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Se sul campo la guerra continua con le solite nefandezze sui nostri media nazionali appare sbiadita, superata da altri e più urgenti problemi, vecchi come il Covid e nuovi come la recente crisi politica. Oramai è un sottofondo e tranne per il pericolo Zaporizhzhia i nuovi morti e le nuove devastazioni attirano sempre meno l’attenzione dei media nazionali. Come i media anche la nostra psiche si adatta.

Angori Massimiliano
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Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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Te l'ha ordinato il dottore di rispondere ? Dì cose .....
. . . si agghengano alle comunali e vincono sempre .....
A vendere fandonie a chi vota in una certa maniera .....
. . . . il comune pagasse la manutenzione della Via .....


"Fra gli alberi" Opera pittorica di Patrizia Falconetti

Coordinamento regionale Forza Italia Toscana
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di
Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Di Umberto Mosso (a cura di BB Red, VdS)
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di Michele Curci - Coordinatore comunale Forza Italia Cascina
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di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso…
di Valdo Mori
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POSTE ITALIANE
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Io, Medico (dr. Pardini e altri)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Vicopisano
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"Cinema Sotto le Stelle" a Calci
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BUTI
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ANIMALI CELESTI
teatro d’arte civile
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COMITATO PER LA DIFESA DI COLTANO (PARCO MSRM)
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Capita che ci si perde in tempi lontani, dove niente fiorisce spontaneamente.
Ma la vita vive lo stesso
In zone diverse, con ritmi diversi.
Avevo .....
ASSEMBLEA PUBBLICA ASBUC DEL 21 LUGLIO 2022
Ricordiamo che il 21 Luglio 2022 alle ore 20, 30 presso la Sala Consiliare del Comune di Vecchiano, sita .....
MIGLIARINO - VECCHIANO - SAN GIULIANO
Io, Sergio Costanzo: una conversazione tra storia e modernità

11/12/2012 - 10:36

L'associazione La Voce del Serchio ha intervistato Sergio Costanzo, ospite d'onore della cena medievale che si terrà sabato 15 dicembre presso il Circolo Arci di Migliarino.

Per l'occasione l'autore ci parlerà del libro Io Busketo, un romanzo storico scritto nel 2010 e centrato sulla figura del costruttore della Cattedrale di Pisa.

 

                                                                                     Intervista di Giulia Baglini

 

La copertina di Io Busketo ci introduce appieno nel contesto storico del romanzo: vediamo raffigurato il Grifone, pregiata scultura di arte islamica, che stabilisce già un parallelo con le origini del protagonista, il siriano Sahl, poi ribattezzato Busketo. Quindi, riferendosi all'epoca in cui visse Busketo, non è azzardato parlare di Pisa  come di una città dal carattere universale dove convivevano razze e religioni diverse.

 

Pisa era sicuramente città cosmopolita. Quelli che sono stati segnalati come domini pisani nel mediterraneo, vanno letti come mercati pisani. Se i pisani stazionavano in Africa e in Terrasanta, è normale che genti straniere vivessero in Pisa. C'erano medio orientali, ma anche nordici, le famiglie nobili pisane che tanta importanza ebbero nel periodo repubblicano, erano per la maggior parte di stirpe germanica; in fondo erano stranieri anche loro.

 

Questo romanzo nasce dalla passione per Pisa e la sua storia. Come vivi quotidianamente, nella vita civile e sociale,  questa passione? Ci interessa saperlo perché come associazione culturale cerchiamo di rappresentare al meglio delle istanze di promozione e valorizzazione del territorio.

 

La vivo permanentemente cercando di conoscere la Pisa di ieri per apprezzare e se possibile migliorare la Pisa di oggi. Non solo scrittura nel mio tempo libero, ma anche impegno sociale, sanitario, sportivo e quindi, comunque, culturale. Perché solo alzando il livello delle percezioni e delle sensibilità, sarà possibile mantenere e migliorare senso civico, maturità, rispetto reciproco. Inscrivo la mia passione per Pisa fra i valori, anche più alti, che intendo perseguire e se possibile, trasmettere.

 

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Per pura esondazione da quella del leggere. Mio padre mi fece fare la tessera della biblioteca comunale quando avevo 10 anni. Assecondò la mia voglia di leggere... Quando sposai feci, insieme a mia moglie, la lista di nozze in libreria. Ritenemmo fosse più importante avere libri che mestoli o tazzine. A forza di leggere saggi storici e romanzi storici, mi sono convinto che c'era ancora qualcosa da dire e per gioco ho cominciato.

 

Ci vuoi parlare anche dei tuoi romanzi non storici, come Begunski Center e Giallo Pisano?

 

Begunski è la cronaca (concentrata) di un anno di vita impiegata, fra viaggi di lavoro e altre iniziative qui a Pisa, a favore dei profughi della guerra di Bosnia nel 1994/5. Ho avuto il privilegio di lavorare nei campi profughi dell'ex Jugoslavia per parecchio tempo e a più riprese, di vivere con loro, di lottare con loro. Il mio racconto fu scritto in presa diretta, allora, sotto forma di diario giornaliero. Nessuno ne volle sapere niente: al mondo danno fastidio certe storie. Dopo 15 anni una casa editrice ha creduto in questo reportage ed è uscito. Il mio intento è riuscire a far sì che i genitori lo leggano a sera ai propri figli, in definitiva un progetto utopico. Giallo pisano invece è nato come un gioco, tipo "l'appetito vien mangiando".

Mi è stato chiesto di collaborare ad una collettanea di racconti e mi sono orientato di nuovo verso la nostra storia passata. Ho scritto di san Ranieri, una storia certamente non reale ma realistica e sicuramente non meno probabile di quelle propinate dall'agiografia e dalla tradizione.

 

Quali progetti hai per il futuro?

 Molti, forse troppi, ma non mi tiro indietro. Sto lavorando ad un nuovo romanzo che parlerà di Pisa, di musica classica e inquisizione. Ci saranno nuovi racconti gialli. C'è un progetto che mira a far uscire racconti a cadenza settimanale su un quotidiano locale ( come faceva Salgari...). Ci sono altri progetti legati al web, al turismo culturale... insomma il lavoro non manca. Il tempo invece è assai tiranno.

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