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Parlando di Pisa e di Livorno, città geograficamente distanti un tiro di schioppo, ma lontane in modo siderale per atteggiamento di vita e filosofia dell’esistenza, non si può trascurare l’accesa rivalità e ostilità preconcetta, immotivata, ma profonda e assolutamente non epidermica, che pervade le due popolazioni nei rapporti reciproci.

Accadde Oggi
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Le Parole di Ieri
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Ricordo
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La Foto
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. . . . . . . . . era ora. . . . . . . . . . Ultimo. .....
Per chi non avesse letto questo nostro articolo, a .....
. . . . . . . . . . . . . tutelarsi contro quelle .....
DOPO L'ACCORDO ECCO CHE MAGICAMENTE L'ASSOCIAZIONE .....
Uno sguardo dal Serchio
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DOMANDE E RISPOSTE SU ALCUNI PROBLEMI DI VISTA a cura di Venanzio Fonte
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Tra Arena Metato e Vecchiano
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MIOPIA
seconda parte
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SPORTIVAMENTE A.S.B.U.C.
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San Giuliano Terme, 2 aprile
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La Rosa di Terricciola
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Villa di Corliano, 26 marzo
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Vecchiano, 25 e 26 marzo
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Molina di Quosa
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San Giuliano Terme
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Pappiana, 5 febbraio
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Molina di Quosa
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da nord a sud così lontani, ma nella lunga strada si prendono le mani, tra le vie torte a volte dritte si incontrano persone.
Persone bianche, gialle, .....
Vi risulta che sia stata inaugurata la sede della Lega Nord a Vecchiano?
Il Gruppo di San Rossore
I Parchi a chi li dò?

24/1/2017 - 22:15

I Parchi a chi li dò?

 
A leggere documenti, interventi e elenchi delle audizioni in programma alla Commissione ambiente della Camera sulla nuova legge sui parchi sembra sempre più che il nodo da sciogliere sia questo; a chi vanno affidati? In prima battuta la maggiore novità poco apprezzata fu l’ingresso di rappresentanze di categoria (agricoltori etc) e una riduzione di quelle scientifiche. Lo Stato rimaneva al centro mentre le regioni venivano tagliate fuori del tutto dalle aree protette marine. Per far soldi si chiudeva un occhio e all’occorrenza tutti e due sul tipo di interventi da realizzare nei territori protetti.


D’altronde il nuovo Titolo V ( poi bocciato dal referendum) ridimensionava le regioni e premiava al solito lo stato. Ad un certo punto specie tra le associazioni ambientaliste si è avvertito e denunciato invece il rischio che anche la gestione dei parchi nazionali si sarebbe sbilanciata  a favore degli enti locali e quindi del localismo. Insomma dal troppo stato al troppo enti locali che nel frattempo erano stati però ridimensionati con la messa in pensione delle province che, nella dimensione locale, avevano assunto  soprattutto  un ruolo importante specie nella gestione intercomunale e regionale. In questo stiracchiare le cose è sempre più sparita la politica quella vera del programmi, dei progetti non degli emendamenti che da anni compaiono e scompaiono con le trovate più varie e balorde.

 

Con le nuove consultazioni previste in questi giorni è probabile, anzi sicuro, che ne avremo altri. Visto che il 26 gennaio è previsto un importante appuntamento promosso dalle associazioni ambientaliste proprio alla Camera c’è da sperare che cambi film. E’ così complicato per il governo, il ministero dell’ambiente, le regioni, l’ANCI, le province, Federparchi -ora in sonno- per decidere insieme cosa fare insieme o ci vuole un referendum. Insomma per questo non urge una nuova pessima legge ma solo e finalmente una ragionevole scelta politica.
Chi deve gestire i parchi come e con chi, la legge l’ha già deciso da tempo e nessun può più far finta di non saperlo.

 
Renzo Moschini

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