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Era nata per sosta di preghiera ai pellegrini che si recavano a Roma, poi per santificare la processione del Corpus Domini che dalla chiesa di San Ranieri vi si recava a messa e a festeggiare la giornata con bancarelle di dolciumi e  “coperte” per merenda sugli “aguglioli”. Poi, per la cattiva strada che aveva preso la bella strada, tutto si dissolse lentamente fino a che un gruppo di migliarinesi si diedero da fare per chiuderne il transito...

. . . . . . . . . . . . l'epidemia corona virus, .....
. . . si perchè di bullismo se ne parla solo se succedono .....
Quasi tutti conoscono il detto "chi rompe paga ed i .....
. . . o a Migliarino martedì?
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Se fossi nata albero sarei cresciuta molto, almeno spero,

invece sono corta e mingherlina e accrescere è un mistero.

Mi è stata tolta l'occasione .....
Buongiorno, abito in Via Paganini a Colignola, quotidianamente percorro le strade bianche nelle vicinanze fino ad arrivare ad Asciano, lungo i condotti. .....
Circolo Verde Arci “La Staffetta”
Evento organizzato dal comune di Vecchiano denominato “fiera del gusto” il 6 ottobre 2013,

4/10/2013 - 0:32

parlare del Circolo Verde Arci “La Staffetta” ci piace utilizzare il termine di “progetto staffetta”. Come ogni buon progetto che si presenti ad un finanziatore, esso sta passando tutte le fasi progettuali richieste affinché veda moltiplicarsi le sue possibilità di andare in poto.PROFILO STORICO-SOCIALE Tre studenti della facoltà di agraria dell’Università di Pisa: Matteo Iannone, Francesco Bozza, Davide Brondi. I primi due provenienti dalla provincia di Foggia, il terzo “toscano” di Carrara. Tutti e tre hanno da poco girato la boa del quarto di secolo e soprattutto tutti e tre non amano particolarmente l’idea di lavorare alle dipendenze di un “datore”. Così, un po’ per gioco, un po’ per colorare di esperienza i grigi pomeriggi d’inverno passati su libri anch’essi fotocopiati in bianco e nero , decidono di fare la birra, o meglio, di fare una cotta. Abilitano una delle loro stanze d’appartamento a Pisa per una piccola cotta da 23 litri. Investono 250 euro a testa e partono. La scelta di utilizzare fin da subito il metodo all grain a discapito dei kit tradizionali è senz’altro un gesto di snobbismo nei confronti dei profani, tipico dei nerd, ma al contempo è la dimostrazione che alla base della personalità di ciascuno di loro c’è la convinzione che qualsiasi cosa va fatta al massimo delle proprie potenzialità, senza approssimazione ma con meticolosità e passione. E questo indipendentemente dal fatto che quel gioco poi possa diventare un progetto di vita e di lavoro. Progetto che, dopo un anno da quella prima cotta fatta quasi per gioco, quasi per riscatto, oggi ha una forma, ancora tutta da definire, ma dotata di un potenziale spumeggiante!I tre hanno anche un profilo personale molto particolare, parallelo alla figura del mastrobirraio, che trova nell’attività associativa un terreno fertile per far sì che la promozione del prodotto-birra artigianale sia quanto più diversificata possibile. Matteo è un sommelier associato all’AIS di Pisa, specializzato nelle degustazioni e negli abbinamenti gastronomici; Francesco è un musicista, suona il pianoforte e le tastiere e ha frequentato il conservatorio per ben 8 anni, salvo poi rinunciare al diploma perché non si rispecchiava più in quel tipo di approccio alla musica. Ora suona in una soul band in tournée in tutta Italia; Davide fa agonismo su mountain bike, predilige i percorsi naturalistici ed è impegnato anche in attività di trail building e fotografia naturalistica e non. Il loro intento è quello di unire le loro passioni ad una prospettiva di lavoro concreta come quella di avviare una filiera brassicola sostenibile. E ciò diventa possibile se si guarda al prodotto e a come esso può essere vestito e rivestito ogni volta di significato, a seconda di come lo si utilizzi: la birra artigianale è una bevanda nutraceutica, è chimica, è natura, è gioco ma è anche perfetta dopo uno sforzo fisico, dunque è sport. La birra artigianale è racconto, ricordi, immaginazione e creatività. È arte, musica e poesia, è danza, fosse anche scoordinata. È salute, terra, cielo, clima. La birra artigianale è storia. È tradizione incuriosita dal futuro. Per questi motivi è importante che la forma dell’associazione culturale resti sempre viva e operante affinché si eviti la completa mercificazione del prodotto e si tenga continuamente aperto il canale della promozione socio-culturale, specialmente tra i giovani.Dopo la prima cotta in appartamento i nostri tre non esitano a lasciare la città per trasferirsi in provincia, a Vecchiano in un casolare dotato di terreno in abbondanza per strutturare un po’ meglio quel progetto che pian piano stava sbocciando. Una vecchia stalla annessa alla casa sembrava perfetta come laboratorio sperimentale per nuove cotte, con nuove ricette frutto di tanti, tantissimi studi individuali e sere passate a confrontarsi l’un l’altro. Il terreno che si apre al di là della vecchia stalla è invece ottimo per piantarci l’orto per la sussistenza e soprattutto per integrare il “progetto staffetta” con un nuovo, innovativo concetto: la filiera corta.  OBIETTIVIOgni buon progetto ha degli obiettivi chiari, precisi, definibili e possibilmente a beneficio di quante più persone possibili. Anche il “progetto staffetta” si pone scopi ben delineati e soprattutto a impatto tendente allo zero per il territorio, la biodiversità, e la società che vi abita. L’obiettivo primario è quello di arrivare, nel medio-lungo termine, alla creazione di una farm dove andrà a riversarsi in maniera inevitabile il futuro circolo arci verde e la futura cooperativa di lavoro e trasformazione. Il progetto staffetta non mira alla mera produzione e distribuzione attraverso i classici canali che il mercato offre, bensì è proiettato alla realizzazione di vari princìpi che gravitano attorno ad un prodotto fortemente evocativo come la birra: filiera corta e ed autoproduzione, ecosostenibilità, decrescita felice, equità e trasparenza economica, bilancio sociale, cultura, inclusione sociale, sport e natura, solidarietà e mutualismo. La coltivazione delle materie prime è solo uno step del progetto “filiera”, anche se è il più importante per caratterizzare il prodotto a livello territoriale. Tra gli obiettivi anche quelli di provvedere al completo riutilizzo dei sottoprodotti di produzione (le trebbie sono ottime come mangime per i ruminanti ma anche come condimento in cucina), alle analisi chimico-fische delle materie prime attraverso la collaborazione con l’Università di Pisa, all’attivismo sociale, all’organizzazione di eventi culturali, sportivi per la promozione della birra e anche, eventualmente, alla creazione di un brew-pub per un perfetto connubio con i consumatori abbattendo così la barriera con il produttore e il ridimensionando il prezzo di distribuzione, aprendo le porte della birra artigianale anche a chi magari ne rimane lontano per comprensibili motivi economici. Nel progetto della futura cooperativa di lavoro gli stessi soci fondatori opereranno come organo esecutivo in collaborazione con nuovi soggetti che contribuiranno all’attuazione dello stesso. Il Piccolo Birrificio Clandestino sta già aiutando l’associazione nella produzione della prima ricetta, un’american wheat fatta con luppoli americani. Il birrificio Ororo coopererà nella produzione di una IPA e di una Imperial Stout. Anche l’azienda agricola Vocino è presente,  fornendo una parte del luppolo ma anche orzo, frumento e avena non maltati, tutto coltivato con tecniche bio. Da ciò scaturirà la progettazione di una blanche fatta con questi tre cereali non maltati insieme a coriandolo autoprodotto, rispolverando una tecnica brassicola quasi in disuso, la decozione. Una IPA stagionale caratterizzata a livello aromatico dalle due coltivazioni di luppolo fresco pisano e garganico e di una rossa al farro di garfagnana bio IGP. ATTIVITA’ ISTITUZIONALIAl momento il circolo verde si occupa di varie tematiche promozionali prevalentemente di natura culturale. Oltre alla promozione di tutti i temi connessi al mondo della birra artigianale (sopra espressi), ci occupiamo anche di musica e sport naturalistici. Nello specifico offriamo corsi di musica d’insieme e lezioni private di pianoforte e tastiere attraverso uno dei soci fondatori, Francesco Bozza, musicista affermato con esperienza decennale al conservatorio. Inoltre promuoviamo l’idea e la pratica di “sport all’aria aperta” (mountain bike, trekking, trail building) sinonimo di aggregazione tra persone e tra persone e paesaggio.Il nostro circolo verde parteciperà, infine, all’evento organizzato dal comune di Vecchiano denominato “fiera del gusto” il 6 ottobre 2013, all’interno del quale svolgerà la prima cotta pubblica della sua storia affiancata da un laboratorio didattico sottoforma di analisi sensoriale comparativa tra la birra artigianale e quella commerciale industriale.

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