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Gioia e picconate, abbracci e idranti, sbarre che si alzano e fiumane di vessati che sfociano nella libertà, l'euforico stordimento prodotto dall'onda d'urto del treno della Storia quando passa sferragliando e fischiando così sonoramente da rendere impossibile non accorgersene: la notte della caduta del Muro di Berlino, 30 anni fa, fu tutto questo e definirla 'storica' è quasi riduttivo. Era il 9 novembre del 1989. ..

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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
"Così a Dio piacque,
l'uovo da cielo cadde
e la gallina nacque!"
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A cura di Leonardo Debbia

14/4/2019 - 9:24


Il global warming rallenta il ripopolamento delle barriere coralline  Secondo una nuova ricerca pubblicata su Nature, il danno causato alla Grande Barriera Corallina dal riscaldamento globale ha compromesso la capacità dei coralli di riprodursi. 

  “I coralli morti non fanno figli”, commenta amaramente il principale autore, Terry Hughes, direttore dell'ARC Centre of Excellence for Coral Reefs Studies presso la James Cook University (JCU) del Queensland, Australia. “La quantità di nuovi coralli che popolano la Grande Barriera Corallina è diminuta dell'89 per cento in seguito alla perdita senza precedenti di coralli adulti nel 2016 e nel 2017, a seguito del riscaldamento globale”. 

       Lo studio - il primo e unico in proposito - ha preso in esame quanto accaduto nel corso del 2018 lungo il più grande sistema di barriere del mondo, rapportando la quantità di coralli adulti sopravvissuti allo stress da caldo estremo subìto con la quantità di nuovi coralli di cui si è arricchita la Grande Barriera Corallina.  La perdita di individui adulti ha provocato un crollo nel ripopolamento de

i coralli rispetto ai valori misurati negli anni che hanno preceduto lo sbiancamento di massa della barriera. 

Il numero di larve di corallo prodotte ogni anno e il percorso compiuto da queste prima di collocarsi sulla barriera corallina sono componenti vitali per la resilienza della Grande Barriera, la capacità, cioè, di adattamento alle sopraggiunte nuove condizioni termiche dell'oceano. 

“Il nostro studio ha dimostrato che oggi la resilienza della barriera corallina è gravemente compromessa dal riscaldamento globale”, afferma il co-autore dello studio, prof. Andrew Baird, ricercatore dello stesso Centro.  “Si è verificato un calo nella ricrescita dei coralli in base all' alta percentuale di mortalità del ceppo adulto nelle diverse parti della barriera”, rincara il prof. Hughes. “Le aree che hanno perso la maggior parte dei coralli hanno registrato le maggiori perdite. 

“Prevediamo che il rinforzo dei corallari riprenderà gradualmente nei prossimi cinque-dieci anni, man mano che i coralli sopravvissuti cresceranno e molti di loro raggiungeranno la maturità sessuale. Presupponendo, ovviamente, che non vi siano altri eventi di sbiancamento di massa nel prossimo decennio”.  Finora la Grande Barriera Corallina ha registrato quattro eventi di sbiancamento di massa a causa del riscaldamento globale, negli anni 1998, 2002, 2016 e 2017. Come si noterà, la successione degli eventi ha avuto uno strano andamento 'di coppia', con due eventi succedutisi a breve termine uno dall'altro, poi separati da un intervallo più lungo 'privo di effetti'. 

  “E' altamente improbabile che si possa sfuggire a un quinto o addirittura ad un sesto evento nel prossimo decennio”, sostiene un altro co-autore, il professor Morgan Pratchett. “Pensavamo che la Grande Barriera Corallina fosse troppo estesa per accusare il colpo, fino ad ora.  “Quando una parte è stata danneggiata da un ciclone, le scogliere circostanti hanno fornito le larve per il recupero, ma ora la gravità dei danni causati dalle temperature estreme nel 2016 e nel 2017 ha colpito circa 1500 chilometri, un disastro enormemente più grande di quello che avrebbe potuto fare un ciclone”.

  Pratchett aggiunge che le barriere coralline meridionali che sono sfuggite allo sbiancamento sono ancora in ottime condizioni, ma purtroppo sono troppo lontane per ricostituire le barriere più settentrionali.

  “C'è solo un modo per risolvere questo problema”, conclude Hughes. “Ridurre a zero le emissioni di gas a effetto serra il più rapidamente possibile”.                                                                                                         
 

Fonte: Leonardo Debbia
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14/4/2019 - 11:12

AUTORE:
Belzebù

Altrimenti, viste le manipolazioni genetiche che gli scienziati riescono a fare sull'embrione umano, non c'è che testare la loro" bravura" sulle famiglie corallifere.
Giorni fa è rimbalzata la notizia della nascita di una bambina concepita in laboratorio e partorita da una mamma sessantenne...e beh lì c'hanno lavorato parecchio, anche ai confini della realtà!