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Con l’introduzione dei mini bond, comincia a chiarirsi la strategia economica della lega per il futuro del paese.
L’Idea è quella di liquidare i crediti di imposta con titoli di credito, senza scadenza e interessi, invece che in valuta reale, cioè appioppare ai creditori, carta straccia, al posto del dovuto, in pratica trasferendo il debito dallo stato ai privati...

Migliarino
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Arpat Toscana
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Pubblica Assistenza Migliarino
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Le ragazze della squadra azzurra, ai mondiali in Francia, .....
Nel disegno dell'architetto Donati commissionato dalla .....
Sulla pista ciclabile aggiungo che finisce nel nulla, .....
Pisa, 21 giugno
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San Giuliano Terme, 30 giugno
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Prossima gita in bici della Fiab
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Libero Culto
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ARCI Migliarino- 15 giugno
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Convocazione Assemblea Soci

    Ilo Circolo comunica che l' Assemblea ordinaria viene indetta in prima convocazione il 6 giugno ore 21,30, in seconda convocazioneil giorno 7 giugno alle ore 21,00 presso il Circolo Arci, via Mazzini 35.

    1) Relazione del Presidente

    2) Rendiconto annuale 2018

    Tutti i Soci sono invitati a partecipare.


  • Circolo ARCI Migliarino

      Partite Pisa A.C.

    Si avvertono i Soci che il Circolo trasmetterà in chiaro tutte le  partite dell'Associazione Calcio Pisa, sia in casa che in trasferta. Prossima partita Piacenza-Pisa domenica 30 settembre. 


  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


Il c.t. Bertolini: "Difesa top"
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Val di Serchio
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«Come fa a essere italiana?»
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Trofeo di S. Ubaldo di Petanque
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
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DISPONIBILITA' FULL TIME
di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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Scomparsa
Claudio Lolli

20/8/2018 - 15:52


Claudio Lolli si è spento ieri a 68 anni dopo una lunga malattia. Cantautore, ma anche scrittore, poeta e professore al liceo, Lolli – bolognese affezionatissimo alla sua città – è stato la voce di una generazione, uno degli artisti più impegnati del panorama musicale italiano. Veniva spesso definito il “cantore del Movimento del 1977”, ma era una definizione che non gli piaceva.


Nella sua carriera durata oltre trent’anni ha prodotto una ventina di album, affrontando i temi più svariati: politica, cultura, società. Il primo disco, Aspettando Godot, è del 1972 e dimostrò come in quel momento le etichette volessero scommettere su artisti di protesta. Ma probabilmente è Ho visto anche degli zingari felici (1976) il suo capolavoro, dove trattava questioni attualissime come il terrorismo, l’emarginazione e il femminismo.


Dopo anni di assenza dalle scene, nel 2017 Lolli ha vinto la Targa Tenco per il “Miglior album dell’anno” con il suo ultimo lavoro, Il grande freddo, nato grazie a un crowdfunding sul web.
 
"Ho visto anche degli zingari felici"

 
Per chi non ha vissuto quegli anni, un brano che è un ottimo esempio della miscela di morte vita elaborazione distruzione sogni incubi speranze realtà e tutto quello che è circolato nelle coscienze e nelle piazze in quel tempo sempre più lontano.

 

La canzone che darà il titolo al disco nasce nel giugno del 1975, come lunga ballata (nell'LP sarà per questo divisa in due parti) che descrive quello che è il mondo giovanile alternativo di quegli anni, usando la metafora degli zingari felici.

 

Nasce come conseguenza e tentativo di adeguamento e rinnovamento espressivo nei confronti della più dinamica situazione politica che, secondo gli autori, richiede nuovi e più avanzati livelli di intervento anche in campo di elaborazione culturale. 


È vero che dalle finestre non riusciamo a vedere la luce perché la notte vince sempre sul giorno e la notte sangue non ne produce, è vero che la nostra aria diventa sempre più ragazzina e si fa correre dietro lungo le strade senza uscita, è vero che non riusciamo a parlare e che parliamo sempre troppo.

 

È vero che sputiamo per terra quando vediamo passare un gobbo, un tredici o un ubriaco o quando non vogliamo incrinare il meraviglioso equilibrio di un'obesità senza fine, di una felicità senza peso.

 

È vero che non vogliamo pagare la colpa di non avere colpe e che preferiamo morire piuttosto che abbassare la faccia, è vero cerchiamo l'amore sempre nelle braccia sbagliate. È vero che non vogliamo cambiare il nostro inverno in estate, è vero che i poeti ci fanno paura perché i poeti accarezzano troppo le gobbe, amano l'odore delle armi e odiano la fine della giornata.

 

Perché i poeti aprono sempre la loro finestra anche se noi diciamo che è una finestra sbagliata. È vero che non ci capiamo, che non parliamo mai in due la stessa lingua, e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero che abbiamo tanto da fare e non facciamo mai niente.

 

È vero che spesso la strada ci sembra un inferno e una voce in cui non riusciamo a stare insieme, dove non riconosciamo mai i nostri fratelli, è vero che beviamo il sangue dei nostri padri, che odiamo tutte le nostre donne e tutti i nostri amici.

 

Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra, ho visto anche degli zingari felici in Piazza Maggiore ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

 

Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra, ho visto anche degli zingari felici in Piazza Maggiore ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra. 

 

Siamo noi a far ricca la terra noi che sopportiamo la malattia del sonno e la malaria noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano, noi piantiamo il mais su tutto l'altopiano. Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane, le nostre braccia arrivano ogni giorno più lontane. Da noi vengono i tesori alla terra carpiti, con che poi tutti gli altri restano favoriti. E siamo noi a far bella la luna con la nostra vita coperta di stracci e di sassi di vetro.

 

Quella vita che gli altri ci respingono indietro come un insulto, come un ragno nella stanza. Ma riprendiamola un mano, riprendiamola intera, riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l'abbondanza.

 

È vero che non ci capiamo che non parliamo mai in due la stessa lingua, e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero che abbiamo tanto da fare e che non facciamo mai niente.

 

È vero che spesso la strada ci sembra un inferno o una voce in cui non riusciamo a stare insieme, dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.È vero che beviamo il sangue dei nostri padri, che odiamo tutte le nostre donne e tutti i nostri amici.

 

Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra. Ho visto anche degli zingari felici in Piazza Maggiore ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

 

Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra. Ho visto anche degli zingari felici in Piazza Maggiore ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

 

FOTO

1) Piazza Maggiore 28 marzo 1976

2) Parco Lambro (Milano), 1976


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