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La prima foto mostra l’ingresso della pista ciclabile lungo la via del Mare al podere i Leccetti. C’è uno stretto passaggio accanto al cancello chiuso e una stradina che conduce fino all’argine. Qui il ciclista che ha letto Migliarino alla sua sinistra è già in imbarazzo: portarsi sull’argine o seguire la strada a fianco sottostante? L’argine è impraticabile, solo un vialetto sconnesso centrale con erba alta ai lati.....

Le Parole di Ieri
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Ricordo
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Ricorrenza
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Omaggio
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l' altra mattina alle ore 6 ascoltavo il notiziario .....
In viaggio con il PD, dai energia al treno. Puoi .....
Legge cosa gli interessa. . . . quando e su cosa gli .....
. . . . perche? Quando comprate il Corriere della sera .....
Uno sguardo dal Serchio
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di Carlo Delli
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Come cambiano autovelox e multe con il decreto Minniti
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Uno sguardo dal Serchio
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Avane, 28 ottobre
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Castello dei Vicari - Lari
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Arena Metato
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Viareggio.
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Pontasserchio, 14 ottobre
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L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
che mi trafisse il cuore.
Giovani vite spezzate
da .....
Speedy Wash di Gambini Cinzia
Via Mazzini 6 Migliarino Pisano
Aperto dalle 08:00 alle 22:00 tutti
i giorni anche festivi
Tel. 328 4122388

Solo .....
di Giuseppe Mancuso
La nuova legge elettorale è il frutto del No referendario

11/10/2017 - 19:55

La nuova legge elettorale è il frutto del No referendario.
Una breve analisi sul tema attualmente centrale nel dibattito politico

 

Che i vari salvatori della Costituzione si sarebbero lamentati degli "inciuci" entro pochi mesi dal Referendum non era cosa prevedibile, era cosa ovvia, perché ovvia conseguenza del No era la necessità di continuare a fare le alleanze e le coalizioni.
10 mesi fa abbiamo votato per superare questo meccanismo, 20 milioni di persone sono andate a votare in larghissima parte per cacciare Renzi, senza neanche dare una guardata al testo sottoposto ad approvazione, o al limite seguendo le demenziali interpretazioni di Beppe, Travaglio o del Vate Imposimato (quello dei complotti sulle Torri Gemelle).
La riforma è stata respinta, e con essa anche la legge elettorale a vocazione maggioritaria Italicum ha perso la sua applicabilità, esattamente come hanno voluto le opposizioni.
L’elezione dei Senatori su base regionale, come previsto dall’art. 57 della Costituzione, impedisce infatti l’applicazione di qualsiasi premio di maggioranza nazionale al Senato.
Mantenere una camera ad inevitabile elezione proporzionale è stata una VOSTRA scelta.
Perpetuare il sistema più farraginoso e lento d'Europa l'avete voluto VOI.
Lasciare il Paese senza una legge elettorale applicabile, far resuscitare i vari partitini che mandano a casa i governi, rimettere in campo le coalizioni è conseguenza del VOSTRO voto.
Prima il problema era la deriva autoritaria, perché dare il 54% nella Camera politica (sufficiente per l'ordinaria amministrazione ma NON sufficiente per riforme costituzionali, trattati internazionali, elezione degli organi di garanzia) mediante ballottaggio distorceva la volontà popolare.
Ora che dobbiamo ripiegare su un sistema vetusto in conseguenza dell'esito referendario, il problema è che bisogna fare gliINCIUCI.
Ma dai?? Chi l'avrebbe mai detto che con il 30% dei seggi bisogna accordarsi con altri per raggiungere quella soglia del 50%+1, necessaria anche solo per formare un Governo?
Davvero difficile da immaginare, vero?
E poi quanto sono belli i grillini. Perché abbassare la soglia di sbarramento distorce la volontà popolare?
Intendiamoci, abbassare lo sbarramento è una CACATA, ma dire che non rispetti l'esito del voto è davvero ridicolo.
Questi sono quelli che "ooooh il Toninellum! Il proporzionale puro!", ed ora sarebbe incostituzionale, INCOSTITUZIONALE, far entrare in Parlamento i partitini.
Non è incostituzionale, è IDIOTA, ma il comportamento vittimistico dei grillini che stanno cercando di racimolare qualche voto parlando di COLPO DI STATO è delirante, perfettamente nella loro natura.
Il racconto drogato della realtà per far leva su una popolazione che non andrà neanche a leggere l'argomento di discussione, ma premerà spasmodicamente "Condividi" su un video accattivante di Di Battista o su un articolo sgrammaticato di Toninelli pensando di salvare il mondo.
Esattamente come un anno fa sono andati in cabina a leccare le matite perché Di Maio 'o professore era andato a dire qualche fesseria a Otto e Mezzo sulla deriva autoritaria o il combinato disposto.
Con "argomentazioni" diametralmente opposte a quelle usate oggi.
Ieri il problema era il troppo potere a chi prendeva il 30%, oggi invece il pericolo per la democrazia è chi prende il 30% e fa coalizioni per governare.
A corollario ci stanno quei quattro marpioni di MdP, quattro residuati della vecchia politica (ed in questo caso "vecchia" è in accezione prettamente negativa) che non hanno mai fatto nulla di utile per il Paese ed ora si ergono a "vera sinistra". La versione pseudointellettuale dei grillini.


Che possiate fare la fine di Pecoraro Scanio.


Fonte: Manrico Macilenti
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12/10/2017 - 18:24

AUTORE:
Fabrizio

Ma davvero ciò che dicono i 5 stelle a proposito della legge elettorale è credibile? Davvero questa nuova legge consegnerà l’Italia alla ingovernabilità? Io credo proprio di no

Capire le questioni legate alle leggi elettorali, soprattutto per i non addetti ai lavori è impresa difficile; partiamo, pertanto, da alcuni punti essenziali per comprendere (pur non essendo io un giurista ma solo un osservatore politico) la questione.

Nel 1993 l’Italia ha cambiato l’assetto politico elettorale, passando dal proporzionale (fonte di ammucchiate di governo) al maggioritario con la cosiddetta legge Mattarella (l’attuale Presidente della Repubblica). Perché, quasi venticinque anni fa, si è sentita la necessità di passare a una forma diversa di elezione, appunto dal proporzionale al maggioritario, in cui “il giorno dopo le elezioni si sarebbe saputo chi avrebbe governato”? La legge Mattarella (L. 276 e 277 del 1993) assegnava il 75% dei seggi parlamentari al sistema maggioritario, realizzato attraverso le coalizioni costituite per omogeneità di programma, e il 25% di tali seggi con il cosiddetto recupero proporzionale dei più votati non eletti al Senato e di un analogo 25% con liste bloccate alla Camera (con uno sbarramento del 4%).

La legge Mattarella, inoltre, ha avuto lo scopo della abolizione delle preferenze attraverso le quali, con le combinazioni preordinate e con l’identificazione della sezione elettorale, è stato fino a quel momento controllato il voto degli italiani in quel becero sistema (illegittimo) definito come voto di scambio. L’abolizione delle preferenze fu, a quel tempo, espressa volontà del popolo; infatti in una lista di 30 candidati, combinando opportunamente le preferenze e incrociandole con la sezione elettorale era possibile identificare con esattezza estrema se l’elettore Caio avesse votato per il candidato Tizio a cui, in quel sistema di controllo, in quella sezione, erano appaiati altri 3 candidati “civetta”. Chiaro il concetto? Bene, andiamo avanti.

Nel 2005 la legge Mattarella è stata cambiata da Calderoli; la sua, a differenza della legge Mattarella, è una legge elettorale “proporzionale” con premio di maggioranza e liste bloccate (il cosiddetto “Porcellum”) che ha disciplinato le elezioni in Italia nel 2006, nel 2008 e nel 2013. La legge Calderoli è stata resa parzialmente incostituzionale nel 2014 dalla Corte Costituzionale soltanto per la parte relativa al premio di maggioranza ma non per quanto riguarda le liste bloccate ed ha inoltre introdotto la possibilità di esprimere un voto di preferenza (attenzione perché la questione è tutta qui). La legge che ne è derivata è stata denominata “Consultellum” ed è, nei fatti, una legge dal forte carattere proporzionale che in qualche modo (anzi in parecchi modi) tradisce la volontà degli elettori italiani che nel referendum hanno scelto il sistema maggioritario.

Nel 2016 il “Porcellum” è stato superato dall’Italicum poi bocciato dalla consultazione referendaria del 4 dicembre 2016 (a mio personale avviso senza che gli italiani lo comprendessero bene giacché molto simile alla legge elettorale francese) e successivamente dichiarata parzialmente incostituzionale dalla Corte Costituzionale solo in relazione all’eventuale turno di ballottaggio (lo stesso usato per l’elezione dei sindaci). L’Italicum (L. n. 52 del 2015) prevedeva un sistema maggioritario (com’era nella volontà referendaria dei cittadini italiani) a doppio turno con premio di maggioranza per la lista che avesse ottenuto il 40% dei voti validi al primo turno; inoltre la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la possibilità dei capilista bloccati in più collegi (non dei capilista bloccati, si badi bene).

L’attuale proposta di legge elettorale (il cosiddetto Rosatellum 2.0) che non piace ai 5 stelle è, come la precedente legge Mattarella, una legge elettorale a sistema misto maggioritario e proporzionale che armonizza il sistema tra Camera e Senato con 231 collegi uninominali (ovvero collegi in cui il candidato della lista A affronta in una competizione personale il candidato della lista B, della lista C, ecc. e chi ha più voti vince) e 65 collegi plurinominali, i cosiddetti listini bloccati con liste lunghe da 2 a 4 nomi.

Probabilmente il Rosatellum 2.0 è la migliore espressione di democrazia in atto possibile; ma allora perché non piace ai 5 stelle che vorrebbero a tutti i costi tornare al cosiddetto “Consultellum”, ovvero alla legge proporzionale con il premio di maggioranza? Che cosa non ci dicono i furbi pentastellati?

Sappiamo bene che i 5 stelle compongono le proprie liste sulla base delle indicazioni della Casaleggio Associati con una parvenza di popolocrazia espressa attraverso le votazioni online; di fatto chi davvero vorrebbe nominare i propri rappresentanti in Parlamento sono i grillini che, attraverso le previste liste bloccate, porterebbero in Parlamento solo e soltanto i fedelissimi di Grillo e Casaleggio. Inoltre nel non–statuto dei 5 stelle è prevista anche una “penale” per mettersi al sicuro qualora un deputato o un senatore apparentemente fedele al Movimento dovesse tradire; in tal caso la multa per il “traditore” è di 150.000€. Infine i 5 stelle premono per ottenere il premio di maggioranza. A quale scopo? Facile da intuire: con meno del 30% degli italiani che li votano vorrebbero imporre il proprio governo pentastellato. Chiaro?

Non credo che, considerate le premesse, i 5 stelle siano i soggetti migliori per impartire lezioni di democrazia visto che ciò che vorrebbero non è assecondare la volontà del popolo italiano (che, ricordiamolo ancora una volta, si è espresso contro le preferenze e contro il proporzionale); vorrebbero, semmai, imporre alla maggioranza degli italiani la propria visione del mondo e della politica; vorrebbero imporre uno Stato di polizia (secondo le indicazioni dei loro idoli giustizialisti Di Matteo e Davigo); vorrebbero, in ultima analisi, vincere facile!

Apriamo per bene gli occhi prima di affidarci a questa gente.

12/10/2017 - 17:33

AUTORE:
Curioso

....cosa essere ononimo?
E' Anonimus di Valdiserchio?

12/10/2017 - 16:11

AUTORE:
Lettore

...quando divorziano o cambiano religione/partito di solito si tengono tutto per se perchè non sono tantissimo credibili per fare proseliti.
Diversamente invece è cambiare lavoro, amicizie, città, nazioni, passioni...ecco, li vale ascoltare perimparà.
Poi a vederla fin fine chi può essere più alleato di Berlusconi se non gli ex PD?
Vedi i vari Fassina, Bersani, Speranza che hanno votato il governo Letta insieme a Berlusconi e Verdini e...Renzi non ha mai preso un voto dal berlusca.
Poi anche non votando più PD si avvantaggia il fratello di Paolo Berlusconi, l'altro Matteo ed il comico smesso e comunque piena libertà di tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie è sempre una buona opportunità....personale però.

Così è!

12/10/2017 - 14:44

AUTORE:
Cinese

Giuseppe Mancuso: chi caz è ? il milite ignoto ? o forse un attempato comunista del PCI?
Sono gradite informazioni.

12/10/2017 - 14:13

AUTORE:
Ex PD

Questi articoli non servono a portare voti al PD, nè servono a far capire, ma solo ad esprimere una opinione personale su cui, ad esempio, io non sono per niente d'accordo.
Anzi, rafforzano la mia idea che uscire dal partito sia stato un bene, perchè oramai di sinsitra il partito di questo Mancuso ha ben poco.
E avrà ancora meno quando dovrà allearsi con Berlusconi. E' il nuovo mercato? La nuova frontiera? Quello che i vecchi non hanno capito? Può darsi ma io preferivo il vecchio, quello che volgeva lo sguardo in basso e non al ceto medio. Dei due, anche se quello medio non ride, di sicuro quello basso piange.
A volte si rimane stupiti di come piccoli provvedimenti, a volte banali e senza spesa, non vengono proposti. Bisognerebbe davvero che i parlamentari (avvocati, professori, professionisti) fossero condannati a vivere per un periodo della loro vita politica, con lo stipendio e le condizioni di un operaio. Vedrebbero i problemi reali e smetterebbero di discutere in televisione di cose che interessano solo a loro, alla loro carriera, alla loro sopravvivenza.