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Cronaca della prima regata dell’America’s Cup, tra un Forza Italia e un Forza Nuova Zelanda, con disappunto del nostro corrispondente sul giro di miliardi spesi in una gara in cui la vela non c’entra niente; ecco quindi, per contrasto, il riferimento al Maori e alla sua antica canoa. E poi la polemica: i monoscafi volanti sono ancora barche a vela?

. . . . . . . . . . . . di San Frediano vincitore .....
I M5S e le destre ci vogliono divisi.

E’ certo .....
. . . la stima verso se stessi lascia il tempo che .....
. . . devo ringraziare l'amico Beppe di T. che stamattina .....
  • Circolo ARCI Migliarino

      Consegna mascherine

    Campagna per la consegna della mascherine fornite dalla Regione Toscana per tutti i cittadini di Migliarino.

    Il circolo ARCI aderisce alla iniziativa. Di seguito gli esercizi che hanno aderito dove si possono ritirare e gli orari addetti.

     

    CONSEGNA MASCHERINE PROROGATA FINO A LUNEDI 23 NOVEMBRE (SABATO E DOMENICA COMPRESI)


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


. . . che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per .....
Fra uno ( leghista ? ), che parla di mercato delle vacche di Conte, come se il centrodestra non l' avesse mai fatto, ricordate Scilipoti e altri, e .....
Zingaretti, cronaca di una sconfitta annunciata
Una lotteria per Zingaretti la crisi di governo e la prospettiva delle elezioni anticipate.

14/8/2019 - 22:51

     Zingaretti, cronaca di una sconfitta annunciata

Una lotteria per Zingaretti la crisi di governo e la prospettiva delle elezioni anticipate.
Ci si era buttato a corpo morto una decina di giorni fa dopo la presentazione della mozione di sfiducia della Lega al suono di “Conte si rechi immediatamente al Quirinale e rassegni le dimissioni”.
La vocazione dirigistica di Zingaretti non prevedeva che le mozioni di sfiducia vadano discusse e votate in Parlamento, cosa che Conte, invece, ha preteso si realizzasse.
Per Zingaretti lo schema di gioco era semplice. Elezioni subito, liquidare i gruppi parlamentari a maggioranza renziana, dare sfogo a tutti gli aspiranti parlamentari che ne hanno sostenuto la candidatura alle primarie, ed aspirare ad un bel 25% con cui dichiarare la grande vittoria, rispetto al “ preteso disastro” del 4 Marzo 2018.


Quale conferenza delle idee, quale nuovo Pd, un bel ritorno al passato, imbarcando come candidati, scissionisti, fautori del No refendario, pezzi di Cgil, anche quelli No Tav.
Sappiamo che Zingaretti con la propaganda è riuscito a passare per vincitore nel Lazio dove ha perso l’8% e col 32%, grazie a Pirozzi che ha spaccato il centro destra, è riuscito ad essere partito di maggioranza relativo, perdendo la maggioranza assoluta che deteneva.
Ed ora stava cominciando ad organizzare l’esercito individuando con nettezza (!) il leader della coalizione (Gentiloni sì, Sala forse, Calenda chissà).
Del rapporto coi cinque stelle se ne sarebbe parlato alla prossima legislatura come Martina e la De Micheli ripetono ossessivamente in questi giorni. Quando si sarebbero liberato dell’ingombrante presenza renziana nei gruppi parlamentari.
Insomma era tutto pronto per andare in battaglia, forti del secondo posto, ottenuto alle Europee come perno di un’alternativa ridicola, visto che nei sondaggi il centro destra a trazione salvininana distacca il centro sinistra di almeno venti punti (47 a 27 più o meno).
Ma forse la vittoria salviniana sarebbe ancora più consistente se avesse dimostrato che tutto il sistema politico istituzionale si sarebbe piegato ai suoi desiderata, coi cinque stelle sull’orlo di una crisi di nervi, Forza Italia in disfacimento, ed il Pd pronto a farsi restringere nell’area del suo quarto di elettorato (il suo quarto di nobiltà).
Tutto pronto ed invece Renzi fa saltare il banco. Modificando non poco i suoi precedenti orientamenti, (anche perchè molto è cambiato nell’alleanza di governo, vedi il voto per la nomina della presidentessa Ue) ha lanciato la possibilità di continuare la legislatura con un governo che salvaguardi la tenuta dei conti e rientri nel negoziato europeo per la nomina della Commissione Europea con proposte filoeuropeiste.
Immaginarsi la disperazione di Zingaretti di fronte a tutto questo.
Ed alla sua solitudine visto che da Franceschini a Bettini la proposta ha un largo consenso.
Insomma , pur con le dovute differenze, il disegno convergente tra Salvini e Zingaretti è saltato.
Ed ora sono costretti entrambi a passare al piano B.
Salvini che non sa cosa fare, prospettando un approvazione farlocca della riduzione dai parlamentari che avrebbe come conseguenza non il voto ma la prosecuzione della legislatura per almeno un anno.
Mentre Zingaretti invoca l’unità ed il suo ruolo di segretario, visto che ormai sembra un corista che ha sbagliato spartito, e stride con la maggioranza degli altri.
Ma per questo ha provveduto Renzi perfidamente se vogliamo a ricordargli il suo ruolo e la sua responsabilità di direttore d’orchestra della polifonica Pd.
In caso contrario e se non cambia musica si troverà a musicare da solo coi tromboni.
P.S. A tutti quelli anche tra le fila renziane che affermano che la mossa di Renzi avrebbe compattato la destra, invitiamo a guardare quello che sta succedendo in Forza Italia ed a considerare la prospettiva totiana come un “sogno di mezza estate”.


Buon Ferragosto.

Fonte: PINO VINCENZO·MERCOLEDÌ 14 AGOSTO 2019
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