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Massimiliano Angori
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TOSCANA - PISA
Caccia, Salvadori: "Troppi cinghiali. La Regione ha fatto la sua parte, ora tocca agli altri"

30/10/2011 - 20:05

TOSCANA - Cresce la preoccupazione per l'eccessivo numero di cinghiali nei boschi toscani, tra cui quelli della provincia di Pisa. L'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori ha lanciato un nuovo allarme in questi giorni, per i danni che questa presenza sta provocando alle coltivazioni.

"La presenza degli ungulati - afferma - non è più accettabile, la quantità è tale che produce danni giganteschi all’agricoltura ed incidenti sempre più numerosi per i cittadini, è il momento di un intervento drastico da parte di tutti i soggetti coinvolti, dalle Province agli Ambiti territoriali di caccia (Atc), fino a singoli cacciatori".

Secondo Salvadori la Regione ha già fatto la sua parte, dotando gli enti preposti alla gestione del territorio degli strumenti necessari, come le nuove norme che consentono di intervenire ovunque e in tutti i periodi dell'anno.

"Occorre adesso che Province, Atc e perfino i singoli cacciatori facciano la propria parte".

Continua Salvadori: "Abbiamo approvato la nuova legge in materia di caccia già dal febbraio 2010 e quest’anno è stato varato il regolamento di attuazione, mentre è in fase di predisposizione il Piano Faunistico Venatorio regionale che aggiungerà altri criteri, indirizzi e obiettivi per una sempre migliore gestione della fauna in Toscana".

Le nuove norme fissano densità sostenibili di cinghiali, caprioli, cervi e daini. E questo consente alle Province di intervenire in due modi. Durante la stagione venatoria può essere elaborato un piano di gestione che assegni precisi obiettivi all'attività di prelievo. Quando invece la caccia è chiusa, si possono consentire battute mirate su tutto il territorio con azioni di controllo da parte della polizia provinciale.

"Ma non basta – precisa l’assessore regionale – la nuova legge sulla caccia divide il territorio regionale in aree "vocate" alla presenza degli ungulati, dove valgono le norme già descritte, e zone "non vocate", dove la presenza del cinghiale e degli altri ungulati non è compatibile con lo svolgimento delle attività agricole e dove le Province adottano forme di gestione non conservative delle specie".

Secondo Salvadori le nuove norme toscane costituiscono un esempio che molte Regioni stanno seguendo in materia di gestione degli ungulati.

"E’ tempo – conclude Salvadori – che gli Enti ai quali la legge regionale delega la gestione mettano in atto in maniera ancora più incisiva le procedure che abbiamo elaborato in pieno accordo con tutte la parti interessate da questo fenomeno. In questo contesto, anche le squadre di caccia al cinghiale ed i cacciatori di selezione devono impegnarsi per raggiungere in maniera completa gli obiettivi assegnati."

Bernardo Magli

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