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La prima foto mostra l’ingresso della pista ciclabile lungo la via del Mare al podere i Leccetti. C’è uno stretto passaggio accanto al cancello chiuso e una stradina che conduce fino all’argine. Qui il ciclista che ha letto Migliarino alla sua sinistra è già in imbarazzo: portarsi sull’argine o seguire la strada a fianco sottostante? L’argine è impraticabile, solo un vialetto sconnesso centrale con erba alta ai lati.....

Le Parole di Ieri
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Ricordo
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Ricorrenza
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Omaggio
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l' altra mattina alle ore 6 ascoltavo il notiziario .....
In viaggio con il PD, dai energia al treno. Puoi .....
Legge cosa gli interessa. . . . quando e su cosa gli .....
. . . . perche? Quando comprate il Corriere della sera .....
Uno sguardo dal Serchio
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di Carlo Delli
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Come cambiano autovelox e multe con il decreto Minniti
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Uno sguardo dal Serchio
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Avane, 28 ottobre
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Castello dei Vicari - Lari
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Arena Metato
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Viareggio.
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Pontasserchio, 14 ottobre
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L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
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Giovani vite spezzate
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Solo .....
di Paolo Bilanci
I progetti di sviluppo a mare del porto di Livorno

2/10/2017 - 11:38

I progetti di sviluppo a mare del porto di Livorno


A Livorno stanno portando avanti il progetto denominato “Piattaforma o Darsena Europa”  che prevede l’espansione a mare del porto di Livorno riempiendo il mare davanti la linea di costa lunga 2 km  che va dalla diga del Marzocco fino alla foce del fiume Calambrone. 

Il progetto originario prevedeva il riempimento del mare con le banchine  per una superficie all’incirca di 2 km quadrati, scavando  fondali profondi fino  a -16 metri  in una zona di mare dove i fondali naturali arrivano a mala pena a – 5 metri,  il tutto protetto da una diga protesa in mare aperto per 1800 metri. L’obbiettivo era  ospitare fino a 3 milioni di containers…….praticamente il  40% di tutti containers movimentati nel 2016 nei 22 porti commerciali italiani. (escludendo Gioia Tauro che è solo per il trasbordo da nave a nave senza toccare terra), e  4 volte  gli 800.000 containers movimentati da Livorno nel 2016, fra l’altro in forte contrazione, del 9,7%, rispetto al 2017. 

  La scadenza del bando per la gestione di tale infrastruttura è stata rinviata 4 volte per mancanza di acquirenti, per cui Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e grande “sponsor” di tale megaprogetto, ha pensato bene di “rivedere”  l’opera  per renderla più  “appetibile”: Dimezzamento dell’estensione delle nuove banchine, realizzate riempiendo comunque il mare, per ospitare 1 milione e mezzo di containers, comunque sempre il doppio dei traffici attuali di Livorno, che nel 2017, è bene ricordarlo,  sono in forte calo del 9,7%.  La nuova diga sarà sempre circa di 1500 metri perché il bacino di evoluzione deve ospitare le nuove supernavi lunghe più di 400 metri e per questo motivo i fondali  addirittura saranno scavati fino a – 20 metri .
Conseguenze dannose per l’ambiente geomarino d’alto mare
Tenendo di conto che in quel punto di costa i fondali naturali sono di – 5 metri, significa che verranno sbancati 15 metri di sabbia  ( l’equivalente di un palazzo di 5 piani), presumibilmente inquinata dagli scarichi delle navi e delle industrie ubicate sul canale industriale del porto labronico e da sversare completamente in mare aperto.  milioni e milioni di metri cubi di sabbia dell’attuale porto,   sicuramente "sporca",  che andranno ad alterare l’equilibrio  florofaunistico della zona della Meloria peraltro facente parte del Parco dell’Arcipelago   Questi  sono i dati strettamente tecnici .
 
 
Storia dell’erosione della costa pisana
 il problema grosso è che il porto  Livorno, come quello di Ravenna e Venezia, insiste  su una costa sabbiosa con fondali bassissimi pochi metri e con caratteristiche geomorfologhiche particolari come  il promontorio sottomarino-scoglio della Meloria per cui ogni volta che a Livorno hanno costruito delle dighe marine ci sono state alterazioni tali delle correnti marine da devastare la spiaggia di Tirrenia e Marina di Pisa località posizionate poco a nord della città di Livorno.   Nel 1860 fu costruita la diga Curvilinea lunga 1.000 metri e parallela alla costa: entro il 1878  sparirono 45.000 mq di spiaggia , dopo tale data altri 43.000 mq.   Nel 1890 fu costruita la diga della Vegliaia,  a sud, lunga 500 metri, perpendicolare alla costa:  sparirono in 5 anni 27.000 mq e tra il 1905 e il 1909 altri 28.000 mq.  Nel 1908 fu costruita la diga della Meloria,  700 metri,  come continuazione della Curvilnea e più obliqua verso il mare aperto: sparirono altre migliaia di metri quadrati di spiaggia.
Cause dell’erosione della costa pisana
 I motivi di tale devastazione sono legati al fatto che le correnti marine corrono lungo la costa da sud verso nord,  e quando arrivano in prossimità di Livorno si trovano davanti il promontorio sottomarino -scoglio della Meloria e i fondali bassissimi per cui si dividono in una “corrente interna” che scorre tra la costa e il promontorio della Meloria e una  “corrente esterna”  che gira intorno a quest’ultimo  per poi riunirsi alla “corrente interna”  e proseguire il percorso verso nord. Le dighe marine  costruite nell’arco dei decenni  hanno sempre più bloccato la  “corrente interna”    e questo ha fatto si che la “corrente esterna”,  aggirante il promontorio sottomarino della Meloria,   acquisisse sempre più forza andando a martellare la costa pisana con  relativa  devastazione  e  sparizione della spiaggia erosa dalle correnti.  I danni registrati fino ad ora sono stati causati da dighe lunghe solo 800 metri;  cosa succederà quando verrà realizzata la nuova diga di 1500 metri?  La “corrente interna”  verrà completamente bloccata per cui la “corrente esterna”  avrà definitivamente il “via libera” per far sparire, a questo punto, definitivamente quel che resta della spiaggia di Tirrenia e Marina di Pisa.
I motivi per cui è inutile il progetto di espansione a mare del porto di Livorno

 
 C’è da dire che questo progetto è completamente avulso non solo dalla Toscana ma anche dalle infrastrutture esistenti  nel territorio pisano quali il canale navigabile dei navicelli e le aree industriali di ospedaletto e di Montacchiello  che distano da Livorno una manciata di chilometri.  In Italia esistono già alcuni porti con i fondali adatti ad ospitare le nuove supermegacontainers di ultima generazione: Trieste ha i fondali naturali a -18, Genova-Voltri  a -20 così come Vado ligure a Savona il cui nuovo terminal containers verrà inaugurato nel 2018, La Spezia a – 16.  In più c’è anche Piombino a – 20 e dista da Livorno solo 70 km.   5 Porti già pronti con i megafondali: ha senso  investire soldi sia pubblici che privati per un 6° porto? 

A Livorno sperano nell’arrivo dei cinesi ma i cinesi hanno già investito nel porto del Pireo come hub nel mediterraneo, stanno puntando su Cipro perché è nel cuore del medioriente e allo sbocco del canale di Suez e fra un anno gestiranno il nuovo porto containers di Vado ligure a Savona. Oltretutto stanno sempre più ingrandendo la linea ferroviaria diretta con L’Europa tanto e vero che sono già in funzione i treni merci diretti Londra-Shangai con dimezzamento dei tempi di percorrenza rispetto al viaggio in nave. Fra un anno cominceranno i traffici passando  attraverso il  Mar Artico sempre più libero per via dello scioglimento dei ghiacci, saltando il mediterraneo perché il porto naturale di arrivo sarà nel Nord Europa, a Rotterdam. 

Tutto questo per far capire che l’unico risultato certo di questo megaprogetto portuale sarà la devastazione della costa pisana  mentre il risvolto economico è tutto da verificare.

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