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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
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Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
OSWIECIM (Polonia)
Un nome e una fiaccola. La Toscana ricorda i deportati che non sono tornati

28/1/2013 - 23:40

Un nome e una fiaccola. La Toscana ricorda i deportati che non sono tornati

 

Scritto da Walter Fortini lunedì 28 gennaio 2013 alle 19:18

 

OSWIECIM (Polonia) –

 

Un’interminabile litania di nomi apre la cerimonia al monumento internazionale del campo di Birkenau, dove un tempo c’erano i quattro forni crematori e le camere a gas capaci di inghiottire duemila persone per volta. Sono i nomi dei toscani deportati ed uccisi.

Raimondo Calò, 4 anni. … Rossella Antigoli, 4 mesi … Giulia Noxas 20 anni … Ogni ragazzo li sussurra sotto la neve che cade dal cielo e non si ferma un attimo, un nome e una storia custodita fin dalla partenza, ed una fiaccola accesa in mano per non dimenticare.

Così alla fine, con più di cinquecentociquanta nomi, sono gran parte dei quasi settecento ebrei toscani identificati e inghiottiti dai lager. Anche le sorelle Bucci ne hanno due: uno è il cuginetto Sergio De Simone, entrato nel lager a quattro anni e mai uscito. Nomi di giovani deportati, molti bambini e neonati. Cognomi che si ripetono con insistenza e che danno bene l’idea di intere famiglie sterminate.La cerimonia toscana inizia attorno alle una, aperta dal corteo con gli striscioni contro il razzismo e il negazionismo portati dai ragazzi, con le chiarine di Firenze e i gonfaloni della Regione, dell’Associazione deportati e di qualche Comune e Provincia.

Due corone vengono deposte a terra. Alla fine le tre preghiere – quelle in lingua rom, quella cattolica e quella cantata in ebraico – e poi l’inno nazionale.I ragazzi si stringono gli uni agli altri. Chinano lo sguardo e si incamminano verso i pullman, passando di fianco alla tristemente nota porta della morte che affiora dalla nebbia.



Toscana Notizie

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