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PISA-Marina di Pisa
Attività anti-erosione a Marina di Pisa, nuovi interventi in vista. Esigenza immediata,

20/2/2012 - 15:19

 In prospettiva, si ipotizzano:
tra piazza Gorgona e piazza delle Baleari la realizzazione di scogliere soffolte; tra i bagni “Foresta” e “Lido”
il superamento delle attuali “micro-barriere” a favore di un sistema più organico per l’intero tratto
Novità in vista, con il 2012, nel programma di tutela del litorale pisano contro l’erosione, permanentemente in atto da parte della Provincia. L’annuncio è dell’assessore all’ambiente Valter Picchi, sulla scorta delle indicazioni fornite dal Servizio difesa del suolo: “Alla luce – spiega – delle esigenze manifestatesi di fronte all’evolversi dei fenomeni di arretramento della linea di riva (con abbassamento dei fondali), e in base ai risultati raccolti con la sperimentazione di determinate soluzioni di protezione, abbiamo stilato, da qui al 2014 un programma di interventi mirati, in parte rimodulandone alcuni inizialmente previsti”.
Un primo piano di lavori è andato in cantiere per riparare, a Marina, i danni provocati dalle intense mareggiate del dicembre e del gennaio scorsi. In particolare sono stati effettuati: il ripascimento delle spiagge di ghiaia tra gli stabilimenti balneari “Foresta” e “Barbarossa” (lembo sud dell’abitato); e il riorientamento di quelle situate lungo il resto dell’area urbana, modificando la disposizione dei ciottoli nel senso più funzionale a contrastare la percussione del moto ondoso (l’eventualità di queste manutenzioni, dopo forti burrasche, tali da spostare il materiale sassoso, è esplicitamente prevista nel progetto “spiagge di ghiaia”). Sistemazioni puntuali che comporteranno un impegno di 70mila euro, cui provvederà la Provincia con risorse proprie.
“Al di là di queste opere tuttavia”, prosegue Picchi, “si sono ravvisate alcune esigenze di portata più strutturale, per provvedere alle quali abbiamo coinvolto in primo luogo la Regione e, accanto ad essa, gli altri enti che hanno competenze di gestione territoriale”. Le più immediate, tra tali esigenze, riguardano le scogliere foranee (emergenti cioè al sopra della superficie del mare) situate tra la foce dell’Arno e piazza delle Baleari, che in alcuni tratti registrano uno stato di danneggiamento e l’occorrenza di un intervento di irrobustimento in tempi brevi. “In merito a questa problematica”, dice ancora Picchi, “abbiamo ricevuto legittime sollecitazioni da parte dei residenti: contiamo di rispondere alle loro istanze in modo fattivo”.
In prospettiva poi, si segnalano altre due ipotesi strategiche. Prima, la realizzazione, a sud dell’abitato di Marina, tra i bagni “Foresta” e “Lido”, di un sistema di salvaguardia degli arenili che superi l’attuate assetto a ‘micro-barriere’, sostituendole con una soluzione più efficace e organica per l’intero tratto. Secondo ‘capitolo’, quello per la realizzazione di scogliere soffolte (sommerse cioè rispetto alla superficie dell’acqua) – già esistenti, con buoni riscontri di efficienza, nella zona tra piazza Gorgona e piazza Sardegna – anche in altre parti centrali dell’abitato,   tra piazza Gorgona e piazza delle Baleari.
“E’ chiaro”, ribadisce Picchi, “che per ‘dare gambe’ a queste prospettive operative occorrono le coperture economiche”. Per questo la Provincia ha posto il tema a Regione e altri enti competenti, aprendo una riflessione che, intanto, ha già portato a un provvedimento concreto: la sospensione delle prove sperimentali antierosione avviate lungo il litorale della Tenuta di San Rossore, a nord della foce del Fiume Morto “In quel tratto”, spiega l’assessore, “la situazione è tale da rendere indispensabile un nuovo progetto, facendo venir meno le ragioni che avevano indotto a iniziare la sperimentazione stessa”. I cui soggetti attuatori (Provincia e Regione stesse, oltre all’Ente Parco) hanno concordato un diversa destinazione delle risorse stanziate, pari a 970mila euro, ‘spostandole’ sugli interventi che servono a Marina.
Infine, al di là dei lavori ‘materiali’, importante, e già certa, l’iniziativa che la Provincia svilupperà per potenziare l’attività di monitoraggio permanente su dinamiche marine e rischi di arretramento della costa, in corso dal 2001, con specifiche indagini batimetriche. A completamento di esse (relative ai fondali) sarà realizzata una rete di rilevazione ondametrica (relativa a energia del moto ondoso e conseguente trasporto solido) che si avvarrà di boe poste in prossimità del litorale, dunque in grado di acquisire dati diretti, al posto del sistema attuale, fondato su modelli che si basano su dati indiretti, ricavati da boe collocate in acque alte.

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