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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
Sinistra Ecologia Libertà Pi
La via stretta del centrosinistra non si può chiudere con un tweet

4/8/2014 - 20:32

    La via stretta del centrosinistra non si può chiudere con un tweet
 
Non ho ricordo di un agosto così infuocato politicamente. L'argomento, naturalmente, è della massima importanza: si discute di riformare la costituzione repubblicana, dell'assetto istituzionale che daremo al paese per i prossimi decenni, del ruolo del parlamento ed, in particolare, del Senato come camera alta, del titolo V e dei nuovi rapporti tra regioni e stato centrale. Materia delicatissima, che sarebbe proficuo discutere nel merito, col contributo di tutti i gruppi parlamentari e soprattutto con una consapevolezza profonda dei cittadini. Purtroppo non aiuta la discussione il clima agostano ed il fatto che la maggioranza politica che sostiene il governo si sia intestata la battaglia per l'abolizione del Senato elettivo come elemento simbolico da cui è impossibile prescindere.
Se non fosse per l'estate più fredda degli ultimi decenni verrebbe da dar la colpa al caldo per certi atteggiamenti visti in questi giorni a Palazzo Madama: in momenti delicati come questi un minimo di senso delle istituzioni dovrebbe essere d'obbligo.
 
I senatori di Sinistra Ecologia Libertà hanno deciso di fare ostruzionismo alla riforma: una pratica non solo legittima, ma sempre praticata dalle opposizioni da quando esiste il costituzionalismo liberale. Al di là del merito delle questioni sollevate dal nostro partito (la rappresentatività effettiva del Senato e l'aumento ingiustificato del numero di firme necessarie per referendum e leggi d'iniziativa popolare), minacciare ritorsioni sui territori per l'esercizio di una legittima prerogativa parlamentare è davvero ridicolo.
 
Nel momento più duro dello scontro tra Pd e Sel, Luca Lotti,  il sottosegretario e braccio destro di Matteo Renzi ha dichiarato: “E’ evidente che questo preclude ogni alleanza futura, soprattutto sul territorio”. Lo stesso concetto è stato ribadito l’indomani dal Presidente del Consiglio alla Direzione Nazionale del suo partito: “Nessuna alleanza con chi mi accusa di fascismo”. Vale la pena di ricordare che  nessuno in Sel ha mai parlato di golpe, fascismo et similia. Abbiamo, correttamente e senza derive grilline, avanzato con forza delle perplessità sull'assetto costituzionale che uscirebbe se passasse questa riforma, e sopratutto manifestato preoccupazione per un allontanamento delle istituzioni e della politica dai cittadini.
 
Nei giorni successivi molti esponenti di Sel e del Pd si sono sentiti di dover correre ai ripari. Si va da Pippo Civati, che è arrivato a dire che se il Pd rompe con Vendola lui se ne va, a coloro che sono impegnati nella costruzione del centrosinistra nelle regioni dove si voterà in autunno e nella prossima primavera: Emilia Romagna, Calabria (dove sosterremo il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza), Puglia (dove si tratterà di continuare l’esperienza innovativa di Nichi Vendola). La costruzione del centrosinistra, su basi innovative e con la massima partecipazione, sarà, credo, l'obiettivo che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi anche in Toscana.
 
Ma non sono questi i motivi che mi portano a criticare le uscite di Lotti e Renzi, così come quelle speculari di coloro che, nella “sinistra sinistra”, vedrebbero di buon occhio un ritorno alla separazione consensuale del 2008. Io penso che il centrosinistra non sia nella disponibilità di nessuno, neppure di chi, interpretando una grande voglia di cambiamento, ha conquistato oltre il 40% di consensi alle ultime elezioni europee. Il centrosinistra è quel popolo, più largo anche del Pd di Matteo Renzi e di Sel, che se fosse interrogato non avrebbe dubbi: andare insieme alle prossime elezioni contro le destre e i populisti. L’autosufficienza di veltroniana memoria e gli arcobaleni hanno portato a sconfitte epocali.
 
Sel prosegue quindi il suo percorso di sinistra di governo, ma non al governo. Proseguiremo con il nostro atteggiamento propositivo in Parlamento anche sulla legge elettorale: sbarramenti uniformati dentro e fuori le coalizioni al 4% per non tagliare fuori dalla rappresentanza milioni di cittadini e cittadine, ripristino delle preferenze, e tetto del 40% per vincere al primo turno. Lo stesso faremo a settembre in Toscana: la nostra proposta è preferenze uomo-donna, abbassamento del quorum per chi si presenta fuori dalla coalizione e, soprattutto, eliminare il listino bloccato, anche se facoltativo. Nei giorni scorsi sul Tirreno Antonio Mazzeo ci sfidava dicendo che vorrà vedere se chi oggi critica il listino bloccato davvero ci rinuncerà. E su questo non ho dubbi, Sinistra Ecologia Libertà alle parole farà seguire i fatti.
 
Tornando al titolo del mio intervento penso che dovremo fermarci e ragionare, tutti. Il centrosinistra non è un’alleanza che viene discussa da qualche leader illuminato intorno ad un tavolo. Il centrosinistra è una prospettiva, un’idea che ormai vive nella testa e nel cuore di milioni di persone, che ci hanno votato, tutti insieme, alle politiche del 2013 ed in quasi tutte le amministrazioni di questo paese. Tornare a parlare a quel popolo e a significare davvero un'idea ed una pratica di cambiamento da portare al governo del paese e delle regioni: è una strada oggi stretta, ma che nessuno può chiudere con la velocità di un tweet, nemmeno Matteo Renzi.
 
Concludo facendo mie le parole di Giuliano Pisapia: “Questa guerra fratricida nel centrosinistra deve cessare, dobbiamo essere tutti consapevoli che alla fine un rapporto va ristabilito sulla base di valori comuni che pure ci sono".
 
 
Francesco Cecchetti

 
Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà- federazione di Pisa

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