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Massimiliano Angori
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“Teatro in Villa” fa il bis a Villa Alta
Tutto esaurito per sabato, “La ragione degli altri” va in replica domenica 25

20/1/2015 - 16:50

 
                 “Teatro in Villa” fa il bis a Villa Alta


Tutto esaurito per sabato, “La ragione degli altri” va in replica domenica 25
 
L'iniziativa “Teatro in Villa”, promossa con grande successo dall'Associazione Recitarcantando e Renato Raimo, supera le aspettative e registra il tutto esaurito per lo spettacolo “La ragione degli altri” di Pirandello, previsto per sabato prossimo, 24 gennaio a Villa Alta di Rigoli, a San Giuliano Terme.
 
Per i tantissimi che non sono riusciti a prenotarsi in tempo l'occasione da non perdere è la replica di domenica 25 gennaio: la serata avrà inizio alle 20,15 con un aperitivo di benvenuto, cui seguirà lo spettacolo e, al termine, un momento conviviale reso possibile dalla collaborazione con la Bottega del Parco e Toscana Sapori, nel corso del quale saranno degustate le eccellenze gastronomiche del territorio e i vini di Villa Saletta.
 
Indispensabile la prenotazione, da effettuare presso Archimedia (via Crispi, 62 – tel. 050/2201480) il lunedì e il venerdì dalle 9 alle 13 o il martedì e il giovedì dalle 15:30 alle 18:30.
 
Pirandello, in questa sua opera in genere poco rappresentata, sublima l’ascolto degli altri.
Pienamente uniformata al criterio dell’umorismo pirandelliano, inteso come sentimento del contrario, in questa opera del 1895,  rappresentata per la prima volta al Teatro Manzoni di Milano, il 19 aprile 1915, 
Pirandello ci presenta un  classico triangolo: lui,  lei e l’amante; c’è anche un figlio, il figlio della colpa. Pirandello introduce una visione opposta a quella concepita come normale perché  si scopre che la moglie tradita comprende le ragioni del marito e le ragioni dell’amante assumendo un atteggiamento razionalmente tollerante e comprensivo della situazione, il contrario di quello che accadrebbe razionalmente.
Succede che tutti hanno ragione! Dunque, Pirandello ci indica forse una strada? L’unico modo per uscirne è forse ascoltare le ragioni degli altri?
 
La regia è di Renato Raimo che ha curato anche con l'attrice livornese Eleonora Zacchi l’adattamento del testo lasciando all’opera tutta la sua integrità dei contenuti esaltandone la “parola”. Nel cast, oltre a Raimo, la stessa Eleonora Zacchi, che insieme a Riccardo De Francesca e Prunella Meschini completa il gruppo di artisti tra cui spicca la piccola Anna Paola Evangelista alla quale Raimo ha affidato il delicato ruolo di Dina, il “frutto della colpa”. 
I costumi di scena sono della Bottega delle Pulci, di Buti.
 
IL CAST
 
Renato Raimo interpreta il ruolo di Leonardo, Eleonora Zacchi è Livia, sua moglie, Prunella Meschini è Elena, l’amante, Riccardo De Francesca è Guglielmo il padre di Livia. Anna Paola Evangelista è la piccola Dina.
 
Note di Regia:
L’elemento dirompente: il frutto della colpa. La regia tesa a valorizzare l’importante ruolo dei figli che oggi, sicuramente più di ieri, gridano al diritto di essere i primi ad essere ascoltati nelle loro ragioni, figli  ai quali così tanto viene chiesto quando una famiglia va in crisi.
La storia racconta in 4 quadri, senza cambi scena e intervalli, le vicende di Leonardo, giornalista ormai in balia di se stesso e dei suoi errori, marito di Livia, sposa fedele e comprensiva, tradita dal marito con Elena,  donna di basso ceto dalla quale Leonardo ha un figlia, la piccola Dina. Sullo sfondo una Sicilia di primi ‘900, di un’Italia ancora agli albori.
Mentre il popolo grida ai diritti sociali, Livia vive il suo dramma. Livia sa, Livia accetta nascondendo tutto a tutti, anche a suo padre Guglielmo. In nome di cosa? perché Livia sopporta e accetta la sua sofferenza? Cosa spinge Livia, il cuore o la ragione?
La “Parola” arriva, subito, dritta al cuore del pubblico e forse anche alla ragione, forse.

 In un ritmo incalzante e struggente si sviluppa una storia di allora, che ancor più, oggi, viene resa attuale dallo stato in cui versa la famiglia moderna. Tra il pubblico purtroppo, molti si sentono protagonisti, pur se nelle loro ragioni. A risvegliare i nostri sensi di colpa o le nostre ragioni, gli occhi di Dina, il frutto della colpa, l’innocenza.

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