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Guardati allo specchio! Il volto che vedi riflesso è il risultato di milioni di anni di evoluzione e riflette le caratteristiche più distintive, che utilizziamo per identificarci e riconoscerci.  E' il risultato che si è plasmato secondo i nostri bisogni, legati al mangiare, al respirare, alla vista, alla comunicazione.  Ma come si è evoluto nei millenni il volto che abbiamo, per arrivare a mostrarsi com' è oggi?

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Conad City e Pubblica Assistenza di Migliarino
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Per chi non lo sapesse, da martedi il comune comincerà .....
Francesco T è Primo? ed Ultimo sono io!
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Caro lettore, ho fatto anc'io quello che mi consiglia, .....
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Le squadre di Val di Serchio
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Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza .....
. . . . . . . . . . . . . . un fatto accaduto quando andavo ancora alle elementari e che ricordo ancora molto bene. . . . . . Ebbene nell'ultimo banco .....
di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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Parco Regionale MSRM
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Gaiole in Chianti
Inzuppate i cantuccini nel vinsanto? E' proibito, ora è scritto anche sulla bottiglia

8/2/2019 - 18:03


Inzuppate i cantuccini nel vinsanto? E' proibito, ora è scritto anche sulla bottiglia

L'iniziativa di una azienda vinicola di Gaiole in Chianti che considera il gesto di intingere i biscotti quasi un insulto ai produttori

I cantuccini e il simbolo sulle etichette del vinsanto

Gaiole in Chianti (Siena), 8 febbraio 2019 - Cantuccini e vinsanto sono un binomio unico, che caratterizza come pochi la Toscana. Sorseggiare il prezioso vino, la cui nascita si perde nella notte dei tempi, accompagnato dai biscotti tipici, carichi di mandorle, è il top per ogni pranzo o cena toscana che si rispetti. Ma c'è un gesto che i puristi non digeriscono: quello di inzuppare il cantuccino nel vinsanto, e che pure tanti compiono.
Si tratta, secondo gli esperti e i produttori di vino, di due elementi che sì vanno consumati insieme ma separati. Inzuppare il biscotto nel vino altera in qualche modo il vino stesso, altera quei profumi per ottenere i quali i produttori lavorano anni. E dunque c'è chi, proprio tra i produttori, si fa portavoce del "divieto di inzuppo". Sì, da oggi c'è anche questo simbolo: il divieto di intingere il cantuccino nel vino.
E appare sulle bottiglie dell'azienda "Rocca di Montegrossi", a Gaiole in Chianti, in provincia di Siena. L'azienda, sulla sua pagina Facebook, lo scrive anche in inglese: "Do not dunk #biscotti in our Vin Santo!", "Non inzuppare i biscotti nel vinsanto", per farlo capire anche ai tanti estimatori esteri. "Questa operazione non s'ha da fare", ribadisce ancora sui social l'azienda in un altro post. Una decisione, quella del "divieto di inzuppo", che già crea il partito dei pro e dei contro. Chi ha ragione?



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8/2/2019 - 20:59

AUTORE:
Manna & Giulebbe

Io dico invece, siccome l'inzuppo l'abbiamo fatto al ristorante anche ier sera ch'era il mi' compreanno, ch'è di molto bono e rilassante, quasi una puppa per vecchi.
Sostengo pertanto e difendo a gran voce la libertà di gustarmi le due leccornie come meglio credo e più m'aggrada: ecché!

8/2/2019 - 18:40

AUTORE:
Sangiulianese

Il problema però è che questo vale solo per gli autentici passiti o vin santi. Purtroppo il più delle volte vengono spacciati per passiti i famigerati vini "liquorosi" che, al prezzo di 4 o 5 euro infestano tutti i supermercati. Se si fa seccare per mesi l'uva , si fa stare in piccoli caratelli per 7 o più anni, non si può pretendere che il costo sia quello.

8/2/2019 - 18:18

AUTORE:
passante

E sti cazz....i ?