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La ricostruzione e il racconto con tanti ricordi, la rivolta dell'acqua questa volta non portatrice di vita ma di morte. Il pianto di una Nazione e..."al posto del campanile una scala a chiocciola", quella di Giovanni Michelucci.
 

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Cosa fare per evitare i fastidi causati dall'acaro autunnale
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Libri ed altro.
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  • AD ACCOGLIERE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE DI CALCI MOLTI SPAZI, AULE E GIARDINI RINNOVATI

      Suona la campanella

    Mancano tre giorni all’inizio della scuola e lunedì prossimo la campanella suonerà per i tanti alunni calcesani che potranno contare su aule, spazi comuni e giardini rinnovati e più sicuri...


Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
Vendo FB FB johnson 5CV buone condizioni, bicilindrico, 2 tempi, gambo corto, elica 3 pale, anni 90, marcia avanti e indietro, serbatoio esterno .....
Scuola Duchi Salviati, saggio di musica.
Viaggio nel tempo italiano...

27/5/2019 - 17:39

 
...noi viaggiatori del tempo abbiamo imparato che per conoscere un popolo dobbiamo ascoltare la sua musica perché essa conserva con giustizia tutta la sua umanità.
 
Sabato pomeriggio, nello spazio dedicato alle feste della Scuola paritaria Duchi Salviati in Migliarino, si è svolto un “saggio musicale” degli scolari di ogni sezione e grado: materna e scuola elementare.
Tutto pieno e, unica pecca, palco contro sole!
Ma non c’era pericolo che non si potessero vedere e notare le facce sorridenti dei cantori-narratori, c’erano le loro voci e gli sguardi attenti di genitori e parenti.
Niente costumini od orpelli vari, solo la semplice sobria unica maglietta con il logo e, secondo il momento, un flauto da usare.
Hanno parlato ragazzi e ragazze, i più grandi prima e poi gli altri, non ci sono stati intoppi nelle dizioni nel raccontare pensieri universali di amore, pace, fratellanza e…cosa imprevista e gradita, di fatti e argomenti del nostro passato, nostro di noi nonni intendo.
Si sono raccontate usanze e stili di vita delle famiglie del passato (come diceva chiaramente il titolo della recita), un tuffo nel passato e, graditamente abbellito da parole dialettali.
La direttrice Suor Nieves ha detto che per lei e le consorelle è stata una scoperta e si è spinta a dire che, forse, lo è stata anche per tanti giovani genitori che non è detto abbiano sentito parlarne dai padri o nonni…e ci posso credere!
Questo andirivieni al microfono per far parlare i “giovani cronisti”, lo ripeto, tutti di una bravura e una naturalezza incredibile, era inframezzato da canzoni corali di ogni paese italiano e di ogni tipo: feste popolari, vita amorosa, vita contadina, vita di mare, vita si patimenti e la madre delle canzoni della nostra “resistenza”, la sempreviva “Bella ciao”, un omaggio al popolo italiano (forse forse qualche genitore ne sarà rimasto sconvolto, ma sicuramente pochi), una canzone che non era certamente da bambini, ma che è stata intonata con un impeto vocale molto maggiore delle altre.
Alla fine della festa, era una festa sentita non una recita dovuta, c’è stata la consegna dei diplomi a piccolissimi, piccoli e grandi.
I piccolissimi erano quelli che lasciano il nido per la materna, i piccoli la materna per andare al nuovo anno in prima elementare e i grandi erano gli studenti di quinta che abbandonano Migliarino per le medie fuori paese (suor Nieves ha detto che le piacerebbe fare una scuola media qui, ma non ha posto).
La maestra Tiziana ha teneramente abbracciati i “suoi” allievi educati e cresciuti per cinque anni che hanno ricambiato l’abbraccio visibilmente commossi (lei e loro).
E che dire della Maestra di musica Claudia Cusenza che ha accompagnato al piano tutte le canzoni?
Brava è poco!
Bravissima!
Un grande grazie a lei e a tutti gli “Attori-Cantanti” e in particolare ad Anna Galliano che si è esibita al clarinetto.
 Io ne ho viste tantissime di recite e saggi con i due figli ed ora i nipoti che mi hanno seguito “dalle suore”, e devo dire che questa è stata una delle più belle, anzi la più bella.
 
Un aneddoto che mi riguarda di sessantasette anni fa: ero stato scelto per recitare una poesia in onore della Madre Superiora, quando arrivò l’arcivescovo Camozzo. Momenti di panico. Io partii con la recita e cambiai “nostra madre Superiora” con “nostro amato Arcivescovo”!
 
Quella è stata la recita più bella, ma non lo sa nessuno!

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31/5/2019 - 9:13

AUTORE:
Un altro nonno

Caro nonno settantenne e oltre credo, conoscendo la tua verve scrivereccia aspettavo una tua spiegazione di questa rivoluzione nella scuola cattolica.
Le suore sono francescane quindi seguono fedelmente gli insegnamenti di Francesco, ma non quello Santo…quello Papa!
Poi è apparso, in stretta coincidenza, quell’articolo in Tempi nostri.