio del peggior Belusconismo. Poi invita altra gente a meditare.

Dunque dei tre Fabio che conosco e mi conoscono, due li escludo a priori perchè il Ceccherini Fabio è della mia età con pari esperienza politica; l'altro "ad escludendum Fabio" mi racconta tante cose ma..sempre uguali (troppi politici e troppi soldi ai politici) e non ho mai visto un suo scritto.

Il Fabio senza cognome mi par d'averlo individuato come un Ikeiano della sinistra annacquatoio (la definizione l'ho presa in prestito dal buon Alessio Niccolai)
Ecco, quando ci si rivolge in quel modo nei confronti di chi viene nel nostro paese in cerca di lavoro; io che sono di fatto uno di loro, mi sento offeso nel profondo dell'animo umano e potrei chiuderla quì ma, c'è sempre un ma.
Eppure uso una filosofia semplice (anche se radicata negli usi e costumi dei maestri di vita)

I primi "emigranti" in Migliarino sono gli stessi migliarinesi.
Di cosa dovevano campare oggi nell'anno 2011 le 54 famiglie contadine con minimo 10/15 componenti la famiglia dopo l'arrivo dei trattori ed i macchiaioli con l'arrivo del gasolio da riscaldamento se non "emigrare" nella zona industriale o nelle città e quando arrivammo in massa noi contadini fu drammatrico per certi operaietti segaligni della città, noi si lavorava il doppio e si pretendeva la metà di loro e ci avazava tempo e soldi, i soldi non si erano mai visti e del tempo si era senza.

Un giorno, se piove "maunvorpiove" caro Fabio senza cognome ti scrivo un pamphlet e se a quel tempo non avrai ancora capito la differenza che corre fra compagni con lingua diritta che pensano anche e soprattutto alle generazioni in avanti nel tempo e compagni annacquatoio trasmigrati in altri lidi per vendere la pelle dell'orso...ti sarò/ti saremo d'aiuto; come lo siamo stati per altri figliol prodighi e l'unico a non essere contento a quel punto sarà il vitello grasso.

2/7/2011 - 23:15

AUTORE:
b.b

...tergiversare[ter-gi-ver-sà-re] v.intr. (aus. avere; tergivèrso ecc.) [sogg-v]
• Eludere una domanda con risposte vaghe; perdere tempo evitando di manifestare il proprio pensiero; rinviare una decisione SIN temporeggiare

Non è il mio caso.
Bruno Baglini parla sempre con lingua diritta.

Già nel 1956 parteggiavo per l'Ungherese Imre Nagy.
Nell'Agosto del /68 non "temporeggiai" essendo già uomo politico formato a schierarmi dalla parte Alexander Dubcek
Salute

2/7/2011 - 21:43

AUTORE:
brevemente

Brevemente è il nome perchè altrettanto breve il mio commento:non capisco il senso del Suo intervento e non perchè non comprenda.Capisco e molto bene:lei ha interesse nel tergiversare!

2/7/2011 - 21:02

AUTORE:
Fabio

Caro Bruno, quello che scrivi mi affascina sempre molto, a me piace ascoltare o leggere storie di vita vissuta in un epoca dove non ero ancora nato. Te rappresenti una sorta di memoria storica vivente degli usi, costumi, tradizioni e vita di tutti i giorni accadute a Migliarino, dal primo dopoguerra ad oggi.
Il lavoro dei contadini di allora e le Serre in particolare non rappresentano più quella realtà tanto è vero che sono in stato di abbandono da molti anni.
Adesso il punto della situazione è un altro, non più la storia di quei luoghi ma il loro futuro.
Quando fu steso il Piano di Gestione del Parco furono previste le seguenti operazioni:

Art. 19 - Caratteristiche degli interventi

6 Le serre
Destinazione: riconversione di parte dell'attività floro-vivaistica in strutture ippiche del parco e centro/allevamento ippico
Centro ippico:
• Realizzazione di nuovo edificio per strutture sociali e servizi secondo la disposizione prevista da un progetto unitario all’interno dell’area individuata in planimetria.
La superficie edificabile al servizio dell’impianto ippico può raggiungere un massimo di 2000 mq. con destinazione direzionale, spazi sociali e per alloggi del personale di servizio
Demolizione e ricostruzione a pari volume di 6 serre, con l’utilizzazione di materiali e strutture prevalentemente lignee, in box per cavalli e annessi relativi computati in mq 12.000 e demolizione di 7 serre per mq 12.000. La convenzione deve prevedere, in accordo con le strutture tecniche del parco, il numero massimo di cavalli, la realizzazione di concimaie adeguatamente inserite nell’ambiente con schermature in siepi e alberature autoctone, il controllo degli scarichi e la depurazione delle acque.
Sistemazione paesaggistica con realizzazione di pista per allenamento cavalli, realizzazione di staccionate il legno a delimitazione della stessa, formazione di siepi e arbusti di specie autoctone, alberature per l’inserimento e la ricostruzione paesaggistica.

Non mi sembra che coincidano molto con quanto è stato approvato in Consiglio Comunale.
L’amministrazione che ci governa adesso ha a più riprese criticato la qualità delle centinaia di posti di lavoro che si sarebbero avuti con la realizzazione del progetto Ikea e adesso si vanta di poter ottenere una 60 di posti di lavoro intorno al centro ippico.
Ma te lo hai visto chi ci lavora dal Mori, al Pruniccio o al Fungo e peggio ancora in quali condizioni di lavoro e a quali remunerazioni?
Le Serre, così come prevede il progetto approvato, serviranno solo per rimpinzare le tasche di pochissime persone, in stile Case di Marina e Pratavecchie senza nessun ritorno economico diretto per il Comune, consumando ancora una volta ettari di territorio a discapito dei cittadini di Vecchiano. Un altro appunto, caro Bruno, mi spieghi che differenza c’è tra quella che fu definita “una speculazione edilizia” nel primo progetto Ikea e questa che prevede la realizzazione di abitazioni ad uso privato? Alla faccia del recupero edilizio a meno che non si vogliano recuperare volumetrie dalle serre di vetro dimesse.
Questa non è “SPECULAZIONE”?
E meno male che alle scorse elezioni amministrative ha vinto il Centro Sinistra!!!
Caro Bruno, mi sembrate peggio del peggior Belusconismo.
Meditate gente, meditate.

2/7/2011 - 20:11

AUTORE:
Fabio Ceccherini

Ho letto con interesse la tua risposta a "Spilla" a proposito dell'edificio "La Tabaccaia". Concordo con il tuo "sogno" e non potrei fare altrimenti in quanto fu una mia proposta di trent'anni fa che fu bollata dal PCI di allora con un manifesto color verde e dal titolo ....Ceccherini speculatore. Avevo solo cercato,nella mia limitatezza ,di coinvolgere "un padrone",i Duchi Salviati,in una operazione, da fare alla luce del sole, e dove intravedevo benefici per il nostro Comune. Trent'anni persi caro Giancarlo...

2/7/2011 - 14:20

AUTORE:
Bruno Baglini

...trovandosi nella possibilità di essere primo cittadino di Vecchiano.
Questa che vado "raccontado" è storia di vita vissuta che a distanza di mezzo secolo sembrerà archeologia contadina e mezzadrile della Tenuta Salviati.
Cosa doveva venirci di produttivo nel podere del Cancellino dopo che Beppino del Fratini; uno dei primi contadini della Fattoria di Migliarino lasciava il podere e quei contadini del Troncolo? Che dovevano fare, continuare una vita di stenti in quella terra "zilla" buona solo per le cultivar di Cabernet, Bogiolè, importate dalla Francia a fine del 18esimo secolo e Teroldego, Sassicaia "inventate" lì in quella terra.

Facile a dirsi ora che si campa d'aria e possiamo permetterci lunghissime pensioni ed altrettanti più lunghi periodi di inattività, tanto si campa lo stesso.

Al tempo dell'abbandono progressivo di tutti i poderi della Fattoria Salviati non c'era la facilità del Forum della Voce del Serchio per scambiarci le impressioni sul futuro.
La Zona denominata "il Cancellino" e "Troncolo" dopo che Beppino del Fratini, Urimaco del Bertolani, Mario e Rino del Tabucchi, Marco del Bertolani e suo figlio Demetrio detto Gino lasciarono i poderi, la zona fu occupata da nuove coltivazioni in serra gestite direttamente da Forese, Lionardo Salviati e Palle Brun un socio svedese a conto diretto : praticamente non più con Mezzadri e contadini ma con salariati.

I piani territoriali del susseguente Parco Naturale interessarono tutta o quasi la Tenuta Salviati, distinguendo le zone Parco dal pre-parco e li, proprio li dove dopo anni d'abbandono delle coltivazioni a cielo aperto furono impiantate maestose serre per quei tempi e la zona fu lasciata vulutamente fuori dai piani territoriali di confine del Parco e negli intenti doveva estendersi fino alle case coloniche del Troncolo.
Novemila lire al metro quadro quelle in vetro e tremila in nailon (che forono dismesse subito su consiglio del sig. Brun) per quella innovativa cultura di talee di garofano fatta con bancali rialzati ad altezza (di donna) per la raccolta veloce di talee cresciute in poco tempo in sterile agriperlite.

Un aneddoto: il fattore Heberle, trovandomi al mare con la lambretta parcheggiata da Perissinotto un sabato mattina dell'Agosto /66 mi domandò del perchè io non fossi a lavorare alle serre come da accordi; è presto detto, gli accordi furono traditi ed al posto di due salariati del giorno prima, misero me solamente a caricare/scaricare con Berto del Taddei alla guida del trattore 480 (quattrocento/ottanta)quintali in un sol giorno di "bancali" e.."stiantai"

Ora non voglio ripercorrere tutta l'epopea di quello che avveniva "solo" mezzo secolo fà ma la storia è questa e quella di domani sarebbe bene scriverla "compatibilente" insieme ma...

...non è come novella dello stento che dura tanto tempo. Sono fatti realmente accaduti e ripeto la solitudine di quel tempo nella Bandita Salviati era tremenda per un giovane sindacalista/comunista; ora si sentan tutti politicanti facilerrimi, tanto non rischian mia "gnente": non li mandan via dal podere 'naveppaura: sono al sicuro!

2/7/2011 - 11:18

AUTORE:
UGOLA

Ancora la Politica è lontana dalle vere esigenze dei suoi cittadini. Ancora la Politica è al servizio dei padroni (Salviati) e delle lobby dell'edilizia. I Vecchianesi, tutti, delle Serre riqualificate in centro Ippico non se ne fanno davvero nulla: nemmeno il turista che viena qui. Ancora non si è capito che il verde deve restare verde perché alla gente piace verde. L'unico degrado lo vedo nella scelta scellerata che questa Amministrazione ha fatto: un progetto sottaciuto e mai portato davanti al pubblico giudizio. Una Politica che vorrebbe riqualificare ma che, assessori compresi, non è mai uscita da Vecchiano e proposto qualcosa di innovativo.
Ma il tempo è vicino e nessuno potrà più scappare o nascondersi dietro un dito.

2/7/2011 - 9:32

AUTORE:
Bruno Baglini

Anzi..sostenere che tanto ormai le scommesse sul mondo legato ai cavalli da corsa è in declino.... perchè la gente scommette online o con altri aggeggi inanimati e certamente più brutti dei bei cavalli; come il gratta e vinci o quelle macchinette infernali che ormai ci sono in tutti i ritrovi pubblici che con il loro assordante tintinnare della caduta dei soldi spiccioli fracassa il cervello di tanta povera gente( basterebbe ci mettessero una spugna dove cadono i soldi e..nessuno sarebbe più attratto)

Migliarino e San Rossore: luoghi magici salvati dal banale e dal casuale dai Salviati e dai Lorena, dai re d'Italia prima e dai Presidenti della Repubblica poi ed in seguito dalla Regione Toscana e dai suoi abitanti che vollero l'istituzione del Parco Naturale rinunciando a facilerrime ricchezze del "Porto Cristina Onassis"

All'oggi ci ritroviamo una ricchezza che altri hanno perduto con la banalità del "tuttuguale".

Risanare le acque del nostro fiume non è stato uno scherzo, così come non lo sarà risanare "solo" una nostra porzione di Lago del Massaciuccoli.
Acquistare l'arenile del Parco mentre altri Comuni vendevano ai privati le loro spiagge non è stata una scommessa del solo Sindaco Lunardi di allora; ma un'intuizione politica ragionata e vincente della maggioranza dei cittadini amministrati di quegli anni di lotte per il potere.

Altri "competitor" politico/affaristi ogni tanto si affacciano al nostro bel mondo così diverso dal banale di tanti "borghetti" Italiani facendoci proposte "vantaggiose" e da ormai mezzo secolo la nostra risposta è la medesima di sempre: Quì ci siamo "anche" noi, ci s'ha una zona industriale di buon livello e grandezza; vogliamo completarla e riqualificarla!? bene, passate o voi che volete- dai nostri uffici tecnici, è li c'è la risposta tecnico politica e nel rispetto delle leggi Italiane si fà quello che si può e si vuol fare.

La disponibilità anche se pur così vasta e vergine di tanta parte del nostro territorio è come il pianeta terra nel suo insieme: è quello che è ed una volta consumato non avendone altri a disposizione, finiamo e finiamo insieme alla nostra madre terra.

Quindi fare "abbricino" e riciclare il già compromesso è segno di grande civiltà e fonte di ricchezza per i secoli a venire.

La grande lezione che noi natii di questa terra abbiamo dato (siamo stati i primi in Italia a rinuciare a facili ricchezze immediate che ci offrivano i nababbi Greci dell'epoca) e risiamo stati i primi 5 anni fa a capire che un certo mondo di commerci "ammucchiati" in un solo luogo era ormai roba vecchia ed a dimostrazione di nostra lungimiranza vediamo che "quella medicina miracolosa" non la vuole ingollare più nessuno!

Sono rimasti in pochi ormai a dirci: prendila-prendila 'nsennò la piglia Filippeschi ma...anche a lui gli han fatto mancare il numero legale per "la grade scelta" il che vuol dire: non siamo i soli, noi migliarinesi ad avere sempre acceso il lume della ragione e menomale 'nsennò...

2/7/2011 - 9:14

AUTORE:
G.P_

Facciamo un sogno e partiamo con una domanda.
Perché un turista straniero dovrebbe venire al mare in Toscana quando può trovare lo stesso mare in Croazia spendendo molto meno e spesso trovando servizi migliori?
Perché in Toscana c’è di più e oltre il mare c’è l’arte e la cultura.
In un “pacchetto” proposto dalle agenzie turistiche estere possiamo trovare (ecco il sogno):
viaggio aereo con scalo all’aeroporto di Pisa e alloggio presso l’albergo “La Tabaccaia” a Migliarino, pochi chilometri dall’aeroporto.
Dalla base di partenza il pacchetto prevede possibilità di:
1) visita alla Tenuta Salviati con accompagnatore alla scoperta della meraviglia del bosco
2) possibilità di accesso alla Marina di Vecchiano per chi ama il mare e il sole
3) visita guidata alle città d’arte Pisa, Lucca e Firenze
4) serate nei locali della Versilia per chi ama la movida
5) grande lirica sul lago di Massaciuccoli per chi ama Puccini
6) offerta termale a San Giuliano Terme con Centro Benessere
7) Centro Estetico a pochi metri dall’albergo
8) percorso Vita sul viale dei Pini per chi ama i silenzi e la natura
9) biciclette gratuite per le piste ciclabili e per i viali del bosco
10) noleggio e guida a cavallo
11) acquisti di prodotti locali nei tanti piccoli negozi artigianali ricavati dai vari edifici della Mandria
12) eventi musicali nell’Auditorium ricavato negli ex locali della Pinolaia o simili
13) intrattenimenti serali nel piccolo teatro all’aperto
14) tutto il resto che può venire in mente.
E’ solo un sogno ma poteva e potrebbe diventare anche realtà. Una realtà che potrebbe portare lontano, assai più dell’Ikea per le possibilità occupazionali, in qualità e quantità, ma per ora la strada ha portato a villette a schiera, villette per ricchi a Case di marina, appartamenti privati alle Pratavecchie, distruzione del viale dei pini, trasformazione di vecchie serre in appartamenti con annesso ristorante. Il tutto condito con l’entusiasmo e l’enfasi che questa sia la vera strada della sviluppo, della riqualificazione del territorio.
Mi permetto di esprimere, con il dovuto rispetto, tutta la mia contrarietà e mi auguro che la nuova amministrazione segua una strada diversa che sappia valorizzare meglio tutta la bellezza e le opportunità che ha il comune di Vecchiano per il valore del suo territorio e la sua strategica posizione geografica.

1/7/2011 - 22:39

AUTORE:
Spilla

Una attività,quella ippica,che è in declino irreversibile da qualche anno.Una attività non legata al Parco come potrebbe essere un centro ippico.Un consumo di territorio discutibile.Contropartite,vantaggiper il Comune = Zero.Non stupisce tutto questo se si ricorda Il Lunardi Sindaco che ha avallato benefici,anche giusti ai Salviati,con benefici alla Comunità = ZERO.Avanti così.Il sig.Pardini è stato consigliere comunale a suo tempo,sarebbe interessante sapere quale fosse la sua posizione sul Parco specialmente sulla Tabaccaia

1/7/2011 - 20:59

AUTORE:
Bruno Baglini

..e c'ero anche quando si è trattato il suo epilogo e cioè la sua trasformazione votata in Consiglio Comunale.
Io, come Cittadino rappresentato ero spettatore in sala Consiliare ed essendo delegato del partito maggiore che governa Vecchiano ho avuto modo di dire la mia prima (in sede politica).
Non ho dubbio alcuno che si operi con sotterfugi.
Alle serre Salviati/Braun oltre a me che operavo li saltuariamente essendo contadino dei Salviati, operavano 88 (ottantotto) donne tutte rivestite con una vestaglia rossa (simbolica del diantus cariufillus; il grarofano rosso- "sim americano").
L'azienda crebbe a dismisura per un piccolo paese come Migliarino; poi smettendo di crescere toccando apici mondiali con quelle talee, pian piano l'interesse per quella cultura cessò e cessò anche parimenti la costruzione di ulteriori serre.
Ecco dal momento che noi "maschi" si smise di costruir serre avvennero i primi tentennamenti e di coseguenza non assunzioni se non addirittura licenziamenti delle 88 donne impiegate nelle serre.

Dopo quaranta anni eccomi quì, come altri a svolgere lo sguardo interessato a quella porzione di terra migliarinese (che è bene ricordare, se fosse andata avanti con quelle culture altamente trattate contro le malattie fungine, ora sarebbe a livello di Cernobyl o di Seveso)

Che fare? lasciare ai posteri il tutto così com'è? come la Tabaccaia, la Mandria, il Magazzino dei cereali le stalle dei contadini e le loro vecchie case?
No! come cittadino amministrato delego a chi di dovere di fare le cose "ammodino" per tutto il territorio circostante dove sono nato, cesciuto; dove ho lavorato e senza perdere niente del bello che c'èra (spero)e del nuovo che verrà essere partecipe.

Le cinquantasei famiglie contadine non le vedrò piu nella Fattoria Salviati, così come non vedrò più le grandi cacciate nella Bandita Salviati resistite oltremodo fino agli anni 67/68 cosi come la coltivazione del tabacco che dopo 35 anni anche le barbabietole sono andate a fargli compagnia.

La "cultura" del cavallo, così come la costruzione di grandi barche che tanti lavoratori occupano in Vesilia non mi riguarda da vicino e neppure ho intenzione di contrastarla : che si divertano pure a fare "cloppite-cloppite" e dal Perini a Viareggio grandi vele al vento; non posso mettere le mutande al mondo e..

nb.poi in seguito diventai florovivaista specializzato e delegato Sindacale, ma in quegli anni ho patito tanta solitudine e nessuno prima del /68 si interessò mai; dico mai ai cento lavoratori delle serre S&B e di quella terra migliarinese.

1/7/2011 - 16:33

AUTORE:
Giancarlo Pardini

C'è spesso uno strano modo di definire la natura. Dove non c’è l’uomo con le sue costruzioni, con i suoi interventi distruttivi e di consumo del suolo, si sente parlare spesso di zona degradata.
Zona degradata sono i campi di girasoli dell’Ovaio, zona degradata diventa il contorno del più bel viale che abbiamo nel comune di Vecchiano.
E quello che più mi rincresce, se ne parla in termini positivi proprio dall’Amministrazione che io ho scelto, dal sindaco che io ho votato, come se fosse un’opera superba, una grande realizzazione che va nel senso dello sviluppo, dei soliti posti di lavoro, della solita riqualificazione del territorio.
Il territorio delle serre, che corre lungo tutto il viale dei pini, si qualificava da se, bastava lasciarlo stare. Essendo in un Parco, essendo Natura, ritornava, da se, alla sua origine naturale di bosco. Un posto straordinario destinato, se si volevano gli interessi dei cittadini, a diventare il Parco Pubblico di Vecchiano con tavolini da pic nic, percorso Vita, pista ciclabile e tutto quello che si poteva aggiungere con l’accordo con la proprietà.
L’accordo poteva riguardare anche il recupero della Mandria, edifici già presenti sul territorio e ancora recuperabili ma destinati purtroppo ad andare in rovina. Quale strano destino fa abbandonare edifici storici già esistenti per farne costruire di nuovi a poche decine di metri più avanti consumando altro territorio. Probabilmente il concetto di risparmio del suolo, dell’eccesso di costruzioni, il valore del paesaggio, il concetto del recupero di vecchi edifici fa ancora fatica a farsi strada nelle menti dei nostri amministratori che sembrano legati ai vecchi concetti degli anni 60 quando il concetto di sviluppo si legava indissolubilmente a quello di nuove costruzioni.
Non si è rispettato nemmeno il viale poiché l’accesso poteva essere realizzato dalla parte della nuova strada del mare, risparmiando la prima parte senza spingersi col ristorante fino al Troncolo ma purtroppo nessuno ha potuto vedere prima il progetto per potere fare delle osservazioni. Un progetto non di ordinaria amministrazione , un progetto che stravolge un luogo straordinario doveva necessariamente essere presentato pubblicamente ai cittadini. Non so se gli attuali consiglieri comunali hanno avuto la possibilità di vederlo in anticipo e di farsene un’idea che non sia quella del partito.
Sono veramente dispiaciuto e deluso. Non so che vantaggio ne avrò io, semplice cittadino del comune di Vecchiano, che vedrò aumentare il traffico nella frazione, mi vedrò tolto una parte di viale ora chiuso al traffico e che mi permetteva una passeggiata in bicicletta in cambio di una cosa per me inutile, un Club House in cui non metterò mai piede e nuovi appartamenti che non mi interessano se non per una urbanizzazione che non approvo.