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 Alcuni mesi fa, durante una assemblea dell'associazione La Voce del Serchio, fu proposta l'idea, da parte di alcuni soci cicloamatori, di fare qualcosa per la pista ciclabile Puccini, cercando di sollevarla dalle condizioni di oblio e degrado in cui versa attualmente, dopo esser stata molto decantata e utilizzata per varie inaugurazioni in tempi propizi. L'origine del progetto....

Anniversario
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Le Parole di Ieri
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Per non dimenticare
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Il Diario di Trilussa
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Ebbene si! Prima del Job's Act i lavoratori delle aziende .....
Prima del Job's Act i lavoratori delle aziende sotto .....
comincia il mondiale!

che strana sensazione di lutto!

non .....
Mi dici quali erano le tutele crescenti per i lavoratori .....
Esperienze di viaggio
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La Natura vista da Simona Tedesco
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Agrifiera di Pontasserchio, 22 aprile
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Agrifiera di Pontasserchio, 21 aprile
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  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


  • GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE

      Una domenica un poco strana il 25


    Anche per quest’anno la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE, evento che il G.U.T. (Gruppourturatoscana) porta in giro nella zona pisana, ed oltre, sarà ospite dell’ASBUC di Migliarino 


COME UN SASSO NEL FIUME


Resto in silenzio ad aspettare te,
a contemplare il tuo tenero viso,
i tuoi occhi candidi, dolcissimi,
semplici che .....
A Migliarino Pisano Viale dei Pini lato Salviati affittasi appartamento arredato di 90 mq. sviluppato su unico piano composto da Ingresso indipendente .....
Il Gruppo di San Rossore
Il Titolo V partita non chiusa

9/4/2017 - 21:05

Il Titolo V partita non chiusa


Il fallimento del referendum del 4 dicembre non ha lasciato solo un pesante strascico,  i cui effetti stanno segnando fortemente le vicende  politiche, ma anche cruciali questioni istituzionali che non sembrano finora interessare però più di tanto.

Anche il dibattito congressuale del Pd –quando lo è stato effettivamente-lo ha perso praticamente per strada. Eppure fu presentato come una proposta che dopo decenni di rinvii e ritardi, avrebbe rivoluzionato il nostro assetto istituzionale mettendo finalmente al passo le rovinose regioni, quelle ordinarie perché quelle speciali venivano al contrario premiate perché politicamente non creassero problemi.

Lo stato si riprendeva tutti –o quasi- i suoi ciottolini, che il precedente titolo V aveva troppo generosamente consegnato alle regioni con le competenze concorrenti. Anche le autonomie, e non solo le province cancellate addirittura dalla Costituzione, ne sarebbero uscite male. Ma il tutto non fu solo presentato come indispensabile al funzionamento istituzionale, ma anche come prova e testimonianza di che panni vestiva finalmente la nuova direzione politica del paese.
Come non ricordare le ripetute e spocchiose dichiarazioni di Renzi e della Boschi in cui si rivendicava il coraggio di avere finalmente messo in riga quegli spendaccioni e spreconi delle regioni.

La debacle del 4 dicembre, attribuita se non del tutto in larghissima misura ad un voto antirenzi,  non ha registrato finora una riflessione su quanto il NO, anche a sinistra sia stato determinato dal merito di quelle scelte.

E’ vero –e questo va autocriticamente riconosciuto- che anche chi ha contestato il titolo V non ha accompagnato questa critica con  proposte alternative. Una ragione in più per farlo ora, che quei problemi irrisolti dal vecchio Titolo V restano in attesa di una risposta che (non) sarebbe potuta  venire da quello nuovo. E da qui deve ripartire una iniziativa e riflessione del  partito. Il vecchio Titolo V si era posto il giusto problema, allora divenuto irrinviabile, di garantire quella leale collaborazione istituzionale tra stato-regioni –autonomie, resa impossibile da una perdurante e penalizzante supremazia statale. Le risposte date -come ben sappiamo- non hanno funzionato ma la toppa del nuovo Titolo V si è rivelata peggio del buco che rimane.
Non è quindi di un ritorno ad una supremazia, addirittura provocatoria per più versi, di cui oggi c’è bisogno. C’è bisogno di quella leale collaborazione costituzionale di cui avvertiamo ogni giorno di più l’urgenza che si tratti delle trivelle, della legge Madia, del gassificatore, delle politiche ecosostenibili o dell’aereoporto di Peretola. Per restare in Toscana, i Gelli, Parrini, Marcucci che hanno decantato il nuovo titolo V non farebbero bene a pensare di cambiare registro? Perché non discuterne finalmente in qualche iniziativa di partito.

 
Renzo Moschini

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