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 Alcuni mesi fa, durante una assemblea dell'associazione La Voce del Serchio, fu proposta l'idea, da parte di alcuni soci cicloamatori, di fare qualcosa per la pista ciclabile Puccini, cercando di sollevarla dalle condizioni di oblio e degrado in cui versa attualmente, dopo esser stata molto decantata e utilizzata per varie inaugurazioni in tempi propizi. L'origine del progetto....

Il Diario di Trilussa
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I 10 anni della Voce
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Dileggiare è anche raccontare gli eventi in modo distorto .....
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Esperienze di viaggio
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Agrifiera di Pontasserchio, 22 aprile
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LUNA DI SANGUE
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San Giuliano, 29giugno-1 luglio
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Tirrenia, 24 giugno ore 6.30
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Pisa
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Pisa, 30 giugno
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Concerto del Maestro Signorini
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  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


  • GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE

      Una domenica un poco strana il 25


    Anche per quest’anno la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE, evento che il G.U.T. (Gruppourturatoscana) porta in giro nella zona pisana, ed oltre, sarà ospite dell’ASBUC di Migliarino 


COME UN SASSO NEL FIUME


Resto in silenzio ad aspettare te,
a contemplare il tuo tenero viso,
i tuoi occhi candidi, dolcissimi,
semplici che .....
A Migliarino Pisano Viale dei Pini lato Salviati affittasi appartamento arredato di 90 mq. sviluppato su unico piano composto da Ingresso indipendente .....
Libri
Le emozioni letterarie di Lily

23/5/2018 - 10:24


Ci sono i posti del cuore, quelli che ogni tanto riaffiorano da una finestra aperta che lascia intravedere un boemia d‘epoca o da una piastrellatura di azulejos in un locale dei bastioni cagliaritani. Sono zaffate di nostalgia per cui il tempo non vale. Mio marito la prova per Praga io per Lisbona. Sono città completamente diverse, magica ed aristocratica la prima, piena di “saudade”, l‘unico aggettivo che la definisce, la seconda.

Si riassumono in luoghi.

Le scale di ferro intarsiate e rovinate della casa in Obkino Dvora, ospiti di Jan, scese a corsa per andare alla Slatausa o al caffè Slavia. Gli omaggi flambé del Pelikano e la pergola del ristorantino in Malastrana. Cambiando prospettiva il panorama che si allunga fino al Tago visto dal Miradouro di Santa Luzia, con la discesa acciottolata che arriva a Plaza Do Comercio. L‘attico abbandonato ai piccioni del Rossio. La casa do “cha”.

A turno pensiamo che un giorno ci vivremo nelle nostre città.

Chissà…I libri…vi ho già parlato di “Ovunque io sia“ di Romana Petri. Lisbona è nei personaggi, nel loro vivere quotidiano, passando dalla Mouraria fino ad Alfama. Praga non “è“, come pensava mio marito, “Nell’insostenibile leggerezza dell’ essere” di Milan Kundera. O meglio non è preminente la sua bellezza esteriore. E’ un libro filosofico e politico. La città passa in secondo piano. Tomas e Tereza vi fanno ruotare la loro anima insieme ad un “esistere” complicato e difficile. C’è la  dolorosa e spaesata vita di Tereza, incapace di ricongiungere anima e corpo, di definire se’ stessa al di fuori di Tomas. C’è Tomas e il suo compulsivo bisogno di sesso, nonostante e malgrado il dolore che provoca a Tereza. L‘amore della sua vita. Infine Sabina completa un complicato sistema emotivo. Il suo rapporto con Tomas arriva fino a Tereza. Lui appartiene ad ambedue. In modo diverso. Pesantezza e leggerezza. La vita di tutti vi si dibatte senza possibilità di effettiva scelta. Questa la parte filosofica che si intreccia con la parte “politica”.

La “primavera“ di Praga, i suoi intellettuali, Jan Prochazka, Dubcek. Le ragazze in minigonna contro i carrarmati russi, incattivite dopo la sconfitta, che a Tereza sembra impugnino i loro ombrelli astiose contro il mondo. La fine di un tempo, l‘abbruttimento. Tutti gli intellettuali, i professori, gli scrittori oppositori del nuovo regime e ambasciatori della speranza , ridotti a lavori diversi dal loro, umilianti non perché manuali ma perché imposti come punizione alla loro ribellione. Soffocare la bellezza, la creatività, il pensiero. Praga non poteva che diventare brutta, senza la luce e l‘incanto che abbiamo conosciuto noi.

Era l‘ 89. La libertà alle porte si respirava nell’aria.

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