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Incontrati per caso…
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
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VECCHIANO - Pontremoli 30 Dicembre 2011
Intervista al giornale online "La Voce del Serchio" del Pianista vecchianese Sandro Ivo Bartoli

28/12/2011 - 21:03

 
In occasione del Concerto per il Nuovo Anno, evento dedicato agli alluvionati di Pontremoli, il pianista vecchianese Sandro Ivo Bartoli (che è un nostro affezionato lettore) ci ha rilasciato questa intervista.
 
La Voce del Serchio: Sandro, hai dedicato il concerto di Pontremoli agli alluvionati del 25 ottobre scorso. Perché?
 
Sandro Ivo Bartoli: «Non è tutta farina del mio sacco. Il concerto è stato organizzato dal Comune di Pontremoli e dall’Accademia de’Concerti. L’alluvione del 25 ottobre non solo ha fatto danni incalcolabili, ma ha anche lasciato nella gente un senso di desolazione che tutti noi speriamo di poter alleviare con il nostro modesto contributo. Le iniziative benefiche del Comune di Pontremoli quest’anno sono ‘dedicate agli alluvionati’; l’Accademia ha aderito di buon grado, come del resto ho fatto io».
 
V.d.S.: Sei molto impegnato nel sociale, e in passato hai suonato spesso per cause benefiche. Ricordiamo in particolare il concerto di capodanno al teatro Verdi di Pisa per i bambini del Burkina Faso, un concerto per l’UNICEF alla Gasteig di Monaco di Baviera, e qualche mese fa sei stato a Pietrasanta per la convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia. Cosa significa per un artista prestare la sua opera a progetti di questa natura?
 
S.I.B.: «I musicisti dovrebbero sentire l’obbligo di impegnarsi nel sociale, perché hanno in mano uno strumento universale come la musica: è uguale in tutto il mondo, tutti possono capirla e tutti possono goderla. Aiutare chi ha più bisogno con la musica è un privilegio prima che un dovere».
 
V.d.S.: Il quotidiano tedesco Vogtland-Anzeiger ti ha definito uno dei più importanti pianisti italiani degli ultimi trent’anni. È un bell’apprezzamento…
 
S.I.B.: «Assolutamente si, ma lascia un po’ il tempo che trova. Certo, fa molto piacere sapere che c’è gente che crede certe cose, e che è anche disposta a scriverle sui giornali: vuol dire che, negli anni, nel mio piccolo ho fatto anche qualcosa di buono. Però, intimamente, quando leggo certi titoloni mi vengono in mente anche le stroncature, come quella di un critico italiano che mi ha bocciato un disco al quale tenevo molto...».
 
V.d.S.: Parlando di dischi, quest’anno hai pubblicato tre CD per l’etichetta olandese Brilliant Classics…
 
S.I.B.: «Incidere dischi è una parte importante del nostro lavoro, ma è anche una grande responsabilità. I concerti vanno e vengono, e rimangono nella memoria di chi gli ascolta. I dischi, invece, rimangono per sempre e chiunque ha la possibilità di avvicinarvisi. La mia discografia riflette il mio amore per la musica italiana, e per la Brilliant ho inciso i concerti di Respighi e due progetti dedicati all’empolese Ferruccio Busoni con musiche originali e trascrizioni da Liszt. Con mia grande sorpresa, dato che si tratta di musiche poco frequentate sia dai miei colleghi che dal grande pubblico, stanno andando tutti molto bene. E a parte quel signore di cui dicevo prima, anche le critiche sono state positive…».
 
V.d.S.: Hai insistito per incidere i tuoi dischi in Italia. Perché?
 
S.I.B.: «Abbiamo i teatri più belli del mondo, che però quasi nessuno conosce e dai quali, ohimè, la musica latita ormai da tanti anni. Incidervi dei dischi è un modo come un altro per riportare questi edifici meravigliosi all’attenzione del pubblico musicale. Come dice Uto Ughi, siccome lo Stato fa poco o nulla per la musica, in Italia è necessario che si adoperino gli individui. Nel mio piccolo, cerco di dare una mano…».
 
V.d.S.: Il quadrimestrale Falstaff, nel corso di una lunga intervista, ti ha definito ‘il pianista inglese’. Che effetto ti ha fatto?
 
S.I.B.: «Ennio Speranza, il raffinato musicologo che mi ha intervistato, si riferiva al mio lungo passato in Inghilterra. Un pochino mi dispiace, perché nel cuore mi sento più italiano e vecchianese di chiunque. Però è anche vero che il mio lavoro si svolge soprattutto all’estero, quindi c’è poco da eccepire…».
 
V.d.S.: Quali sono i tuoi prossimi impegni?
 
S.I.B.: «Dopo il concerto di Pontremoli andrò in Germania. Mi aspettano diversi concerti solistici, tutti dedicati alla musica italiana. Finirò il mio giro a Dresda, dove darò una lezione-concerto sulla musica pianistica italiana e poi suonerò il Secondo Concerto di Rachmaninov con l’orchestra del teatro dell’opera sotto la direzione del mio amico Michele Carulli. Dopo, spero di potermi riposare per qualche settimana prima di riprendere l’attività discografica e concertistica.

 Ho in programma un’incisione di Frescobaldi ed altre cose con orchestra».
 
Sandro Ivo Bartoli esegue il Concerto per il Nuovo Anno al teatro della Rosa di Pontremoli venerdì 30 dicembre alle ore 21.

 

 In programma musiche di Lully (Suite in mi minore), Bach-Busoni (Ciaccona in re minore), Respighi (Sonata in fa minore) e Liszt-Busoni (Mephisto Waltz No.1).

Al termine del concerto ai partecipanti verrà offerto un rinfresco.

 Biglietti in prevendita a Pontremoli presso Legatoria Artigiana (tel. 0187 831 534) e Libreria l’Abbecedario (tel. 0187 830 092).

Fonte: VdS - Sandro Ivo Bartoli
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