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Iniziata una nuova corsa per la conquista della Luna

3/3/2019 - 0:21

Iniziata una nuova corsa per la conquista della Luna
 
 
Apprendiamo dalla stampa che da qualche tempo una azienda israeliana si stava apprestando a lanciare una sonda, costruita interamente da privati, verso la Luna, con l'obiettivo di aprire nuove frontiere per viaggi di carattere commerciale nello spazio.
  E così, il 21 febbraio scorso, a mezzo secolo dallo storico sbarco dei primi esseri umani sulla Luna (luglio 1969), è stato lanciato un lander che costituisce la prima navicella spaziale privata a posarsi sul suolo lunare.
  La sonda si chiama Beresheet ('al principio', in ebraico), è un veicolo di 180 chilogrammi e segna realmente l'inizio di una nuova éra nell'esplorazione dello spazio, con lo scopo ben chiaro di localizzare e sfruttare, laddove ne fossero individuate, eventuali fonti energetiche o materiali, in alternativa o  in sostituzione di quanto sia disponibile sulla Terra .
 
 La navetta, lanciata da Cape Canaveral a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9, dovrebbe allunare il 9 aprile nel Mare della Serenità, una distesa basaltica che si estende nell'emisfero lunare settentrionale.
  Si tratta di un passo dal notevole significato simbolico, dal momento che non rappresenta solo il 'battesimo dello spazio' per un nuovo Paese che entra per la prima volta in competizione con i 'colossi' dello spazio Russia, Stati Uniti e Cina, ma è anche la prima sonda privata che si poserà dolcemente sulla superficie lunare senza danni per la capsula, in quello che viene chiamato soft landing (o sbarco morbido).
  “La prima operazione, che inizierà già mentre la sonda sorvolerà la superficie lunare prima dello sbarco, consisterà nello studiare i campi magnetici e misurare il magnetismo della superficie”, afferma Oded Aharonson, scienziato planetologo del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, che guida la collaborazione internazionale costituita per la missione.
  Questa 'prima volta' di Israele nello spazio potrebbe fare da apripista ad una serie di viaggi privati nello spazio, promuovendo una nuova via commerciale, sognata da tempo, ma mai percorsa fino ad oggi.
  Si è tanto parlato, in passato, di turismo spaziale, un obiettivo che somigliava più ad un nuovo spasso, una moda per milionari stravaganti, ma questo primo tentativo israeliano appare invece come un progetto concreto, destinato a trasportare carichi di materiali sempre più difficilmente reperibili sulla Terra, dischiudendo, al tempo stesso, possibilità per l'esplorazionea e la sopravvivenza umana su altri mondi.
  A favorire questa nuova tendenza sono state soprattutto la NASA e l'ESA (l'Agenzia spaziale Europea), che cercano di coinvolgere le imprese private per far giungere strumentazioni scientifiche sulla Luna.
  La NASA, un tempo contraria ai lanci privati, ha cambiato drasticamente opinione dal 2017, quando ha intravisto la possibilità di servirsi della Luna come luogo di addestramento per future missioni verso Marte, mentre si profilava anche l'opportunità di cercare di attingere ad eventuali risorse lunari attraverso l'estrazione di ossigeno e idrogeno da usare come combustibili.
  Per contribuire al raggiungimento di questi obiettivi la NASA ha lanciato, nel 2018,  il programma CLPS (Commercial Lunar Payload Services) da 2,6 miliardi di dollari per la durata di dieci anni.
  Anche l'ESA, dal canto suo, tende a favorire un programma di lanci privati e addirittura sarebbe disposta a finanziare il primo con 130 milioni di euro già per il novembre prossimo.
  Oltre alle due Agenzie, l'interesse per questa nuova frontiera si è aperto anche altrove, nel mondo.
  In India, la Società Teamindus di Bangalore punta a lanciare una serie di missioni nei prossimi tre-cinque anni, a detta di Sheelika Ravishankar, dirigente delle pubbliche relazioni della Società,
mentre la Cina ha rivolto il proprio interesse alla faccia nascosta della Luna.
  Come commentare questa novella e più vasta 'apertura di caccia'?
  Sono essenzialmente due, gli interessi in gioco: il prestigio scientifico e la necessità di reperire nuove risorse economiche. Sul desiderio di realizzare questi due obiettivi, si può comprendere la ripresa della gara a chi si accaparra per primo il territorio.
  Ma c'è forse qualcosa di più.
  Dalla conquista di grandi porzioni della Luna, in un'ottica militare, potrebbero derivare anche nuove posizioni strategiche per un maggior controllo delle politiche terrestri.  
  Questo terzo interesse desta parecchi interrogativi e - perchè no? - una certa inquietudine.
 
 
 
                                                                                              

Fonte: Leonardo Debbia
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7/3/2019 - 9:50

AUTORE:
Lunatico

E dunque per gli inguaribili romantici si profilano tempi duri! stiamo distruggendo tutto o quasi e quindi ci mancava "un mercato" nuovo di zecca da sfruttare e da inquinare!
mi sorge anche il terribile dubbio che stiano cercando il luogo adatto per scaricare i rifiuti e specialmente la parte nascosta della luna fa al caso loro!!!