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Guardati allo specchio! Il volto che vedi riflesso è il risultato di milioni di anni di evoluzione e riflette le caratteristiche più distintive, che utilizziamo per identificarci e riconoscerci.  E' il risultato che si è plasmato secondo i nostri bisogni, legati al mangiare, al respirare, alla vista, alla comunicazione.  Ma come si è evoluto nei millenni il volto che abbiamo, per arrivare a mostrarsi com' è oggi?

Conad City e Pubblica Assistenza di Migliarino
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Arpat Toscana
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Migliarino
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Per chi non lo sapesse, da martedi il comune comincerà .....
Francesco T è Primo? ed Ultimo sono io!
Si perchè .....
Caro lettore, ho fatto anc'io quello che mi consiglia, .....
Caro Francesco T, lettore e scrittore del Forumm VdS. .....
Vecchiano, 26 aprile
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Per una Pasquetta partigiana
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CAMPIONI D’ITALIA!!! #W8NDERFUL!!!
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Le squadre di Val di Serchio
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Sogno San Giuliano:
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Le squadre di Val di Serchio
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Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza .....
. . . . . . . . . . . . . . un fatto accaduto quando andavo ancora alle elementari e che ricordo ancora molto bene. . . . . . Ebbene nell'ultimo banco .....
di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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Parco Regionale MSRM
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Pisa Book Festival, 9 novembre
Il romanzo collettivo Malaspina

5/11/2018 - 16:34

Il romanzo collettivo Malaspina sarà presentato 
venerdì 9 novembre alle 15 nella sala Fermi al Pisa Book festival, Palacongressi, via Matteotti 1 a Pisa.

Interverranno, oltre ai curatori Michele Bulzomì e Antonia Casini, il direttori del carcere Francesco Ruello, Fabio Prestopino, alcuni detenuti scrittori e l'assessore alla Politiche Sociali di Palazzo Gambacorti Gianna Gambaccini. 

Malaspina parla di carcere.

Di vita in gabbia; di amori dietro le sbarre.

Quello verso la famiglia che si lascia fuori; quello nei confronti del partner; ma soprattutto di amore per se stessi dopo aver fatto un errore (a volte più di uno) riconosciuto e punito dalla società.

Da dove ripartire?

Se lo chiedono i protagonisti che raccontano spesso in prima persona e che a volte sono parte della trama.

Un romanzo scritto a dieci mani: otto detenuti, guidati da due insegnanti, si sono cimentati in un giallo tutto pisano con un forte sentimento di identità.

Anche se, quando si è reclusi, si è sospesi.

Difficile sentirsi parte di una città.

"Malaspina", titolo dai molti risvolti (ma la spina? o maledetta spina ma anche un richiamo a uno dei più famosi cognomi di famiglie italiane storiche e intricate) è il terzo libro realizzato durante il corso di scrittura tenuto da quattro anni all'interno della casa circondariale Don Bosco da Mds, che ha pubblicato il volume, e da Michele Bulzomì e Antonia Casini. 


"In tutto questo tempo, abbiamo ascoltato tante storie, ci siamo commossi e arrabbiati.

Alcuni dei nostri studenti hanno trovato la morte, qualcuno (per fortuna pochi, è tornato a delinquere) e c'è stato anche chi ha abbandonato tutto, anche le conquiste fatte, approfittando della libertà appena conquistata.

Ma molti lottano per riacquistare un posto nel mondo.

E anche se uno solo ci riesce per noi è un piccolo miracolo", commentano i due giornalisti.

 

"Il più delle volte ci ritroviamo, dopo il lavoro, a dover scaldare una pentola per poterci togliere da dosso quella puzza di fatica e di stanchezza che ogni sera ci portiamo dietro.

Un tegame pieno d’acqua, intiepidito su un fornello comprato nel magazzino a nostra disposizione: le docce non funzionano e spesso sono talmente gelate da toglierci il fiato", uno dei passaggi del brano di Andrea. Due le introduzioni: dell'ex direttore del carcere pisano Fabio Prestopino (ora a Sollicciano) e dell'attuale, Francesco Ruello. 

La trama: tutto ha inizio da un articolo di giornale in cui si parla di una sparizione nella chiesa della Spina, sul lungarno. Un mistero che coinvolge e unisce chi è dentro (a volte non per molto) a chi è fuori (non per sempre).

Malaspina (che ha i patrocini di Comune, Camera penale e consiglio dell'ordine degli avvocati di Pisa) sarà presentato venerdì 9 novembre alle 15 nella sala Fermi al Pisa Book festival, Palacongressi, via Matteotti 1 a Pisa.

Interverranno, oltre ai curatori Bulzomì e Casini, alcuni detenuti scrittori e l'assessore alla Politiche Sociali di Palazzo Gambacorti Gianna Gambaccini. I diritti d'autore saranno devoluti a progetti di reinserimento dei detenuti nella società.























 



 

    
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