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Massimiliano Angori
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VECCHIANO-Italia
Articolo di Antonio Tabucchi ripreso dal Fatto Quotidianio del 31/07/2011

31/7/2011 - 17:58

 

La classe politica italiana nella stagione del terrorismo tramava con servizi segreti interni ed esteri.

 Una volta finite le stragi, quella di oggi è passata al furto. Agli Italiani ha rubato tutto. Ha rubato il paesaggio. Ha rubato la libera scelta e la libera concorrenza. Ha rubato il futuro dei nostri giovani. Ha rubato loro il democratico diritto di dissentire, di protestare e di manifestare e quando ha potuto li ha massacrati e perfino assassina-ti. Ha rubato la Carta costituzionale. Ha rubato la libera informazione, la televisione pubblica, la scuola, l’università.Ha rubato la Resistenza, da cui la nostra repubblica è nata, e l’antifascismo su cui si fonda. Ha rubato il principio di ripudio della guerra, che è costitutivo della repubblica. Ha rubato la convivenza civile, il rispetto dovuto ai cittadini, i fondamenti del patto sociale di ogni vera democrazia. Ha rubato le più belle parole della nostra lingua, come “libertà”, facendone un uso perverso. Ha rubato la fiducia nella democrazia (era fragile e incerta, ed è stato facile) e nelle istituzioni.

 Ci ha rubato perfino il diritto di morire in pace. Ha trasformato il parlamento in un rifugio di corrotti, di mafiosi, di indagati, di condannati. Ha stretto patti scellerati con la mafia. Ha sigillato tutti i suoi malaffari sotto il segreto di Stato: la storia del nostro passato recente è un enorme buco nero. Infine ha rotto gli equilibri istituzionali: il potere legislativo, che in Italia coincide con quello esecutivo, come un fiume in piena ha sommerso il paese con una pletora di leggi incostituzionali.

La Magistratura è stata aggredita, avvilita, ingiuriata e indicata alla pubblica opinione quale corpo malato della società. I delinquenti hanno chiamato delinquente l’istituzione di controllo delle loro delinquenze. Questa aggressione del potere politico al potere giudiziario è stata spacciata dalla stessa classe politica come uno “scontro” fra politica e magistratura e come tale propagandato nel paese.

Ma avete mai sentito una voce della magistratura che abbia detto che la classe politica è un cancro da estirpare? O che i politici sono antropologicamente diversi? O che le Brigate rosse sono nascoste in Parlamento? No: è quello che contro la magistratura urla da anni l’ex-piduista Silvio Berlusconi.

 Per questo la magistratura subisce reprimende ogni volta che viene raggirata e vili-pesa: perché in Italia al danno deve seguire anche la beffa. Da vent’anni la classe politica impazza su tutti i canali televisivi, quelli privati del presidente del Consiglio e quelli pubblici sui quali ha messo le mani e i piedi.

Da mattina a sera, dai teleschermi, i politici intossicano l’anima degli italiani con le loro chiacchiere, menzogne, barzellette, false promesse, falsi contratti, messe nere. Per questo i magistrati sono rimproverati di eccessiva esposizione mediatica: è perfino successo che abbiano mostrato i calzini a una telecamera nascosta di Berlusconi che li spiava.Ma ultimamente la magistratura si è messa a indagare nella Città e i Cani. A largo raggio. E a chiedere conti.

 La prostituta marocchina minorenne fermata per furto e che la questura ha rilasciato dietro telefonata di Berlusconi non era proprio la nipote di Mubarak? Spiace che il Parlamento si dica convinto che Berlusconi ne fosse convinto.

 La Fininvest ha sottratto la Mondadori al legittimo acquirente grazie a un giudice corrotto dall’onorevole Previti che Oscar Luigi Scalfaro licenziò da ministro della Giustizia prima che lo diventasse? Deve risarcire il derubato. Non si tratta di ideologia, si tratta di furto: spiace che la classe politica non concordi.

 C’è un grosso giro di prostituzione in una villa del presidente del Consiglio? In Italia lo sfruttamento della prostituzione è ancora un reato e il codice penale non è un’ideologia: spiace che gli onorevoli di Berlusconi non siano d’accordo.Il perverso sistema della Loggia P2 si è moltiplicato per partenogenesi producendo P3 e P4, cioè affari loschi, pressioni indebite, rapporti oscuri fra finanza e politica? Spiace che alla classe politica piacciano gli affari sporchi. Le falle, come quando una rete si smaglia, si allargano.

 Da un’inchiesta all’altra affiora da sottopelle un sistema infetto che ricopre l’Italia come una lebbra. Si capisce perché il conflitto d’interessi che ha tenuto in piedi Berlusconi per vent’anni non è mai saltato: perché faceva comodo a destra e a manca. Si capisce perché Enrico Berlinguer è stato rinnegato e Craxi rivalutato dalla politica tutta.

 E l’opposizione, implicata anch’essa in faccende illecite, reagisce in maniera scomposta, non proprio come gli altri ma quasi. Sotto inchiesta non ci sono piccoli bottegai ma personaggi di potere, assi di raccordo fra politica e affari.

La classe politica si allarma. I “lodi” (Schifani, Alfano, ecc.) non funzionano più, la Camera ha perfino consentito l’arresto cautelare di un onorevole! Che fare? E se si rinfrescasse il ministero della Giustizia?“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nel-l’interesse esclusivo della nazione”. È la formula del giuramento che ogni ministro deve fare di fronte al capo dello Stato per essere accettato come ministro. I ministri li propone il presidente del Consiglio, ma il capo dello Stato li accetta o li respinge. Dipende.

 È importante che Giorgio Napolitano abbia espresso la sua autorevole contrarietà ai tre ministri “baschi” che vogliono portare nelle loro “riserve” alcuni ministeri della Repubblica, sconnettendo ancora di più questa povera Italia sconnessa.

 Certo che li vogliono lassù, e non con il tricolore: con la croce celtica. Ma questi tre stessi ministri non avevano giurato la loro lealtà alla Repubblica italiana davanti al capo dello Stato?IL GIURAMENTO è un atto simbolico nel quale il celebrante ha la stessa responsabilità morale di colui che giura.

 Nella cerimonia del battesimo, se il sacerdote dubitasse della cattiva fede del padrino, non accetterebbe la sua garanzia. Evidentemente Napolitano non dubitava delle garanzie che offrivano questi padrini della Repubblica: contrastarli ora, a cose fatte, è più complicato. Peccato che si sia fidato di tali personaggi. In questi giorni l’onorevole Nitto Palma ha giurato la sua fedeltà alle leggi della Repubblica di fronte al capo dello Stato quale nuovo ministro della Giustizia.

 Non mi compete scendere nel merito. Ma mi preme ricordare il principio della fisica secondo il quale il cosiddetto “punto di crisi”, a causa dell’aumento della temperatura e della pressione, segna il cambiamento di stato di un corpo che da solido diventa liquido o da liquido gassoso e viceversa. E per la percezione che ho delle cose, ritengo che la situazione italiana abbia raggiunto un punto di crisi irreversibile.

Impossibile fare previsioni: ma c’è sempre un peggio del peggio. E poi non si dica che era inevitabile.

           

di Antonio Tabucchi.

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2/8/2011 - 14:27

AUTORE:
anna

E invece i rivoluzionari da salotto, secondo me, vengono ascoltati troppo poco, ahinoi! Pensi un pò, Mannocci, se fossero tutti al Governo. E badi bene, a me non interessa se di destra, sinistra o centro..Ma che ragionassero col cervello, perdio, e non con organi deputati a far altro

2/8/2011 - 8:44

AUTORE:
Giacomo Mannocci

Sono più di vent'anni che Antonio Tabucchi dal suo sconosciuto (ai più) eremo di vecchiano, sparge al mondo consigli non richiesti. Rappresenta quell'intellghenzia sempre pronta ad indignarsi ma che rarramente si rimbocca le mani con proposte concrete. Tabucchi faccia lo scrittore visto che è veramente bravo, ma ci lasci in pace con la solita tiritera progressista.

Ps. Caro Signor Brando, per ovvie ragioni anagrafiche non ho conosciuto Niccolai. Ne sono tuttavia un grande ammiratore perchè era un politico dedito al concreto, oltre ad essere missino che per me è un titolo d'onore. Comunque, anche se penso interessi solo a lei, questo è il mio percorso politico: nato politicamente nella corrente che si rifaceva a Pino Rauti nel Fronte della Gioventù (1994), ho aderito ad AN e oggi sono capogruppo PDL. Mai stato finiano.

1/8/2011 - 18:42

AUTORE:
Brando

Ma questo Mannocci quì, è quello che viene dal MSI pisano del Niccolai e che ora è capo gruppo del PDL di Berlusconi?
Si, è lui.
Ahhh!!!

1/8/2011 - 16:04

AUTORE:
Bastian contrario

Speravo in una osservazione seria e imparziale...ha riparlato di Berlusconi e company come se tutto il male che ci portiamo dietro fosse solo causa sua. Ha evitato accuratamente di parlare della Stalingrado Rossa e non ha fatto cenno al lavoro precario perchè a introdurne la legge fu Treu. Non ha niente da dire a quei magistrati che NON sono uguale agli altri perchè quando sbagliano mandando degli innocenti in galera e lasciando in libertà deglòi assassini( vedi Restivo ) NON pagano mai ma a pagare deve essere lo stato e quindi i cittadini italiani che pagano le tasse. Nessun accenno al loro stipendio che è agganciato a quello dei Parlamentari...come si fa a fare l'Italia con questa faziosità...

1/8/2011 - 12:15

AUTORE:
Osservatore di Migliarino

Il prof. Tabucchi non ha bisogno dei miei complimenti per il suo articolo che condivido nella forma e nel contenuto. Ho solamente da aggiungere che la questione è molto più ampia essendo questo stile comportamentale stato adottato anche dagli altri schieramenti partitici.
Non mi ricordo la testata giornalistica ma oggi vengono indicati 101 soggetti del PD indagati. Se sono pochi o tanti non ne ho la più pallida idea comunque sono e ciò è sufficiente ad incrementare l'indignazione contro il SISTEMA.
Ce ne fossero di voci autorevoli quali Antonio Tabucchi che fanno sentire il proprio pensiero ed agitano i neuroni di chi legge per una doverosa ed improcastinabile riflessione.
C'è un tempo per tutto: per la riflessione che è finalizzata ad una decisione; per l'azione finalizzata a risolvere realisticamente un problema.
Il malato sta molto male e i più pensano alle ferie!

31/7/2011 - 23:03

AUTORE:
Giovanni Bianchi

Non ho bisogno di ascoltare "i.. da salotto" dicono esattamente quello che penso da tempo e io sono un italiano.

31/7/2011 - 21:46

AUTORE:
Giacomo Mannocci

Fortuanatamente gli italiani sono stufi della casta, ma soprattutto non ascoltano questi rivoluzionari da salotto.