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Contro la pandemia Jacinda Arden, premier della Nuova Zelanda, ha scelto la via più drastica: lockdown generale e chiusura delle frontiere. Con empatia, pragmatismo e coraggio ha fermato il covid-19, sconfitto la destra populista e vinto le elezioni. Bruno Ferraro, da Auckland, ritrae Jacinda come una leader che può dare una lezione magistrale ai politici occidentali su come gestire una crisi.

. . . detto tra noi sono solo un brigante, non un .....
. . . non immaginerebbe mai.
Ho sentito un "uccellino" .....
. . . si assuma la responsabilità di esporsi con nome .....
Delle idee di questa signora non mi interessa granchè. .....
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Marco Galice, insegnante
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di Bruno Pollacci
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Poste Italiane comunica
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Primo corso online di scrittura per la scena
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San Giuliano Terme
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A breve in libreria
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di Lorenzo Tosa
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Per effetto del DPCM del 3 novembre 2020
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Quarantesimo della morte del Cav. Vittorino Benotto
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Pisa
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San Giuliano Terme, 14 novembre
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Consegna mascherine

    Campagna per la consegna della mascherine fornite dalla Regione Toscana per tutti i cittadini di Migliarino.

    Il circolo ARCI aderisce alla iniziativa. Di seguito gli esercizi che hanno aderito dove si possono ritirare e gli orari addetti.

     

    CONSEGNA MASCHERINE PROROGATA FINO A LUNEDI 23 NOVEMBRE (SABATO E DOMENICA COMPRESI)


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


Prima strillano che va riaperto tutto, contestano l'emergenza, negano la pandemia, gridano al complotto! . . . poi, QUANDO ESPLODE LA SECONDA ONDATA, .....
E' semplice: positivo al 1° e 2° tampone. . dopo 21 gg la asl mi dà la liberatoria. Al 23° giorno, per mio scrupolo, e da privato. . effettuo 3° .....
Eric Holt-Giménez, direttore di Food First, tra i relatori della conferenza al Salone del Gusto e Terra Madre
Land grabbing e ocean grabbing: giù le mani dalla terra e dal mare!

27/10/2014 - 9:06

Land grabbing e ocean grabbing: giù le mani dalla terra e dal mare!
 
«Con il land grabbing le multinazionali si sono accaparrate nel mondo 86 milioni di ettari negli ultimi 6 anni, 5 volte la superficie dell'Italia». Così esordisce Eric Holt-Giménez, direttore di Food First, tra i relatori della conferenza al Salone del Gusto e Terra Madre che ha affrontato appunto questo fenomeno. Nel mondo le vittime di land grabbing sono molto diverse tra loro, tutte potenziali alleate. Per lottare contro l’accaparramento: «Bisogna creare dei forti movimenti sociali e cercare di cambiare le leggi. Questa l’unica soluzione».
Dati recenti sul fenomeno arrivano da Grain.org, che ha documentato 416 investimenti di land grabbing dal 2006 al 2012, che hanno interessato quasi 35 milioni di ettari di terreno in 66 Paesi destinati tutti alla produzione di colture alimentari. La raccolta dei dati fornisce un'istantanea netta di come l’agribusiness sia stato in rapida espansione in tutto il mondo, a partire dalla crisi alimentare e finanziaria del 2008, e come tutto ciò stia rubando la produzione di cibo dalle mani degli agricoltori e delle comunità locali.
L'Africa è l'obiettivo primario dei land grabbers, ma sono ingenti anche gli investimenti in America Latina, Asia ed Europa dell'Est, a dimostrazione che questo è un fenomeno globale. Chi sono i land grabbers? La maggior parte provengono dal settore agroalimentare, ma ci sono anche società finanziarie e fondi sovrani,  responsabili di circa un terzo delle offerte.
Investitori europei, soprattutto da Regno Unito e Germania, e asiatici, da Cina e India, rappresentano circa i due terzi dei dati del land grabbing. Ovviamente anche gli Stati Uniti sono in corsa, in cima alla lista in 41 casi, mentre gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita con 39 casi.
Il Mozambico è uno dei Paesi che maggiormente sta subendo il land grabbing, con un totale di 25 investimenti da parte di ben 13 nazioni (Brasile, Cina, Francia, India, Italia, Libia, Mauritius, Portogallo, Singapore, Sud Africa, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti) di cui 21 portati a termine e 5 in via di definizione per un totale di 1.583.149 ettari di terreno espropriati ai contadini.
«Abbiamo una legge che difende la terra, ma non è osservata» dice Ana Paula Tauacale, vicepresidente dell'UNAC, Unione Nazionale di Contadini del Mozambico. Insieme a una rete di cooperative e associazioni ha fatto partire una petizione contro ProSavana, progetto che ha come obiettivo di trasformare un’area di 14,5 milioni di ettari, 145mila km², in un territorio di scorribanda per imprese nippo-brasiliane interessate alla monocoltura da esportazione. «Noi vogliamo portare avanti la nostra agricoltura familiare tradizionale e non abbiamo nessuna terra da regalare alle multinazionali».
Il concetto fondamentale di resistenza sul campo è stato espresso da Themba Chauke di Landless Peoples Movement del Sud Africa. «La resistenza si fa sul campo ma anche con l’educazione dei contadini, insegnando loro che è possibile coltivare sementi sane e creando una rete di scambio tra gli agricoltori». La lotta deve continuare anche nell’opposizione alle scelte sbagliate dei governi, che troppo spesso svendono le terre in nome del profitto. «Vogliamo continuare a essere contadini, indigeni e persone affezionate alla terra», afferma María Luisa Albores González della cooperativa Tosepan Titataniske del Messico. «Molto spesso siamo intimoriti di fronte a queste difficili battaglie, ma sappiamo che vale la pena combattere perché non siamo soli e, anzi, abbiamo qualcuno che ci sostiene». 
Non solo land grabbing, ma ocean grabbing, l’attacco ai nostri mari. «La privatizzazione delle zone di pesca, dovuta all’ossessione della crescita economica dei Governi, ha permesso il proliferare del fenomeno», dichiara Naseegh Jaffer, segretario generale del World Forum of Fisher Peoples. «È ora non solo di parlare di queste cose, ma di agire, e tutti noi possiamo fare la differenza. È sufficiente cambiare il nostro stile di vita e abbracciare una filosofia più ecosostenibile per arrivare all’obiettivo finale: la sovranità alimentare dei popoli».

Fonte: Alessia Patuasso
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