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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

La carriera politica personale dell’Onorevole Mazzeo .....
Bonaccini ha dato le dimissioni da presidente della .....
. . . c'è più religione ( si esce un'ora prima). .....
. . . uno sul web, ora, che vaneggia che la sua .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Mauro Pallini-Scuola Etica Leonardo: la cultura della sostenibilità
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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APOCALISSE NOKIA di Antonio Campo
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Il mare
con le sue fluttuazioni e il suo andirivieni
è una parvenza della vita
Un'arte fatta di arrivi di partenze
di ritorni di assenze
di presenze
Uno .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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PARTERRE
di Ovidio Della Croce

13/9/2015 - 11:23

Un reportage fotografico di Federico Parenti e una mia lettera
 
Ho conosciuto Federico Parenti una sera a San Giuliano con Massimo Bacci. È un fotografo professionista. Gli piace fare ritratti e fotografare concerti. Mi ha colpito la concentrazione e il sorrisino che gli viene mentre scatta una foto. Un sorrisino che dice: ora ti faccio vedere una cosa che conosci da una diversa prospettiva. Gli ho chiesto di raccontarci il Parterre e lui è stato felice di farlo. E noi gli siamo grati per averci donato il suo fotoracconto.
 
Caro Parterre,
con te ho un legame sentimentale, fatto di ricordi e di giochi. Dall’estate del 2004 siamo diventati anche amici di penna, e con Federico Parenti amici di fotografia. Forse quello che è stato detto e scritto non è stato detto e scritto abbastanza, dunque aggiungo questa lettera. È bello scriverti, ritrovarti sempre lì, composto, in attesa. Lo so, è inutile che tu me lo ripeta, sono più di undici anni che sopporti di essere diventato un parcheggio. Hai ragione, il primo protocollo d’intesa che ti ha trasformato in parcheggio fu firmato l’11 giugno 2004 e diceva che era solo per tre anni rinnovabili per periodi anche minori, una destinazione temporanea che speravamo fosse anche breve. Undici anni, questi politici sono sempre in ritardo. Per favore, smettiamola di dire male: siete in ritardo, amici, datevi una mossa, frasi così ora non servono, magari la questione è più complicata e non riguarda solo i politici. Proviamo invece a dire: bene, forza, ci siamo quasi, tutti insieme, non perdiamo altro tempo.
 
Venendo dalla stazione, poco dopo lo spazio dell’ex stabilimento industriale Lazzeri che piano piano sta diventando un nuovo insediamento abitativo che potrà accogliere circa 150 persone, 5000 mq di verde pubblico e 2000 mq di parcheggio (per complessivi 23339 metri quadri, come risulta dalla scheda norma) ci sei tu, vecchio giardino, antichi pini, tre secoli di storia.
 
Prima della tua vicenda c’è stata quella della riqualificazione della zona dell’ex stabilimento industriale Lazzeri, se non partiva quel recupero non si poteva creare un parcheggio pubblico che potesse permettere che tu ritornassi a essere soltanto un parco. Dopo più di vent’anni, caro Parterre ricorda la promessa di provare a non dir male, nel 2008 è stato approvato il Piano di recupero della ex Lazzeri. Sapevo che l’intervento era diviso in tre lotti e il primo prevedeva proprio la realizzazione di un parcheggio provvisorio per “liberare quella parte del Parco dei pini che ad oggi è adibito a parcheggio”. Il nuovo parcheggio non è segnalato ma ora c’è, qualcuno già ci parcheggia, ma le auto sono poche, penso che si possa procedere in fretta nel valutarne l’agibilità e, a quel punto, si ripulisce per bene il viottolo di collegamento tra te e il nuovo parcheggio, via le macchine e finalmente ecco che sei di nuovo un parco. Malmesso, ma sei soltanto un parco. Allora dovremo farti di nuovo bello come prima e più di prima, dare inizio a una riqualificazione che recuperi il tuo vecchio fascino e funzione, in modo che tu possa accogliere al meglio le persone che vorranno passare un po’ di tempo con te.
 
Mi piace passeggiare, specialmente a San Giuliano, traverso la piazza e ti raggiungo, spesso incontro Giulio che lì con te è a casa. Ancora conservi qualche tratto della tua antica bellezza voluta dal Granduca Pietro Leopoldo e dalla Regia Opera dei Bagni nella seconda metà del Settecento. La tua era una bellezza di un “giardino alla francese”, un tentativo di dare ordine alla natura. Parterre appunto e non Parco dei pini, perché allora c’erano i platani punteggiati da panchine di marmo bianco. Bello il lavatoio pubblico che dicono ci fosse tanti anni fa vicino al ponte. Mi piacerebbe chiederti delle lavandaie con i cappelli raccolti e le gonne lunghe, e degli uomini sul ponte, baffuti e con i cappelli di paglia.  Parterre, la parola però “indica anche i posti di platea nei locali di pubblici spettacoli”, scrive Luciano Bacci nei “Racconti del fosso”.
 
Questo è il tempo di ammirare i luoghi dove siamo nati e che ci hanno formato, dei quali conserviamo memorie e tu, caro Parterre, per me sei stato uno dei luoghi simbolici del mio paese, luogo di bambini, amici, innamorati, lettori, spettatori. Proprio lì da te “si svolgeva qualsiasi manifestazione atta a portar sollazzo ai Bagnaioli e ai loro ospiti”. Per esempio, al posto del parcheggio e delle transenne prima c’era un vecchio cinema all’aperto, una costruzione in mattoni, poi diventata un rudere. Allora mi pare naturale copiare quello che c’era tanti anni fa, e lanciare un concorso di idee per realizzare una struttura leggera, in sintonia con un “giardino alla francese” per fare festa in un luogo, insieme a quel luogo.
 
Da queste poche righe, Parterre caro, avrai capito che è molta la nostalgia che sento. In una metà del piazzale sono stati tolti i mezzi Sava, c’è un cartello di divieto di sosta, ma è a terra, ci sono le transenne metalliche e, nell’altra metà, molte macchine parcheggiate. Ma la nostra promessa è di provare a pensare bene, immaginiamo che tra un mese o due tutto questo non ci sia più. E subito dopo penso che il Comune possa trovare le risorse finanziarie dagli oneri di urbanizzazione dell’ex Deta Lazzeri per dare vita a un progetto partecipato per una tua definitiva sistemazione a parco. Io, insieme a Massimo, Giulio e molti altri, non vediamo l’ora. Eh sì, riprendere la penna e dirti: guarda come eri malandato e guarda ora come sei bello.
Ti saluto con l’affetto e gli auguri miei, di Federico, Massimo, Giulio e tanti altri tuoi amici.

Fonte: Fotografie di Federico Parenti
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30/9/2015 - 8:44

AUTORE:
mab

... ora c'è un parcheggio. Questo è il titolo dell'inchiesta del La Nazione di oggi

24/9/2015 - 19:28

AUTORE:
Mab

Chiediamo scusa, l'incontro sul Parterre è stato rimandato a lunedì 28 settembre, in Piazza a San Giuliano alle ore 15, per impegni del giornalista che ci ha contattato.

21/9/2015 - 23:01

AUTORE:
Parterre

No, incontro alla presenza di un giornalista che ha fissato lui data luogo e ora

21/9/2015 - 20:32

AUTORE:
XXXL

Riunione di pensionati e disoccupati insomma!

21/9/2015 - 19:28

AUTORE:
mab

Appuntamento in Piazza a San Giuliano giovedì 24 settembre ore 15.

20/9/2015 - 16:30

AUTORE:
Sangiulianese doc

Sono molto d’accordo con ciò che ha scritto “Contributo” nel suo commento “Parterre, ma anche altro”; si sa, c’è sempre qualcosa d’altro di importante di cui parlare (Boboli, il Fosso la Stazione, il Granduca…), ma intanto cerchiamo di risolvere questo problema.

“Contributo” sostiene che i problemi sangiulianesi sono tanti, ma è d’accordo nel ritenere la vicenda del Parterre come emblematica. È vero. Sono passati undici anni da quando fu siglato l’accordo che portò alla realizzazione di un parcheggio dentro l’unico parco nel centro del paese. Fu assicurato che era un fatto provvisorio e che doveva durare tre anni. Invece eccoci qua con il Parterre sempre più malandato.

Questo è il fatto che scandalizza di più, perché è difficile intervenire sui comportamenti individuali e sulle nostre cattive abitudini.

D’accordo anche quando scrive: “Non credo che chiudere l'area del Parterre alle auto possa essere un grande danno per qualcuno, poiché c'è un parcheggio nuovo asfaltato a pochi metri”. È vero, c’è un parcheggio a dieci metri che consente di chiudere il Parterre alle auto. Allora facciamolo con l’urgenza che richiede onorare una promessa fatta undici anni fa, se no i cittadini si sentono presi in giro.

Invece avrei delle perplessità sulla sua affermazione: “La sua riqualificazione avverrà insieme alla fine dei lavori dell'area ex Lazzeri”. E se i lavori, come gli esami non finissero mai? Più di vent’anni sono passati dalla dismissione dello Stabilimento Lazzeri all’avvio del Piano di recupero, che pare proceda a rilento. I tempi sono importanti, nella vita come nella politica amministrativa. Personalmente ritengo che siano necessari tempi certi, un’indicazione di massima potrebbe essere quella di legare la riqualificazione del Parterre alla durata di questa legislatura, ma la mia idea vale quel che vale, la scelta spetta all’Amministrazione che vive da anni in ristrettezze economiche maggiori rispetto ai Comuni vicini.

Dunque, non solo negli ultimi dieci e passa anni “è stato fatto veramente poco di importante”, ma ai sangiulianesi è stato consegnato un paese peggiore di quello che era prima. Ecco perché a volte siamo portati a indulgere alla nostalgia. Ma è chiaro che quel che bisogna fare è “evitare che questo paese si spenga come una fiammella e non rimanga solo un dormitorio invece che un luogo di Vita", come conclude Commento. Ma ora è il tempo di ricordarci della nostra storia per darle un senso nuovo. Il Parterre recuperato può diventarne il simbolo. Questo è il modestissimo parere di un sangiulianese che cerca di essere costruttivo.

20/9/2015 - 14:22

AUTORE:
Cugino-passante

...che sono ormai 15 anni e passa che passando per le vie del Comune sangiulianese vediamo la mancanza di cartellonistica per le onoranze funebri.
Nel mio Comune (Vecchiano) ci sono ed appena ci si avvia a traversare il Serchio dal Ponte di Pontasserchio vediamo quelle brutture strapanate di vecchi manifesti attaccati alla spallette del Fiume, poi si arriva nella prima piazza di Pontasserchio e vediamo quel vecchio manufatto del mercato della frutta tappezzato di manifesti sovrapposti di ogni richiamo e colore ed è proprio uno squallore, così come nei muri storici o nel muretto di cinta delle Terme dove si può notare dopo mesi e mesi un manifesto che annuncia la dipartita di un conoscente o un amico che fu.

Quindi, avere delle bacheche apposite e...li verrebbero sovrapposti gli annunci funebri cosi che "uno" non debba vedere dopo anni sotto i ponti dove non piove l'effige di un elefante del Circo Togni con sulla pancia un manifeto funebre.

Le strade e le piazze disegnate 100 o un po meno di anni fa, non prevedevano le comodissime automobili che ci accompagnano in caso di bisogno in tre balletti al pronto soccorso e sui luoghi di lavoro giorno e notte; quindi va cercato un nuovo equilibrio non forzoso ma intelligente.
Esempio: per Corso Umberto a Vecchiano (se così si chiama sempre) fu fatto un referendum alla buona fra i cittadini abitanti che chiedevano il senso unico per quel "corso" e di comune accordo a maggioranza stabilirono che da un lato fossero lasciare automobili in sosta non riservate agli abitati del Corso ma con probabilità di usare quello spazio pubblico a loro servizio per poter parcheggiare sotto casa.

Proposta di passante: visto che il "Parterre" non è più vissuto intensamente come mezzo secolo fa, causa mobilità un "gocciolino" più veloce e comoda delle biciclette con vento forte ed acqua di sopra e di sotto come capitava a tutti noi quando le strade erano solamente piste pedonali e ciclabili; per forza maggiore e quando la bici di famiglia era libera.

...non si potrebbe con una bella siepe tappare "la vergogna" di auto in sosta relegate in un angolo di quello spazio non frequentatissimo come "forse" lo era con la mobilità scarpa-scarpa e poi con la bicicletta che il più delle volte raggiunto il centro del paese, era finta la girata.
Meditate gente, meditate e trovatevi da-cordo per far piovere, 'nsenno non pioverà mai!

20/9/2015 - 14:21

AUTORE:
passante

...che sono ormai 15 anni e passa che passando per le vie del Comune sangiulianese vediamo la mancanza di cartellonistica per le onoranze funebri.
Nel mio Comune (Vecchiano) ci sono ed appena ci si avvia a traversare il Serchio dal Ponte di Pontasserchio vediamo quelle brutture strapanate di vecchi manifesti attaccati alla spallette del Fiume, poi si arriva nella prima piazza di Pontasserchio e vediamo quel vecchio manufatto del mercato della frutta tappezzato di manifesti sovrapposti di ogni richiamo e colore ed è proprio uno squallore, così come nei muri storici o nel muretto di cinta delle Terme dove si può notare dopo mesi e mesi un manifesto che annuncia la dipartita di un conoscente.

Quindi, avere delle bacheche apposite e...li verrebbero sovrapposti gli annunci funebri cosi che "uno" non debba vedere dopo anni sotto i ponti dove non piove l'effige di un elefante del Circo Togni con sulla pancia un manifeto funebre.

Le strade e le piazze disegnate 100 o un po meno di anni fa, non prevedevano le comodissime automobili che ci accompagnano in caso di bisogno in tre balletti al pronto soccorso e sui luoghi di lavoro giorno e notte; quindi va cercato un nuovo equilibrio non forzoso ma intelligente.
Esempio: per Corso Umberto a Vecchiano (se così si chiama sempre) fu fatto un referendum alla buona fra i cittadini abitanti che chiedevano il senso unico per quel "corso" e di comune accordo a maggioranza stabilirono che da un lato fossero lasciare automobili in sosta non riservate agli abitati del Corso ma con probabilità di usare quello spazio pubblico a loro servizio per poter parcheggiare sotto casa.

Proposta di passante: visto che il "Parterre" non è più vissuto intensamente come mezzo secolo fa, causa mobilità un "gocciolino" più veloce e comoda delle biciclette con vento forte ed acqua di sopra e di sotto come capitava a tutti noi quando le strade erano solamente piste pedonali e ciclabili; per forza maggiore e quando la bici di famiglia era libera.

...non si potrebbe con una bella siepe tappare "la vergogna" di auto in sosta relegate in un angolo di quello spazio non frequentatissimo come "forse" lo era con la mobilità scarpa-scarpa e poi con la bicicletta che il più delle volte raggiunto il centro del paese, era finta la girata.
Meditate gente, meditate e trovatevi da-cordo per far piovere, 'nsenno non pioverà mai!

20/9/2015 - 12:22

AUTORE:
Contributo

Il Parterre è divenuto un simbolo, ma a guardare bene nel capoluogo ce ne sono tanti altri. Da qualche parte bisogna iniziare ed è bene che se ne parli, l'importante però è parlarne in modo costruttivo e non tanto per dire. Non credo che chiudere l'area del parterre alle auto possa essere un grande danno per qualcuno, poichè c'è un parcheggio nuovo asfaltato a pochi metri. La sua riqualificazione avverrà insieme alla fine dei lavori dell'area ex Lazzeri. Vorrei però chiedere a tutti coloro che ricordano i tempi andati quando giocavano spensierati nel parterre, cosa stanno facendo per il loro paese ? Non vogliamo il parterre che sia un parcheggio, ma se nel centro del paese parcheggiamo su marciapiedi, in doppia, tripla fila, negli spazi riservati a scarico e carico, spazi riservati a taxi e ovunque c'è spazio, nessuno si scandalizza ? Un paese dove la metà dei fondi commerciali sono sfitti, ristoranti che hanno chiuso per migrare in paesi vicini, sporco e sudicio da tutte le parti.
Il fosso pieno di erbacce e sporco, via boboli con i suoi alberi a metà, la cattedrale del granduca chiusa ed abbandonata, l'area della stazione degradata e poco vissuta. Commercianti ed associazioni che si impegnano nello studiare qualsiasi tipo di iniziativa (vorrei specificare a titolo assolutamente di volontariato) purchè non si faccia morire questo paese, anche se tal volta con risultati discutibili. E' vero non ci sono soldi, l'amministrazione non può aiutare, ma quello che forse viene rimproverato è la mancanza di progetti, di idee; il coraggio di fare scelte coraggiose nel tempo, che aggiornano e sviluppano la nostra comunità sempre preservando la sua identità. La verità che negli ultimi 15 anni è stato fatto veramente poco di importante. Quello che manca (alla politica e ai bagnaioli) è la lentezza ed il temporeggiare continuamente, palleggiare i problemi e le possibili soluzioni; quello che manca è il coraggio di fare per evitare che questo paese si spenga come una fiammella e non rimanga solo un dormitorio invece che un luogo di "Vita". Questo naturalmente è il mio modesto parere senza pretendere che sia la verità assoluta.

20/9/2015 - 1:22

AUTORE:
Mab

La lettera al parterre umiliato e trasandato fa tornare indietro nel tempo, ma lancia anche una speranza che qualcosa si possa smuovere... Troviamoci e parliamone martedì in piazza alle 15.

19/9/2015 - 14:48

AUTORE:
Bendetta Pazienza

Cari sangiulianesi pensate di esser gli unici a subire l'incontrastata invasione di macchine? magari !!! Comunque sono con voi perchè sui marciapiedi, in ogni piazza ma soprattutto in ogni parco prima di tutto le persone. Che la Liberazione di Parterre sia fatta e subito !!!

19/9/2015 - 12:14

AUTORE:
raffaè

Il cartello di divieto di sosta, che prima era in piedi e vietava la sosta in una metà dell'area, poi è stato adagiato a terra e forse la consentiva, ora è sparito. Dunque, pare che la sosta sia consentita di nuovo su tutta l'area.

18/9/2015 - 11:57

AUTORE:
Napolitano Francesco

Denuncia come atto d'amore per il proprio paese. Di reportage fotografici se ne potrebbero fare degli altri su altre zone del capoluogo e non solo. Dispiace vedere tutta questa incuria del comune inserito in un contesto turistico di area vasta.

17/9/2015 - 18:30

AUTORE:
Giò Lucià Francé Loré...

Sogno un parterre con persone che ritrovano il gusto di rincontrarsi, di dialogare, di raccontarsi gli avvenimenti o i chiacchiericci che restano pur sempre la caratteristica fondamentale del paese.
E poi quando si vuol mettere in comunicazione la zona nuova con quella vecchia invece di percorrere una strada tanto trafficata,trovo notevolmente meglio attraversare il parco e respirare l'aria che odora di pino!

16/9/2015 - 23:12

AUTORE:
Giusi

Il servizio fotografico è efficace proprio perché indugia poco e mostra molto, la fotografia del cartello di divieto di sosta a terra con la macchina parcheggiata accanto ė notevole. Le targhe biffate sono prassi normale. I bagni a MdV sono imperdibili, in serata l'abitudine di finire la serata nel cinema all'aperto di Pontasserchio ce l'hanno tolta, perché quest'anno non è stato aperto. Se non si punta sulla cultura si rimane al palo.

16/9/2015 - 19:48

AUTORE:
Osservatore 1

Indugiare con la macchina fotografica intorno ad un cartello stradale rotolato a terra (senza sapere il perchè) (?) lasciamo perdere, son cose già viste in un reportage fotografico di un "importante" professore quando i ragazzi dell'AGESCI lasciarono San Rossore ed anche li c'era una sedia di plastica bianca ruzzolata bellamente per terra e ripresa e ripresa...(?).
Poi ci si premura di "tappare" le targhe automobilistiche come fossero nel recinto di Don Bosco.
...poi ci sarebbe altro, ma, è tempo perso se non ci accorgiamo che in mezzo secolo l'abitudine di andare in bicicletta al cinema di paese e finire li la giornata di festa è irrimediabilmente superata come la pista da sci alle Regine; ora in tre balletti ci si frescheggia/conversa/diverte sotto i gazebi delle Oasi di MdV con sole cocente, aria ed acqua salmastra e bellafresca, con bella gioventù in mutande colorate e bimbetti che giocano sul ciglio del nostro mare e... si va a sciare sotto le pendici della Marmolada.
Nb, Certamente bisogna migliorare e non peggiorare i luoghi pubblici ma credere di ritornare a ballare o al cinema in tutti i paesini...credo neppure a gratis può ri/avvenire; quindi troviamoci d'accordo, poi si fa piove!
salute

15/9/2015 - 19:39

AUTORE:
odc

A sentire Alessandro Ciardelli, che è un'autorità in materia, vicino al ponte del Parterre non c'era nessun lavatoio pubblico. Allora l'acqua scorreva fino quasi al bordo e le lavandaie facevano il loro mestiere in ginocchio sulla striscia di terra vicino al fiume.
Resta comunque il fatto, anche per lui, che il Parterre vada ripristinato bello come era.

14/9/2015 - 14:33

AUTORE:
Gildo

Parterre era un luogo dove tutti noi, bagnaioli e sangiulianesi abbiamo passato le nostre estati lontane, quando non bisognava per forza prenedere l'aereo per andare in vacanza e quando ci accontentavamo di molto meno ma eravamo forse più sereni di ora.
Parterre era schiacciare i pinoli con un sasso ed avere tutte le mani sporche di ragia.
Parterre era una piccola baracchina di legno dove prendere il gelato ed ascolatre un disco.
Oggi è trasando, macchine parcheggiate ovunque, la baracchina di legno ormai è diventata una casa a tutti gli effetti foderata di palstica e mattoni, che impatta con la sua natura originaria e che credo dovrebbe tornare ad essere tale, visto che sulle piante comunali risulta ancora essere una ghiacciaia.
Spero anche io di poter tornare, come Ovidio ed i suoi amici, a rivivere quel parco frescheggiando sotto gli ombrelli sempreverdi dei pini