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L’impoverimento del linguaggio e l’incapacità di descrivere le proprie emozioni è una delle principali cause dell’aumento di violenza nella sfera pubblica e privata ma anche responsabile di una accertata riduzione della nostra intelligenza.

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Con grande dispiacere e soltanto casualmente in questi giorni sono venuta a conoscenza della morte del Dottor Assanta. Ritengo sia stato un esempio di .....
PISA
Incontro con Don Ciotti

17/9/2011 - 19:09


E' arrivato a Pisa senza clamori, l'aveva detto-"Vengo a parlare agli studenti che stanno facendo il master sulla legalità"; e così ha fatto. Una lezione eccellente, una lectio magistralis, l'ha definita Vannucci professore all'università di Pisa; uno dei più brillanti studiosi di corruzione in Italia,  ideatore e curatore del master.

 

Don Luigi è spuntato in via San Frediano, accompagnato dalla responsabile scuola- università di Libera, Francesca Rispoli. Attorniato dalla scorta ha sorriso quando ci ha visto. E' sempre un piacere abbracciarlo.

 

Nei 300 metri fino alla facoltà di Scienze Politiche, abbiamo parlato un po' della bella festa di Libera a Volterra, del sostegno alle cooperative e del ruolo fondamentale oltre che di Libera anche di Avviso Pubblico e delle istituzioni che raccoglie intorno a sè; di un convegno da tenersi l'anno prossimo a Pisa su legalità e giustizia sociale organizzato dall'Amministrazione Provinciale.

 

Poi arrivati nell'aula dove si tiene la lezione, gli studenti lo accolgono quasi intimoriti e lui li saluta uno ad uno , gli chiede da dove provengono e li mette a loro agio.. Pretende subito il tu, come fa con tutti. Si siede, guarda gli appunti scritti a penna e via. "La mafia, le mafie sono tra di noi. Noi siamo contro le mafie". E' il noi il filo conduttore del discorso, lo sarà fino alla fine.

 

L'individulismo e l'egoismo stanno sullo sfondo come elementi a cui contrapporsi, sempre. "La forza delle mafie sta al di fuori, c'è chi crea le condizioni." Cita Primo Levi, lui nato in Cadore ma torinese d'adozione, per introdurre e sviluppare il tema della zona grigia e dell'assenza dei diritti. "La lotta alla mafia si fa con le leggi giuste, a Roma." Parla di "momento pesantissimo, inquietante."Rispetto ai risultati nella lotta alla mafia sbandierati dal Ministero dell'interno, cita Paolo Borsellino di venti anni fa -"perniciosa illusione".

Critica con durezza la questione delle intercettazione, dove non accetta nessun compromesso.

Afferma con forza che la legalità non è un valore- "E' solo uno strumento per affermare la giustizia sociale. Non vola una mosca.

 

Insiste che bisogna credere nell'accoglienza perchè-"o la speranza è di tutti o non è". Sostiene che siamo in una società violenta, dove per primi devono fare la loro parte i magistrati, ma poi è necessario intervenire nei confronti della violenza strutturale dei centri di potere. Chiede con forza ai sindacati e alle categorie economiche di fare la loro parte, come molti stanno già facendo.

 

Dice che vanno combattute con forza le "compiacenze". Sostiene il ruolo dei partiti che devono opporsi all'antipolitica, per questo dice di aver firmato per l'abolizione del"porcellum", ma chiede ai partiti un codice etico chiaro. Aggiunge con forza che anche la sinistra deve fare autocritica  rispetto alla corruzione, non minimizzare.

 

Cita Paolo VI : la politica è la più alta ed esigente forma di carità. Si appassiona quando dice che la battaglia è fondamentalmente culturale. A chi ha detto che "la cultura non dà da mangiare" rispondiamo che "noi abbiamo fame di cultura" e citando Antonino Caponnetto dice" che le mafie hanno più paura della scuola che della giustizia".

 

Conclude dicendo che il miglior testo antimafia è la Costituzione insieme al Vangelo. E la democrazia non può che essere: giustizia, dignità, responsabilità, impegno. Parla del lavoro di Libera e della sua storia importante: del gruppo Abele,  di Narcomafie, del sostegno ai familiari delle vittime della mafia -"che tutti dimenticano", soprattutto i più umili. Cita una madre incontrata che gli ha raccontato che si sente umiliata quando suo figlio viene ricordato come "uno degli agenti della scorta". Ricorda don Puglisi e una chiesa che "non è solo baci e bacetti alla Madonna".

 

Racconta aneddoti ed episodi: l'incontro del papa polacco e i genitori del giudice Livatino o la soria di don Peppe Diana, anch'esso ucciso dalla camorra. Potremmo ascoltarlo per ore, quest'uomo sempre dalla parte degli ultimi, che tocca l'animo umano come nessuno. Racconta una cosa personale, quando scampato ad un attentato, sua madre qualche mese dopo scopre la notizia dalle pagine di un quotidiano e non riuscirà più a dormire. Dice che da quel giorno ha visto l'inizio della fine della mamma. Parla anche del padre, morto pochissimo tempo fa.

 

I ragazzi ora fanno domande e lui risponde a tutti con affetto e precisione, poi guarda l'orologio, è quasi l'una. Il commiato è bellissimo: si alza, accetta di fare una foto di gruppo, che scatto con piacere, abbraccia tutti con calore. Quei ragazzi che due ore prima l'hanno accolto in silenzio e con soggezione lo salutano:-ciao Luigi, a presto. A tutti dice di tenere duro, rassicurandoli. molti sono abbracciati. Poi s'intrufola fra gli agenti della scorta e via. Così si contribuisce alla "Rivoluzione gentile". Hasta siempre Don Luigi Ciotti.

gs

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18/9/2011 - 16:49

AUTORE:
ovidio

Caro Gabri,

sei sempre impegnato sulla legalità. Mi sarebbe piaciuto tantissimo partecipare alla lectio magistralis di Don Luigi Ciotti.

So che hai aderito all'appello per salvare il casolare dove Peppino Impastato tirò l'ultimo respiro e in questi giorni vai a Cinisi. Sono passati 33 anni dall'assasinio di Peppino Impastato ed è una vergogna che quel casolare sia una discarica anziché un luogo della memoria.

Don Luigi, tu e tutti gli amici e le amiche di Libera state fecendo tantissimo: avete fatto cento passi e altri cento e cento ancora dovremo farli insieme.