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di Andrea Viola
POLITICA / Pd, diciamoci la verità: Roberto Giachetti ieri è stato un grande

4/2/2019 - 13:48

POLITICA / Pd, diciamoci la verità: Roberto Giachetti ieri è stato un grande

Ieri ho partecipato alla Convenzione nazionale del Partito democratico. Nessuna realtà virtuale ma tutto vero, una sala piena di migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Molti giovani e molto entusiasmo. Per fare cosa? Certificare l’esito delle convenzioni dei vari circoli Pd. Nessun click virtuale controllato da Casaleggio e associati. Persone e idee che si confrontano veramente.
Gli iscritti al Partito erano chiamati al voto per scegliere il proprio Segretario nazionale fra sei contendenti. Hanno votato in circa 190mila persone. Per le regole del Pd, solo i primi tre classificati andranno alle Primarie aperte del 3 marzo. Questi i risultati nell’ordine: Zingaretti, Martina e Giachetti.

I tre Candidati hanno presentato le loro mozioni e le proprie idee di Partito.
Diciamo la verità, quello che più di tutti ieri ha suscitato forti emozioni e liberi applausi è stato Roberto Giachetti. Una carica di energia fantastica.

Pd, Giachetti: “Alleanza con LeU? No, ci ha distrutto per 5 anni. D’Alema brindava con Speranza per vittoria No referendum”

La candidatura di Giachetti in coppia con Anna Ascani è la grande novità del Pd. Le parole di ieri sono state di una chiarezza travolgente e sentirle fanno bene al cuore e all’anima di chi crede ancora in una buona Politica. Frasi e concetti netti e senza tentennamenti, una visione lucida e coerente.

Durante il Congresso ci si deve confrontare e segnare le proprie differenze, la vera unità arriva dopo. Da questi concetti basilari è partito il discorso di Giachetti. Non come è accaduto negli ultimi anni, dove Renzi vinceva le Primarie con il 70% dei voti e dal giorno stesso iniziava lo stillicidio non degli avversari esterni ma di quelli del suo stesso Partito. Come dargli torto? Una pagina politica che rimarrà nella storia. Aver sabotato in tutti i modi il proprio leader politico per soli fini personali e vigliacchi. E su questi argomenti la consequenziale coerenza della mozione Giachetti-Ascani.
Niente alleanze con i 5Stelle e la Lega. Linea politica da rimarcare viste le aperture costanti di Zingaretti e dei suoi sostenitori. Infatti, Michele Emiliano, grande sostenitore di una alleanza Pd-5Stelle, appoggia Zingaretti in Puglia. E come se non bastasse ieri anche Boccia (sconfitto alle convenzioni dei circoli) ha annunciato il suo sostegno a Zingaretti.

 Insomma, fondamentali differenze che per le future sorti del Pd devono emergere. Chi voterà Zingaretti favorirà una possibile alleanza con i 5Stelle, chi voterà Giachetti no. E di certo chi voterà Bobo Giachetti non si ritroverà i traditori D’Alema e Bersaninuovamente dentro il Partito democratico, cosa che potrebbe accadere se Zingaretti dovesse vincere le primarie. Anche su questo aspetto le argomentazioni di Giachetti sono state osannate da applausi.
Quello che sta emergendo in questi giorni, anche sui social, è la forza dirompente e virale che sta portando avanti il ticket politico Giachetti-Ascani. Il segreto sta proprio nella vicinanza fra la base libera del Pd e le idee che la mozione porta avanti. E il dato è ancora più forte se si tiene conto che la quasi totalità di parlamentari appoggiano le altre due mozioni, segno che gli elettori liberi del Pd sono stanchi di vecchi giochi aritmetici verticistici. Vogliono coerenza e coraggio, tutti aspetti che man mano stanno emergendo con forza.

Nessuna paura di ricordare il lavoro svolto negli anni dai Governi Renzi e Gentiloni, nessun dramma apocalittico come lo ha descritto ieri Zingaretti, che in molti tratti del suo intervento ricordava la flemma e la deprimente retorica di Bersani e della Ditta.

 
Il 3 marzo invece potrebbe accadere qualcosa di straordinario. Una vittoria della gente libera del Pd. Una vittoria dell’orgoglio. Una vittoria della coerenza.




Fonte: Il FattoQuotidiano.it / BLOG di Andrea Viola
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5/2/2019 - 10:24

AUTORE:
Bruno Baglini, elettore ed iscritto PD

...è chiaramente di parte ma questa mattina ha colto in pieno nel segno chiamando re travicello chi ha condotto il Partito Democratico dopo la scissione e conseguente risultato elettorale della sinistra che era parte preponderante del governo di scopo Renzi-Alfano.

Martina ha dimostrato di non saper togliere un ragno dal buco neppure con il suo intervento alla convenzione democratica di Roma.
Cosa vuol dire il richiamo all'unità del suo partito nella fase congressuale dove si son accettati sei concorrenti alla carica di segretario nazionale?

L'unità va ricercata subito dopo il confronto elettorale primario e non prima altrimenti bisognava convergere su un solo nominativo come ai tempi di Berlinguer.
Io parteggiavo per la corrente migliorista di Giorgio Amendola Giorgio Napolitano ed altri, ma il mio indiscutibile segretario era Enrico Berlinguer anche se vinceva i congressi con poco più del 50% e non facevo/facevamo guerre intestine come han fatto i perdenti: Mussi, Bindi, Civati, Cuperlo, Orlando, Emiliano, e gli ultimi ex segretari del mio partito: D'Alema, Epifani, Bersani.

Il 4 marzo è vicino e purtroppo troppo vicino dal mio ed altri punti di vista alle elezioni Europee che riguardano tutta la nazione Italia.
Il congresso del partito che era al governo andava fatto la settimana dopo il 4 marzo e non dare nelle mani il partito a chi era in tandem con il segretario che ha perso le elezioni ma non la testa come chi voleva, dopo aver perso, ritornare al governo con un primier odiato fino al giorno prima (Luigi Di Maio).

Ora con un segretario orgoglioso dei risultati sociali ed economici del passato governo e con la proposta Calenda si può aspirare tranquillamente al 40% e non al 3% di una "grande" LeU zingarettiana o....scendiletto sotto la ditta del figliolo del collega di Grillo Giuseppe.
La Casaleggio Associati con Rocco Casalino portavoce del PdC.

All'attenzione del sig. Giancarlo: non si è mai visto un giornale che sostiene due linee.
Arlecchino servo di due padroni? li, nella novella si può fare.

Sosteniamo Maduro maanche no?

Sosteniamo le riforme finalmente approvate dal governo e lungamente attese fin dalle riforme provate dalle commissioni bicamerali Bozzi-Jotti-D'Alema?

La riforma Napolitano - Maria Elena Boschi, nel nostro piccolo era da sostenere anche alla prova referendaria o sostenere Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema, Matteo Salvini, la Presidente Chiavacci dell'ARCI e l'ANPI Carlo Smuraglia e Susanna Camusso della CGIL schierati assieme a Casa Paund o....no!

Poi ancora: la democrazia è fatta di numeri da rispettare, altrimenti o è Anarchia o dispotismo dittatoriale e non rispettare un capo di partito eletto non con dei clik manovrabili da una ditta, ma con la partecipazione ai seggi di 2 milioni di persone che dettero il loro voto al 70% a chi fu poi confermato dai 1200 membri del direttivo nazionale e..per ben due volte e...tutto il tramestio dal 4 marzo ad ora è stato fatto dai padroncini della "ditta" perchè non c'era due senza tre e...cercare di spingere fuori dal partito la maggioranza per poi appropriarsi dei 600 milioni di euro dei beni - Case del Popolo-Fondazioni-sedie dei 4 milioni di euro del 2x1.000 che ogni anno noi simpatizzanti versiamo alle casse del PD, facevano gola....vai via, vai via di casa tua, vai vai...eghiamine!

e....Zagerebereberbeschi? e.... Vincino? e...Rita Pavone?...Celentano et Albano? sentiamoli ora!
Cosi si da un colpo a Cecco ed uno alla botte o ...viceversa.
bona.

5/2/2019 - 9:46

AUTORE:
Giancarlo

Ho letto anch'io per curiosità l'articolo di tal Viola sul Fatto quotidiano e mi sono meravigliato. Allora ho dato un'occhiata anche ai 267 commenti che avevoano suscitato rinfrancandomi un po'. Andrebbero letti non solo da chi non si riconosce nell'articolo, francamente di parte, ma anche da chi scegli gli articoli da pubblicare. Sono l'esatto sintesi del problema del PD: due linee contrapposte e offensive l'una con l'altra. Bisognerebbe provare a superare questa grave contrapposizione che purtroppo anche questo onesto giornale online tende invece a fomentare.

4/2/2019 - 22:29

AUTORE:
Pino Vincenzo e Mauro Turri

Non fate conoscere a Repubblica, Zingaretti e meno che mai a Martina questi dati.
Devono essere molto avviliti a Repubblica se scrivono pezzi molto tranchant sulla convenzione del Pd che è stata una bella manifestazione seguitissima anche sui social e sugli stessi giornali.
Magari si saranno accorti che il video del giornale piuttosto che lanciare la volata al loro idolo Zingaretti, si è rivelato un successo per Giachetti, il piu’ seguito e disonore dei disonori anche Martina lo ha sopravanzato e non di poco.
Insomma sembra che Repubblica punti molte volte sul cavallo sbagliato, e questo ci può stare ma che gli stessi suoi lettori lo confermino, avrà fatto andare sicuramente in bestia Giannini cui viene l’orticaria appena sente parlare di Renzi. E ora Giachetti nella classifica dei piu’ seguiti nel video alla convenzione fatto dal suo giornale.
Lo Zinga perde anche su Facebook, dove sfiora le 80mila visualizzazioni (pari quasi al suo dato elettorale nei circoli), ma viene sopravanzato dalle 106 mila visualizzazioni, cui ha fatto di supporto la partner Anna Ascani che un certo seguito sui social ce l’ha, com’è possibile vedere in tabella.
Che destino essere candidato da solo mentre per un anno ha recitato il mantra dell’uomo solo al comando per Renzi, mentre invece i renziani offrono la prova della loro capacità di coesistenza arricchita per di piu’ una presenza di genere, su cui il Nicola è molto bravo a prospettarla ma poco realizzata se il suo alter ego è Smeriglio che peraltro deve cercare di nascondere sempre perchè ne svela il disegno.
Ed anche su you tube Zinga vede i tubi di scappamento dei turbo renziani, per finire a Twitter dove il confronto è impietoso (26 a 1 la proporzione).
Lui che a ogni piè sospinto imbuca video con scarso seguito e che auspica la funzione dei social, che però non lo considerano neanche da lontano.
Insomma in questa tornata ci ha rimesso coi giornali, con la questione femminile, con l’innovazione tencologica.
Per non parlare in questo ultimo campo di Martina che snobba i social coi risultati che è possibile vedere, specie su you tube e twitter. Ha deciso di darsi alla clandestinità?
E questo sarebbe il nuovo che avanza? Gli epigoni di Obama?
Diano, i due, un occhiata alle tabelle sopra e troveranno il successo di Giachetti nelle migliaia di condivisioni che i suoi seguaci hanno realizzato moltiplicandone lo spettro di visibilità ed impegnando centinaia di attivisti in uno sforzo corale e convergente che ha moltiplicato per sei il seguito di attenzione rispetto ai voti avuti nei circoli. (da ventimila a 136mila e 500).
Fossi in Zinga mi preoccuperei e molto. Questi dati dimostrano (e lo ha detto la Ghisleri oggi a Rai News in un dibattito con Giachetti) che i renziani sono sempre il 70% del popolo democratico e che se decidono di votare per le primarie non ce n’è per nessuno.
E che sui social nel Pd non temono confronti. Se si pensa al milione e centomila seguaci della pagina di Renzi confrontata coi 235mila di quella di Zinga. O alle centinaia di gruppi renziani che stanno sul web
E i segnali cominciano a vedersi. Giachetti ne ha risvegliato l’ardore. Bravo Roberto.

4/2/2019 - 20:32

AUTORE:
Lettore

Sembra di no. Tempo fa la VdS era accusata di essere l'organo dei rappresentanti PD eletti in Parlamento.
Invece "pare" che il 98% dei deputati PD non appoggi la corsa dei due deputati Giachetti/Ascani che si son presentati per la segreteria nazionale del loro partito all'ultimo momento per salvare il loro partito dalla desertificazione partecipativa al voto delle primarie che son state indette sei mesi dopo la richiesta fatta proprio da Giachetti di un congresso del suo partito.
Se poi casualmente, ma non troppo il quattro di marzo ca, dovesse essere eletto dagli elettori PD, Roberto Giachetti seg. nazionale del Partito Democratico non avverrebbe niente di straordinario; è in corsa con altri due concorrenti, tre li ha già superati e...ne rimangono due con meno forza comunicativa di Corallo.

nb, Maradona era piccoletto ma.....

4/2/2019 - 19:14

AUTORE:
NON RENZIANO

ma è solo un'impressione "la voce" del serchio" nella sua equidistanza dai vari partiti e liste non fa mica il tifo per Giachetti?
Tutti gli articoli pubblicati parlano in modo visceralmente bene di questo nuovo leader politico del PD.
Non sembra proprio un trascinatore di folle, ma chi si accontenta gode.

4/2/2019 - 14:37

AUTORE:
Alvaro

Una cosa è certa: i renziani non accettano di essere stati esclusi, sconfitti, ghettizzati dagli elettori del PD.
Terzi con un miserevole 11,13% lontani anni luce da Zingaretti e Martina hanno l'ardire di ipotizzare la vittoria di Giachetti.
Ma quanto dovranno pagare i renziani per portare ai gazebo persone comprate per votare Giachetti?
Renzi non trova alquanto penoso questo tentativo di riportarlo in auge quando ormai nessuno lo vuole?
Forza buo passa' le cee !!!