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Ho risistemato la mia vespa PX 150 a miscela. Mi porto sempre dietro l'olio in una tanichetta; vivo come un atto d'eroismo miscelare artigianalmente benzina e olio. Vedessi come i benzinai mi aiutano nel "fabbricare" il carburante. Sono solidali, romantici, tornano anche loro più giovani. Il mezzo è del1982. Un ex meccanico che sapeva dove mettere le mani l'ha rimessa al pezzo e poi è stata tirata al lucido. Ritinta rosso fuoco....

Le Parole di Ieri
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I 10 anni della Voce
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Tranquillo che io sono informatissimo sia sull'offerta .....
. . . sordo di chi non vuol sentire,
e non c'è .....
. . . era molto tempo che non visitavo questo forum .....
Vedi Bruno basta poco per svegliare i moribondi della .....
San Giuliano
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Domenica 21 Gennaio
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“Agorà

RACCONTARE
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Pisa, 18 gennaio
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Comitato Carnevale Vecchianese
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Vecchiano
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CSI Pisa
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CSI
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Vecchiano
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Tornando vella sera dalla fiera
La mì moglie a casa mi viense a mente
Grassa pallata dice brutta gente
Linguacce malidette da galera

Certo pasta .....
IL GIORNO 18 GENNAIO DALLE ORE 16. 30 ALLE ORE 18. 30 LE INSEGNANTI ACCOGLIERANNO TUTTI I GENITORI PER VISITARE LA SCUOLA IN OCCASIONE DELLE ISCRIZIONI .....
Di F.Bonifazi, tesoriere PD
Pd a Grasso: “Spiace insistere ma ci devi 83mila euro”

3/1/2018 - 9:17

Pd a Grasso: “Spiace insistere ma ci devi 83mila euro”
La quota mai pagata dal presidente del Senato al partito che lo ha eletto


Prosegue la la polemica fra il Pd e Pietro Grasso sulla mancata restituzione dei soldi che il presidente del Senato e leader di LeU deve al partito che lo elesse in Parlamento.
Il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi aveva giorni fa sollecitato una prima volta Grasso a restituire  83.250 al partito che lo aveva eletto non avendo mai pagato la quota mensile che gli eletti si impegnano a versare.
Il quotidiano Libero, alcuni giorni fa, ha raccontato come Grasso, unico tra i vertici dello Stato, non si sia mai applicato il tetto dei 240mila euro, obbligatorio, grazie a una norma del governo Renzi, per i dirigenti della pubblica amministrazione. Ed è un elemento che non giova a rasserenare il clima.
Infatti Bonifazi ha scritto una lettera a Repubblica per invitare nuovamente Grasso a saldare il debito.
” È cosa spiacevole dovere insistere – scrive il tesoriere del Pd – ma sono tante le ragioni che dovrebbero spingerti a onorare questo impegno: non esiste nessun motivo giuridico, politico o di opportunità per non pagare. Scriverti mi resta davvero difficile, ma la questione non posso né eluderla ne rinviarla ulteriormente.

Mi riferisco alla quota da te dovuta al partito in ragione della tua elezione al Senato tra le file del Pd. 

Capisco che trattasi di somma ingente, poco più di ottantamila euro, ma non così esosa da non poter essere onorata. Peraltro ho letto proprio in questi giorni che non hai neanche il problema del tetto dei 240 mila euro. Mi sembra giusto che tu dia il buon esempio per i lavoratori in difficoltà. Se lo fai, il tuo gesto spingerebbe tutti gli altri deputati e senatori transitati dal Pd in Mdp a onorare i propri impegni”.
In effetti se i soldi dovuti fossero restituiti sarebbe non solo un segno di lealtà ma anche un contributo a front di una situazione finanziaria del Pd davvero difficile, con i lavoratori della sede nazionale in cassa integrazione.

Difficile pensare che la seconda carica dello Stato non si mostri sensibil a questa richiesta.

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16/1/2018 - 15:49

AUTORE:
leonardo bertelli Migliarino

...sarebbe bene rammentare al sig. Bonifazi che il M5S , dimezzando gli stipendi dei parlamentari , ha lasciato nelle casse dello stato oltre 50 milioni di euro . Altro modo di fare Politica ? Altra sensibilità Istituzionale ?
Ci faccia sapere...( va bene anche per interposta persona ...)

15/1/2018 - 10:52

AUTORE:
Francesco Bonifazi

Buongiorno a tutti; buongiorno Bruno.

Voglio ringraziarvi/ringraziarti di cuore: siete stati la più grande comunità di donne e di uomini - più di 600 mila - a devolvere il 2x1000 al PD, con un aumento del 25% dei contributi rispetto all'anno precedente. E' la dimostrazione che i partiti, quelli credibili, possono andare avanti anche senza il finanziamento pubblico. Tanti ne hanno parlato, ma solo noi abbiamo avuto il coraggio di abolirlo. La vostra fiducia è la nostra ricompensa, cercheremo di non tradirla mai!

Francesco Bonifazi
Tesoriere PD

9/1/2018 - 22:52

AUTORE:
XXXL

..... comunque, non è che servisse la risposta di Bonifazi, bastava già da solo Grasso, quando rispondendo al fatto che deve dei soldi al PD ha scritto che lui ha fatto risparmiare 750.000 euro allo Stato. E che diavolo c'entra, please?
"capiscescetemi", non parliamo di Grasso e del PD, facciamo un esempio. Io firmo un documento in cui mi impegno a darti mille euro, poi non te li do e dico che, però, ho fatto risparmiare 3000 euro al comune. Te ne stai e sorridi o mi fai causa?

9/1/2018 - 22:04

AUTORE:
Lettore

Non leggo nessun panegirico rivolto a chi meriterebbe per davvero visto il riallineamento della nazione Italia a Germania e Francia e non alla Grecia del dopo Berlusconi/Monti.
....poi nella prossima scheda elettorale del 4/3/18 non troveremo certo i simboli di IPV (Insieme Per Vecchiano)
o Rinnovamento per il Futuro vecchianese.

nb, La lista 5s a livello nazionale prese 10 milioni di voti, a Vecchiano nelle elezioni comunali: voti n° zero: indovina il perché, poi critica pure.

9/1/2018 - 19:01

AUTORE:
Mario

Sulle tasse universitarie non ne parliamo proprio perché una idiozia di tale portata difficilmente là si poteva immaginare, ma il livello pietoso è stata la giustificazione per non aver versato nulla al PD, sostenendo che il suo ruolo istituzionale non lo consentiva, come se li lo avessero messo i marziani, vergognati Grasso!

9/1/2018 - 18:43

AUTORE:
Critico

Credo che i redattori della Voce del Srchio debbano andare fieri delle visite al loro giornale di illustri politici nazionali.
Sarebbe un gran risultato ma forse, più facilmente, qualcuno, come si dice "tira l'acqua al proprio mulino".
Scioccamente e venendo meno allo statuto del giornale che dovrebbe dare voce al popolo locale e non far apparire come post articolo scelti nella stampa nazionale.

9/1/2018 - 13:18

AUTORE:
EMANUELE MACALUSO

Nella sua lettera Grasso spiega le ragioni per cui non ha versato la quota cui si fa riferimento. E scrive: “Non sembra opportuno che il presidente del Senato sostenga con soldi pubblici l’attività di un partito, così come per prassi centenaria non è chiamato a dare con il voto alcun contributo politico”. Francamente questo argomento di Grasso, stavolta non regge.
La sua indennità parlamentare non c’entra nulla con il suo ruolo imparziale di presidente del Senato. Ingrao e Nilde Jotti furono presidenti irreprensibili e il loro comportamento fu sempre elogiato da tutti i gruppi. Ma versavano al partito più di tutti in quanto ricevevano anche una indennità presidenziale.

La verità è che da tempo siamo in un altro mondo politico e le persone che in questi anni hanno fatto politica operano proprio in questo mondo. Che, a mio avviso, non cambierà facilmente.

9/1/2018 - 12:15

AUTORE:
Francesco Bonifazi

Bonifazi a Grasso: “Devi restituire i soldi, come gli altri”
Pd
Il tesoriere del Pd: “Presidente, per me siete tutti liberi e uguali”

Il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, in una lettera a ‘Repubblica’, replica al Presidente del Senato Pietro Grasso sulla vicenda del debito nei confronti del partito. “Dalle tue parole – scrive Bonifazi rivolgendosi direttamente a Grasso – appare evidente che ti ritieni l’unico parlamentare eletto nelle liste del Pd a non dover pagare la quota che tutti gli altri tuoi colleghi hanno, in tutto o in parte, onorato durante questa legislatura. Tu hai deciso di non rispettare il tetto dei 240 mila euro, tu hai deciso di non rispettare le regole del partito che ti ha eletto e che tu stesso hai accettato al momento della candidatura”.

Il tesoriere ricorda che il debito è di 83.250 euro “a prescindere dalla tempistica o dalla costanza del mio sollecito” e respinge l’accusa di “atteggiamento ritorsivo” visto che il “sollecito ha riguardato tutti gli inadempienti”. “Per noi siete tutti liberi e uguali – scrive Bonifazi – Tu invece ti ritieni molto libero, di non pagare, e per niente uguale, a chi paga“. Per quanto riguarda lo sforamento del tetto “ne prendo atto non per far polemica politica ma semplicemente per sottolineare, da tesoriere, che hai tutte le potenzialità economiche per adempiere al tuo debito nei confronti del partito”. “Attendiamo fiduciosi – conclude Bonifazi – che dopo essere stato a lungo libero tu torni uguale agli altri tuoi compagni di partito che lasciando il Pd hanno mantenuto gli impegni e la parola data”.

8/1/2018 - 23:34

AUTORE:
Elettore prossimo

Pare di si perchè la strategia politica/politicante è la stessa.
Mezzo secolo all'opposizione ha "provato" tanta brava gente che magari il loro essere comunisti nei comuni e nelle cosiddette regioni rosse li appagava ma rimanevano sempre con l'astio verso quel mondo della "Libertas" in Italia che poi ha avuto il completo sopravvento dopo l'/89 in tutto il mondo.
Essere comunisti voleva dire sopratutto essere contro il governo nazionale.
Essere grillini ha voluto dire "essere contro i privilegi dei politici".
Fare politica per passione fu proposto dai Liberali; mica erano dei poveracci Loro e...
Andare in Parlamento con la paga di operaio specializzato fu una proposta approvata "anticamente" dai comunisti, poi quando questo tetto saltò, saltò la loro diversità e si è visto anche del passo indietro imposto nel numero dei consiglieri Regionali (n°65 per la Toscana "rossa").
Il resto è alla portata corrente di ognuno di noi? non lo so! sento di milioni di euro risparmiati(?) ma anche di 60 "lorolì" che non hanno rinunciato al tetto dei di 240.000 annui.
Il "grillismo" come l'Uomo Qualunque di Giannini, nacque nella profonda crisi Italiana e poi finì la crisi ed il qualunquismo ivi compreso.
La "rivoluzione" Berlusconiana è stata simile a quella grillina e renziana e cioè prendere così tanti voti in poco tempo ed il tutto è avvenuto dalla caduta dello "zoccolo duro" (non quello inteso da Achille Occhetto che dimostrò un suo passaggio scialbo) ma quello delle certezze assolute.
E' povero? ha sempre ragione.
E' ricco? è sicuramente ladro.
E' democristiano/comunista? è diverso a me.
....ora vien da ridere eh...ma gli anziani sono stati "menati" da quelle certezze.

Il pool di "mani Pulite" con Davigo, Di Pietro e poi Ingroia, osannati dal popolo...perchè Loro "sanno" (?).
Il Parlamento che il 4 marzo siamo tutti chiamati a rinnovare, spero sia rinnovato non come la parte preponderante odierna di magistrati-avvocati-giornalisti vecchi e nuovi ma con almeno n° 2 operai perchè, dispiace dirlo l'unico operaio eletto è purtroppo noto anche lui per essersi scottato profondamente alla ThyssenKrupp

nota dal web:
DON MILANI, GRASSO E LE TASSE UNIVERSITARIE
(ovvero, come superare l'eterno scontro tra Gianni e Pierino)

Domenica mattina. Interno giorno. Pietro Grasso esclama: "Aboliremo le tasse universitarie". Bene, bravo, bis!
Poi, la mente corre ai ragazzi di Barbiana e a Lettera ad una professoressa: "Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali". Eh sì, Presidente, è ingiusto. È ingiusto abolire le tasse anche ai redditi elevati.
Le confesso che sono rimasto interdetto. Lei si è detto contrario alla flat tax proposta dalla destra e l'ho sinceramente apprezzata proprio perché è "ingiusto far parti uguali fra disuguali". Lei era Presidente del Senato mentre il Partito Democratico proponeva e otteneva l'abolizione delle tasse universitarie ai redditi inferiori ai 13mila € e il tetto per i redditi fino a 30mila €.
Mi dirà: "Questa proposta sostiene il merito, è una cosa di sinistra". Mi permetta di non essere d'accordo: meritocrazia fa rima con democrazia. La ricetta non può essere abolire le tasse a tutti, ma permettere a tutti di partire dallo stesso livello. Che tu sia Gianni o Pierino, che tu sia figlio del contadino o del dottore, devi avere le stesse possibilità per tirare fuori il meglio di te. Questo è "di sinistra".

8/1/2018 - 20:07

AUTORE:
Cittadino 2

Mi stupisco di come si possa non vedere, o anche cercare di difendere, la lettera vergognosa di Bonifazi.
L'errore, perchè penso ad un errore e mi domando se il tale ha riflettuto, o ha sentito qualcuno prima si mandare il testo al giornale, tanto evidente è l'aggressione. Anzi, tanto più evidente quanto maggiori sono le frasi di scusa o le carinerie inserite.
Qui risiamo, cari compagni del PD, all'asino che volicchia!
Perchè non prendete una chiara posizione di condanna nei confronti di una castroneria così evidente e vi domandate anche se il tale individuo meriti la carica che detiene?
Ed è anche evidente che quello che avrebbe dovuto essere una vantaggio per il partito (la denigrazione pubblica di un avversario politico), in questa maniera si sta ritorcendo contro perchè gli incerti e i dubbiosi di sinistra , quelli insomma che hanno perduto la fede e si stanno interrogando, con questa squallida vicenda sono spinti a domandarsi del valore e della correttezza dei dei dirigenti e possono essere spinti a virare in altra direzione.

8/1/2018 - 19:58

AUTORE:
Uno de la barca

...ma evidentemente c'è bisogno di spiegarlo.
Bonifazi non avrebbe mai chiesto nulla a Grasso, così come non lo ha fatto per quattro anni e mezzo, se quest'ultimo non fosse uscito dal PD. Già questa è una conferma della correttezza della situazione.
È talmente palese, sembra facile da capire, ce la potete fare anche voi.

8/1/2018 - 19:51

AUTORE:
Ex elettore

Brutto episodio per il partito Democratico. Si può girare come vuole, si possono trovare mille motivi di contestazione ma il "nodo" del problema rimane: si è voluto denigrare un avversario politico con una lettera ad un giornale piena di stuccosa ipocrisia.
Se questa è la linea del PD mi dissocio completamente e vedo scenari cupi per il nostro paese.
Chi si prova a difendere Bonifazi diventa al pari colpevole, e forse non ha capito bene cosa sta succedendo.

8/1/2018 - 19:26

AUTORE:
Stefano Ceccanti

Caro Grasso, la sua lettera a Repubblica è stupefacente
Non è vero che il Presidente del Senato non finanzia un partito: non contribuisce a LeU?

E’ stupefacente, per almeno due profili, la lettera inviata oggi da Grasso alla Repubblica.
Anzitutto si firma a doppio titolo come Presidente del Senato e leader di LeU, ma sostiene nel contempo che il Presidente del Senato non può finanziare un partito.
Ora se si vogliono distinguere nettamente i due profili con tutta evidenza non si può fare il leader di un partito; è insostenibile ritenere ciò più compatibile che non un finanziamento. Sia quello al Pd sia quello a LeU, dato che non credo che il Presidente Grasso sarà esentato dal contribuire alla campagna elettorale del suo partito. Ci mancherebbe che dovessero pagare solo gli altri candidati e non lui che ne è il leader.
In secondo luogo quando ci si iscrive a un gruppo, che è nei casi migliori la proiezione di un partito, ci sono oneri e onori, tra cui il contributo da versare. Delle due l’una: o si ritiene che un Presidente di Assemblea nel momento in cui è eletto si debba iscrivere al Gruppo Misto per rimarcare l’indipendenza (ed è una tesi ben sostenibile) e in quel caso ovviamente sarebbe esente dal contributo, oppure, se invece resta iscritto al gruppo di origine, come ha scelto di fare Grasso fino a pochi giorni fa, non può che comportarsi come tutti gli iscritti a quel gruppo.

8/1/2018 - 8:59

AUTORE:
Uno de la barca

Immagino darete lo stesso rilievo con un articolo a parte, al pari della lettera di Bonifazi. Al link sotto c'è la risposta di Grasso.

http://www.ilpost.it/2018/01/08/piero-grasso-contributi-pd-bonifazi/

7/1/2018 - 13:37

AUTORE:
Elettore

I sondaggisti di sx danno il PD al 40%,I sondaggisti di dx danno il berlusca al 40%....italiani svegliatevi porca miseria..ancora 'un l'avete capito che L'ASINI E'UN VOLANO!!!!

6/1/2018 - 10:55

AUTORE:
Elettore di Centrosinistra

....invio qualche ripasso utile al barocciaio (coruna ere sola).

Caro Barrocciaio "il Patto del Nazareno" (coruna zeta sola).
Fu chiamato così e su Wikipedia c'è la spiegazione, la copio/incollo così ti è utile per la comprensione a te e altri che di solito ne parlate a sproposito.
Qui nel mondo libero, non succede come in Corea del Nord e a Cuba dove le leggi elettorali le scrivono le dinastie Kim o Castro.
Qui ci vuole una maggioranza ampia per scrivere una legge valida per tutti gli elettori e in Costituzione (con la C maiuscola e non minuscola come la trascrivi te), ci sono regole ben precise atte ad evitare che un solo partito anche del 51% possa da solo fare leggi per tutti.
Mateo Renzi si rivolse a tutti i partiti e movimenti l'Arco Costituzionale presenti in Parlamento e solo Silvio Berlusconi e forze minori presenti risposero (non certamente i quattro partiti che Ingroia portò con se fuori dal Parlamento) e a seguito del quale ora tu caro Barrocciaio sei in cerca continua fra i 32 (trentadue) forse (o forze) di sinistra che cercano a tentoni visibilità non rendendosi conto che fanno/fate il gioco preferito dal fratello di Paolo Berlusconi; quello di dividere ed imperare e D'Alema lo sa.
La rottura del Patto del Nazareno (sempre corua ere sola) è stata causata Massimo D'Alema che voleva fare un patto con Belusconi; tu dai i voti a me per fare il Presidente della Repubblica e poi io ti mondo di liberarti dai tuoi mali e ri/diventi Senatore e Cavaliere della Repubblica.
Solo che al tempo il segretario PD era Renzi e lui decise per Sergio Mattarella e non lo bruciò come fece Bersani con Marini e Prodi fatti fuori alla prima votazione.

Per essere eletti Presidente alla prima votazione ci vuole un accordo ampio come avvenne con il bis di Giorgio Napolitano e Renzi (purtroppo per i barrocciai) non è un pivellino e alla quarta votazione utile Mattarella fu eletto.
nota: Pertini che era Sandro Pertini, fu eletto Presidente della Repubblica alla sedicesima votazione.
.....................................................................

nota Wikipedia:
Dopo aver vinto le elezioni primarie del 2013, il neosegretario del Partito Democratico Matteo Renzi indicò come punti cardine della sua agenda politica una serie di riforme istituzionali, fra cui quelle inerenti al Senato e alla legge elettorale. Il 2 gennaio 2014, pubblicò poi sul suo sito web personale una lettera aperta alle principali forze politiche italiane in cui proponeva tre diversi modelli di riforma del sistema elettorale su cui trovare un accordo per la modifica del cosiddetto Porcellum, dichiarato parzialmente incostituzionale dalla Consulta.
Lo stesso giorno Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, dichiarò di essere favorevole alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali con il PD.
.....................................................................

Gli attuali "luberi ed uguali come li chiami te", dopo aver votato in parlamento le riforme poi sono andati dietro al Sansone della politica Italiana che sta attuando il "muoia Sansone con tutti i Filistei" alleandosi anche con l'estrema destra per bocciare le Riforme richieste da tutti per 30 anni e finalmente approvate in Parlamento. ma principalmente per far fuori l'ennesimo segretario del "suo" partito che non fosse Lui; vedi Occhetto, Veltroni...
Ma si tratta di attendere un momentino e come dice la 'anzona: Uno scoglio non può fermare il mare.
Gli ultimi sondaggi dicono: la 5s al 10/15% e i delusi dal comico si riversano su Lega (senza Nord) al 20%, FI al 10/12%, il PD al 38/40% ed il resto? mancia.
Auguri e un luminoso saluto.

6/1/2018 - 8:52

AUTORE:
Barocciaio

È inutile che vi rimpiattate e vi dividete tornerete insieme di sicuro. Vi ricordo che avete votato tutte le leggi contro operai e pensionati insieme al PD . Ed ora volete rimediare . Ma la legge Fornero, jobact la mala scuola e tagli alla sanita.Avete usato il canguro per la prima volta nella nostra storia volevate cambiare la costituzione sono frutto del PD . E il patto del Nazzareno . Ma davvero pensate che siamo grulli! Potere al Popolo è la vera sinistra .

3/1/2018 - 13:47

AUTORE:
Lettore della VdS (anche) da Trento

Redditi dei politici, Pietro Grasso, Laura Boldrini, Matteo Renzi, Maria Elena Boschi: ecco quanto dichiarano al Fisco

(nb, è del 2015 e la legislatura è cominciata nel 2013)

06/03/2015 13:37
L'Huffington Post

Stipendi, ville, camper, azioni, appartamenti al mare o in montagna. È quanto emerge dalle dichiarazione dei redditi dei politici consultabili online sul sito Parlamento.it. Da Angelino Alfano a Beppe Grillo, dal premier Renzi a Maria Elena Boschi, per finire con i presidenti delle due aule del Parlamento, ecco quanto guadagnano i nostri politici. Per il premier Matteo Renzi la dichiarazione riporta un reddito imponibile pari a 98.961 euro Il presidente del Consiglio risulta inoltre comproprietario di due villini, uno a Pontassieve e l'altro nel comune di origine, Rignano, in provincia di Firenze. E' inoltre comproprietario di un terreno, coltivato ad olivi, nello stesso comune di Rignano, e di un box nell'abitazione di Pontassieve.

I redditi dei politici
Il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel 2014 ha dichiarato un reddito imponibile di 316.018 euro, mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini, un imponibile pari a 115.338. Entrambi hanno dichiarato che non ci sono state variazioni rispetto alle dichiarazioni precedenti. Il ministro per la Semplificazione e Pubblica amministrazione Madia ha dichiarato nel 2014, per quanto riguarda i redditi riferiti al 2013, un imponibile di 98.471 Euro. Mentre il ministro Boschi il reddito imponibile è di 94.488. Il ministro delle Riforme risulta essere inoltre titolare di 1.557 azioni di Banca Etruria, per un valore complessivo 1.100. Ancora: Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ha dichiarato nel 2014, per quanto riguarda i redditi riferiti al 2013, un imponibile di 97.978 Euro.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha dichiarato nel 2014, per quanto riguarda i redditi riferiti al 2013, un imponibile di 189.504 Euro. Dichiara poi di possedere due fabbricati (abitazione principale e box) e due terreni a Mordano, in provincia di Bologna. Inoltre, di essere proprietario anche di un'auto (Peugeot 207), un camper (Trigano Vdl Fd1) e una roulotte (Adria 440 st). Il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, secondo i redditi consultabili del 2013, è il ministro più ricco della squadra di Matteo Renzi con un retribuzione annua di 216mila euro, ai quali vanno aggiunti poco più di 53mila euro dichiarati. Sulle stesse cifre, viaggia anche il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, con un reddito pari a 278.588 euro. All'estremità opposta, invece i ministri Maria Elena Boschi e Marianna Madia, che hanno dichiarato, rispettivamente, 94.488 euro e 94.471.

Beppe Grillo ha invece dichiarato un reddito imponibile di 147.531 euro. La sua situazione patrimoniale, che non è deputato nè senatore, è consultabile come già l'anno scorso sotto la voce di tesorieri e dirigenti di partito. Nella dichiarazione di Grillo, così come in quella dell'anno precedente, compaiono la villa di Marina di Bibbona con box e terreno pertinenziale; un appartamento a Rimini con box; un box a Valtournenche (in Val d'Aosta); un appartamento a Megeve, in Francia, con due posti auto; e uno anche Lugano con posto auto e cantina.

Grillo dichiara poi una Mercedes classe A del 2002 e un Suzuki Burgman del 2001. Sul fronte delle partecipazioni nelle società, il leader M5S dice di avere 10 azioni della Banca Popolare Etica; una quota del 98% della Bellavista, società di Genova; e un'altra quota (del 99%) della Gestimar S.r.l, società a responsabilità limitata sempre di Genova.

Dove è la denigrazione?

3/1/2018 - 13:28

AUTORE:
Uno de la barca

Cominciata la campagna denigratoria contro Grasso anche sulla voce del serchio? Spero di no ed allora spero anche che si dica che Grasso e Boldrini si sono dimezzati gli stipendi appena eletti presidenti, da 18.000 euro a 9.000 al mese per cinque anni. Quindi spero che si dica sulla voce che, grazie solo a loro due, c'è oltre un milione di euro in più nelle casse statali.

3/1/2018 - 11:30

AUTORE:
Elettore di sinistra centro

Liberi di curarsi i propri affari ed uguale a Lui che la sua percipienza è di 1000 euro al giorno (anche nei festivi) parecchi Italiani non lo saranno mai.
Aridatece Berlusconi, almeno Lui è sincero: non lo faccio per voi ma per me e family.

...poi tutti zitti?
Cisl, Raffaele Bonanni un segretario sindacale da 336mila euro l’anno? sarà vero oppure no, ma almeno facendo i conti su 365 giorni l'anno a 1000 euro al giorno Lui non c'arriva e questo rincuora assai.

3/1/2018 - 10:44

AUTORE:
Cittadino 2

"E' cosa spiacevole dover insistere" "scriverti mi resta davvero difficile"

Indipendentemente dalla vicenda Grasso, che non conosco, è questa enorme ipocrisia che mi spinge a scrivere. Parole melliflue che dovrebbero nascondere (ma il redattore non l'ha colto) la denigrazione di un avversario politico tramite una sua possibile mancanza.
Un'altra nota negativa per il PD, sempre più lontano dal cuore di tanti italiani di sinistra.