E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Il 17 aprile ci sarà il referendum sulle trivelle, il 67° referendum che viene promosso in Italia, il 1° che viene promosso dai Consigli regionali, sono 9 le regioni promotrici.
Il quesito che troveremo sulla scheda sarà: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”
La domanda non è se si vuole vietare la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio nei nostri mari, non è la domanda perché è già vietato per legge entro le 12 miglia e la legge le vieta per esigenze di salvaguardia dell’ambiente.
La domanda non è se si vuole che siano interrotte le trivellazioni entro le 12 miglia, perché la concessione in essere viene rispettata.
La vera domanda come scrive un mio amico è "Visto che ricerca ed estrazione sono già vietate entro le 12 miglia dalla costa come nelle aree protette, in quanto pericolose per l'ambiente, da una legge proposta dal Governo e approvata tre mesi fa dal Parlamento, volete voi che le trivelle già esistenti entro questo limite non siano prorogate per sempre (cioè fino a che non finisca il giacimento), ma che continuino a trivellare solo fino alla scadenza delle attuali concessioni?" che sono trentennali.
La vera domanda riguarda il rispetto della scadenza della concessione ottenuta, punto e basta? In teoria si, in pratica questo referendum accende i riflettori su varie questioni.
La prima è che indica delle priorità da aggiornare, strade da percorrere, perché l’età del petrolio non finisce per esaurimento dei pozzi, come del resto l’età della pietra non è finita per esaurimento delle pietre. (cit.)Per cui a chi ironizza chiedendo con che cosa ci muoviamo, su come ci riscaldiamo o come cuociamo i nostri cibi, sul fatto che comunque usiamo derivati del petrolio etcetera etcetera…trovando con soddisfazione le contraddizioni, a chi dice che è un referendum ideologico… noi diciamo ma al futuro quando ci pensiamo?
Un’altra questione importante è formale e sta a margine del quesito, riguarda il referendum stesso, il referendum come strumento, come espressione della sovranità popolare.
Le indicazioni di voto, date devono essere valutate e nel campo delle varie scelte, una dev'essere certamente irrinunciabile, quella di andare ed esercitare un diritto che viene da lontano ed in passato non è stato così scontato come oggi. Non cadiamo nel tranello del credere che solo perché un diritto esiste può essere snobbato o ignorato, che sarà un diritto per sempre. In questi giorni sul quesito referendario, si legge e si sente di tutto, ogni eventuale scelta viene spiegata e relata con ogni pro e contro, con l'enfasi dei sostenitori delle varie opzioni, quelle del “sì” e quelle del “no”.
Tutto questo spiegare, dare indicazioni, può essere utile solo nel caso in cui le persone abbiano voglia di capire ed andare oltre un qualunque slogan. Ma i dati di affluenza/astensionismo delle ultime tornate elettorali, ci dicono che qualcosa non quadra.
Per uno, cento e mille motivi, la gente, non va a votare, rinunciando ad un diritto.Vorrei che ripartissimo da qui, dal mancato esercizio di un diritto, da percentuali di voto sempre più basse, tenendo presente che astenersi è una scelta che lascia ad altri il modo di scegliere per noi.
Sarà che noi per cultura, educazione o tradizione a votare ci andiamo sempre e comunque, sarà che troviamo ingiusto che magari sia il popolo degli astensionisti a decidere, sarà che pensiamo che il quorum andrebbe eliminato, sarà che pensiamo che il referendum abbia un effetto positivo rispetto al processo di passivizzazione dei cittadini, sarà che non ci adeguiamo a chi dice che è inutile rivolgersi alla politica e far uso di strumenti democratici, sarà che per come ci siamo formate e informate noi voteremo SI. Sarà che la ciliegina sulla torta dei nostri motivi per il si è che il concessionario ha l'obbligo entro la scadenza del mandato, di effettuare le opere di ripristino ambientale le quali hanno un costo e senza scadenza precisa, si rischia di avere in mare dei ruderi fatiscenti, eco-mostri che rimarranno lì nei secoli dei secoli.
Ma queste sono le nostre riflessioni, chi legge avrà le sue, noi speriamo che tutte e tutti le possiamo esplicitare e confermare con il diritto/dovere al voto, altrimenti hai voglia di chiamarla democrazia, è un'altra cosa.
per un approfondimento
https://giuliolaforenza.wordpress.com/2016/04/01/una-trivella-e-per-sempre/
http://www.glistatigenerali.com/energia-economia-reale/breve-enciclopedia-sul-referendum-e-tre-buone-ragioni-per-votare-si/