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      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
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A cura di Leonardo Debbia

30/3/2019 - 12:20

      Ricostruito lo sconosciuto viaggio di Giove verso il Sole
 
 Chiunque abbia anche semplici nozioni di astronomia sa benissimo che i pianeti chiamati 'giganti gassosi' – come i nostri 'vicini' Giove, Saturno, Urano e Nettuno - ruotanti attorno ad una stella, non percorrono orbite circolari, ma ellittiche, venendo così a trovarsi ora meno, ora più vicini al proprio sole.
  Secondo le teorie più accreditate, questi pianeti hanno origine lontano dal loro sole e soltanto in tempi successivi si spostano su orbite più interne e più vicine all'astro.
 Secondo una simulazione al computer, il pianeta Giove si sarebbe formato  quattro volte più lontano dal Sole rispetto all'attuale posizione

                                                
 Ora, alcuni ricercatori dell'Università di Lund, in Svezia, hanno utilizzato simulazioni computerizzate per conoscere meglio l'andamento della migrazione cui fu soggetto il pianeta Giove attraverso il nostro sistema solare, circa 4,5 miliardi di anni fa.
  Poco dopo la sua formazione, Giove - come gli altri pianeti del Sistema solare originatisi da una lenta aggregazione di polvere cosmica - orbitava attorno al Sole come parte di un enorme disco di gas e particelle. Allora, Giove non era più grande della Terra attuale.
  Gli astronomi svedesi hanno accertato che la sua genesi era avvenuta in una regione celeste quattro volte più lontana dal Sole rispetto alla posizione di oggi.
  “Questa è la prima volta che abbiamo la prova che Giove si è formato molto lontano dal Sole e poi è migrato verso la sua orbita attuale. Le prove di questa migrazione le abbiamo trovate negli asteroidi troiani, uno sciame di piccoli corpi celesti che orbitano nelle immediate vicinanze di Giove”, spiega Simona Pirani, astronoma presso la Lund, nonchè autrice leader dello studio.
  Questi Troiani si dividono in due gruppi, formati da migliaia di frammenti, posti, in pratica, alla stessa distanza di Giove dal Sole, ma in posizioni diametralmente opposte rispetto al pianeta; un gruppo più numeroso, tra Giove e il Sole e l'altro tra Giove e Saturno.
  Questa distribuzione asimmetrica è diventata la chiave per la comprensione del processo di migrazione di Giove.
  “L'asimmetria è sempre stata un mistero nel nostro sistema solare”, dichiara Anders Johansen, professore di astronomia dell'Ateneo.
  In effetti, la comunità scientifica non era stata in grado, fino ad oggi, di spiegare perchè due gruppi di asteroidi simili non avessero un numero uguale di frammenti.
  Simona Pirani e Anders Johansen, insieme ad altri colleghi, hanno ora scoperto il motivo, ricostruendo il corso degli eventi che avevano portato alla formazione di Giove e di come il pianeta possegga questa anomala distribuzione di Troiani.
  Grazie alle simulazioni al computer, i ricercatori hanno calcolato che l'attuale asimmetria si sarebbe potuta verificare solo se Giove avesse avuto origine ad una distanza quattro volte più lontana dal Sole e si fosse avvicinato solo in tempi successivi.
  La contrazione delle orbite e l'avvicinamento al Sole sarebbe stato prodotto dalla forza di attrazione gravitazionale dell'astro, che avrebbe attirato un maggior numero di asteroidi verso di sé, lasciandone un numero inferiore nella scia del pianeta.
  Secondo i calcoli, la migrazione di Giove ebbe una durata di circa 700mila anni e si verificò in un periodo di circa 2-3 milioni di anni dopo che il corpo celeste si era formato come un asteroide di ghiaccio lontano dal Sole.
  Il viaggio verso l'interno del sistema solare seguì un percorso a spirale, secondo cui Giove continuava a girare intorno al Sole, sebbene il percorso si facesse sempre più stretto.
  Le simulazioni mostrano che gli asteroidi Troiani si sono formati quando Giove era un giovane pianeta senza atmosfera gassosa, il che significa che questi asteroidi sono probabilmente costituiti da blocchi simili a quelli che formavano il nucleo di Giove.
  Nel 2021 la sonda spaziale della NASA, Lucy, verrà lanciata in orbita attorno a sei asteroidi Troiani di Giove per esaminarli da vicino.
  “Da questo studio, apprenderemo molto sul nucleo e sulla formazione di Giove”, sostiene Anders Johansen.
  Gli autori dello studio ipotizzano che anche il gigante gassoso Saturno e i giganti ghiacciati Urano e Nettuno possano essere migrati allo stesso modo.
 
 
 
                                                                                                     

Fonte: Leonardo Debbia
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30/3/2019 - 13:36

AUTORE:
Boris

Ora io mi chiedo: ma se la migrazione fa parte da sempre del tutto, cioè fa parte integrante di qualsiasi sistema alla base del creato...perché viene usata come capro espiatorio dai manipolatori di turno ed è diventata lo spauracchio più temuto più raggirato e maggiormente reso menzoniero?!