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Il successo di lettura delle precedenti serie di articoli, realizzati da Franco Gabbani e Stefano Benedetti, sulle vicende di persone e famiglie del nostro territorio, ci ha spinto a proseguire nel lavoro, con una nuova serie di articoli, frutto del lavoro di Franco Gabbani, che potremmo definire con il titolo “Persone, vicende e curiosità storiche della valle del Serchio e non solo”.   

Codice giallo-arancione di giovedì 30 novembre e venerdì 1 dicembre
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Circolo ARCI Migliarino
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Comune di Vecchiano
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. . . . ma a tutto c'è rimedio; peggio sarebbe illudersi .....
Chiedo scusa per il disturbo, qualcuno sa cosa è .....
Non ti curar di di lui ma guarda e leggi. Povera Schlein, .....
. . . maanche chi li alleva però.
Se è indirizzato .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Giornata di contrasto e prevenzione alla violenza maschile sulle donne.

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
E poi quel vento arrivò
Oltre quel fiume e le nuvole
Entrò discreto nella camera
E mi parlò di Te
Ad altri giorni pensai
In cui creavi quadri
La .....
Appuntamento sull'Oder
di Francesco Borgese

Omaggio al padre della scrittrice
Maria Concetta Borgese

Di Carlo Edizioni



In questa lettura .....
Sito di Valventosa
Gioni David Parra
dal 24 aprile

15/4/2015 - 12:10

 
     Il complesso restauro del borgo di Valventosa, realizzato dall’architetto Massimo Ceragioli, è un classico esempio di architettura che, nella sua discrezione, si afferma come proposta forte e di grande interesse, unendo indissolubilmente “tempo e spazio”. Infatti abbiamo il recupero della storia quasi millenaria del sito – ricostruita egregiamente da Chiara Celli – e la rinascita abitativa (residenze, spazi comuni per incontri ed eventi, ma anche sistemazioni esterne con orti e giardini edibili), con accortezze raffinate non solo alle strutture bensì anche ai particolari; questi ultimi permettono una lettura dei segni originari e un con/vivere con quei reperti, che saranno sempre presenti alla vista e nella vita quotidiana degli abitanti e dei visitatori.
 
         Accanto all’architettura abbiamo l’arte plastica: una scultura dell’artista Gioni David Parra, Obelisk of Light che, per parafrasare F. L. Wright, è del luogo non nel luogo, a significare lo stretto legame progettuale e fondativo dell’operazione. Parra riprende il ferro, materiale che è lo stigma del luogo, e costruisce una struttura, apparentemente semplice, di tondini di ferro circolare e proiettata in un’altezza notevole (circa 10 metri), con una spirale al suo interno che dà al tutto il senso del movimento continuo, “eterno”; di notte, poi, la scultura appare luminosa con un affascinante gioco di luci.
 
         Va sottolineato che l’ottimizzazione del risultato è stato frutto non solo delle capacità creative dei progettisti, ma anche del concorso di tutti i soggetti in causa, ognuno con le sue competenze, dal Sindaco alla Giunta comunale, dai creatori alla ditta esecutrice con le sue maestranze, agli sponsor, insomma c’è stato un grande “lavoro di squadra”, oramai assai raro in una società, come quella odierna, in cui predominano gli isolamenti individuali e le gelosie egoistiche.
 
Giorgio Bonomi


 
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