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Gioia e picconate, abbracci e idranti, sbarre che si alzano e fiumane di vessati che sfociano nella libertà, l'euforico stordimento prodotto dall'onda d'urto del treno della Storia quando passa sferragliando e fischiando così sonoramente da rendere impossibile non accorgersene: la notte della caduta del Muro di Berlino, 30 anni fa, fu tutto questo e definirla 'storica' è quasi riduttivo. Era il 9 novembre del 1989. ..

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Il Lonfo non vaterca né gluisce
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È .....
"Così a Dio piacque,
l'uovo da cielo cadde
e la gallina nacque!"
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FESTA DEI MORTI (Come sarà la nostra tomba?
di Trilussa

1/11/2019 - 8:58


Oggi sono andato al cimitero. Sono andato a trovare i miei genitori che riposano lì oramai da molti anni. Quando ero più giovane e anche più impegnato col lavoro, ci andavo molto meno. Diciamo che ne sentivo meno l’esigenza anche mantenendo verso i miei lo stesso amore che ho avuto quando questi erano in vita. Ora, più anziano, quasi vecchio, mi viene più spesso la voglia di fare una scappatina a salutarli. Forse sento di avvicinarmi sempre di più ad una situazione a loro simile.


Ho sistemato la tomba, ho pulito, messo i fiori, rivolto un pensiero ad entrambi e poi sono andato più avanti, in un altro settore del cimitero a trovare la tomba di mia zia e di una persona che non ho conosciuto ma che mi è vicina per conoscenza indiretta. E’ lì che sono rimasto stupito e mi è venuto da pensare.


La tomba dei miei genitori è di marmo, tutto il settore è così, ed anche lì accanto a tombe più o meno curate ce ne sono molte che sembrano abbandonate. Leggendo le date di nascita e di morte ci si accorge che sono tombe di persone di solito molto anziane, morte da molti anni e probabilmente dimenticate da tempo. Molte rinascono un po’ di questi tempi, per questa ricorrenza, ma poi per tutto l’anno appaiono dimenticate.


Dispiace un po’ ma tutta la struttura mantiene una certa sua dignità, anche se disadorna, e non pone grandi interrogativi come invece succede quando si va nel riquadro della tomba di mia zia. Lì le tombe sono più recenti, qualche anno al massimo e molte non sono strutturate ma segnalate solo con una croce di legno. Sono poi i parenti che decidono o meno di erigere una piccola tomba, ma tutte di dimensioni molto contenute, secondo una regola che vige in quel settore.


In quel settore accade, contrariamente alla zona di marmo, di rimanere stupiti perché l’abbandono è talmente evidente che fa veramente riflettere. Alcune croci di legno si ergono solitarie e senza nessun orpello, non si vede né un fiore né un segno di presenza umana ma solo la targhetta di ottone con il nome, alcune anche con una foto del defunto che vi riposa. Altre addirittura sono a terra, spezzate e corrose dall’esposizione esterna, tanto che in alcune nemmeno si legge più il nome della persona che vi riposa. Guardando le date qui capita invece di rimane stupiti e increduli: tutte sono abbastanza recenti, solo di qualche anno, e molte sono di persone relativamente giovani. Non siamo nel caso del vecchio o vecchia morto da molti anni, e alcuni lo sono, ma in molti casi si tratta di persone relativamente giovani, e morte da poco tempo.


Ecco che si rimane stupiti e ci si pone delle domande specie di fronte a quelle tombe recenti di persone relativamente giovani. Come mai sono state abbandonate? Eppure non erano vecchie, tutti avranno avuto una moglie o un marito, avranno avuto dei figli, dei nipoti in qualche caso. Perché? Allora, tralasciando la possibilità che il defunto non abbia nessun parente prossimo, o che questi magari questi vivano talmente lontani da rendere impraticabile una visita costante (ma almeno la croce la potevano mantenere o incaricare qualcuno di controllare), rimane la considerazione di fondo sul valore che ognuno di noi dà alla propria vita. E questo riguarda sia il defunto che il parente assente.


Quanto vale cercare di condurre una vita in armonia e in amore con i propri cari? Cosa lasciamo, una volta defunti, ai nostri cari? Ai nostri figli, mogli o mariti, ai nostri nipoti? Lasciamo buoni ricordi, un profondo affetto, un grande rispetto, lasciamo amore sicurezza, conforto, saldi principi oppure non lasciamo niente? Sarà questo che condizionerà, in futuro, l’aspetto della nostra tomba? Oppure la fretta del mondo e della vita trascinerà anche i nostri affetti più cari lontano da noi e anche se sentiamo il desiderio, il bisogno e l’obbligo morale di recarci al cimitero abbiamo sempre troppo da fare e rimandiamo sempre?


Difficile dirlo ma certo che vedere quelle croci spezzate su un cumulo di terra accanto ad altre piene di fiori qualche domanda la pone. E’ fuori di dubbio chiedere dove vorremmo essere, quando sarà il momento, in quale delle due tombe riposare. Se in quella della croce spezzata a terra o in quella piena di fiori e di affetto. Ma ciò dipende molto da noi, dal nostro vivere quotidiano, dalla nostra capacità di amare, perdonare, comprendere, sostenere, fare sacrifici spesso anche in silenzio e senza chiedere niente in cambio.


Mi auguro, per tutti voi, che la tomba dei vostri cari sia la più luminosa, e così anche la vostra. Sempre quando sarà il momento, naturalmente, e senza fretta.
 
Un’appendice personale.
Al cimitero ho incontrato due miei ex pazienti. Mi hanno sorriso, abbracciato, baciato e chiamato per nome e non dottore. Ecco, questo mi ha gratificato e mi ha dimostrato che quando si opera con passione, con attenzione e affetto si riesce sempre ad ottenere queste cose. Piccole cose, forse, ma valgono molto.
Lo dico a quelli che fanno sempre tutto e solo per denaro, e soprattutto a quelli che spargono tanto odio sui social e intorno a sé. Chissà, come saranno le loro tombe. 

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4/11/2019 - 10:54

AUTORE:
Rosetta

Sono pienamente d'accordo con te Giò e ribadisco che non è a chi ci si reca saltuariamente secondo le proprie disponibilità o impegni che volevo rimembrare, ma a chi non ci va mai perché ha cancellato dalla mente la presenza del camposanto o la ritiene una visita superflua...è questo che mi ferisce e mi turba.

3/11/2019 - 17:11

AUTORE:
GIò

NON HO DETTTO che non bisogna andare a piangere sulla tomba e lasciarla spoglia....

dico che vado con discrezione, nei periodi meno affollati, quando me la sento, quando posso, indipendentemente dai riti collettivi, rispettando chi partecipa, ma sottraendomi alla calca e al dovere formale della presenza, all'obbligo sociale e alla rappresentazione ostentata del dolore...
senza criticare nessuno, semplicemente scegliendo un approccio diverso....

3/11/2019 - 10:37

AUTORE:
Rosetta

Carissimo Giò il tuo ragionamento fila ma...le tombe trascurate e dimenticate fanno tristezza e sono davvero penose te lo posso assicurare.
Onorare i defunti a noi cari soltanto con il ricordo è come amare una persona senza dedicarle le giuste e dovute attenzioni, mi pare un atteggiamento arido...anche la forma ha la sua importanza.

2/11/2019 - 9:54

AUTORE:
Pinuccio

Va bene continuare a vivere negli affetti come dice il signor GIO ma almeno una volta all'anno portare un mazzetto di fiori sulla tomba dovrebbe essere sentito come un dovere morale. Pensa alla tomba di tua madre vuota mentre tutte le altre sono piene di fiori

1/11/2019 - 20:59

AUTORE:
GIò

Sò di andare fuori tema, ma non riesco a trattenere alcune considerazioni ispirate dalla bella lettura cui faccio riferimento in questo articolo...

Indubbiamente il decoro ed il ricordo, sono importanti, anche e soprattutto in un luogo cosi particolare, mantenere pulito e adornare il talamo dell'ultimo riposo, è doveroso ed ispirato a sentimenti di pietas e rispetto, che dovrebbero essere naturali, e universali, legare in un vincolo di affetti e riconoscenza i vivi ai morti....

unire con un filo di emozione i contemporanei alle passate generazioni, in un patto di sangue e solidarietà, il retaggio di una comune eredità e destino, che si risolve nell'evoluzione continua a beneficio dei posteri.... tutti i posteri.

penso tuttavia, fatta salva carità e decenza, che non occorra piangere in un luogo fisico per onorare e rimembrare i propri cari, e lo si possa fare in qualunque momento e in ogni luogo, appartandosi in intimità con se' stessi riallacciando una muta conversazione, in un dialogo più personale e con un colloquio sincero, vero e avvezzo con l'anima e l'essenza conosciuta, per come rimane impressa per il suo vissuto.

poliedrico e diverso per ognuno, in base alla diversa vicinanza, conoscendone pregi e difetti, vizi virtù e inclinazioni, interpretati con codice di decriptazione relativo

credo che questo sia quello che ciascuno si augura per se' stesso, dopo l'estremo passo.

più che marmi, iscrizioni lapidarie, fiori e recinti eleganti, non essere dimenticati e continuare a vivere negli affetti di parenti, amici e conoscenti.... nei loro ricordi, commemorazioni, attestazioni di stima e rammarico per la scomparsa ..... soffrendone l'assenza!

1/11/2019 - 11:25

AUTORE:
Rosy

Questa domanda mi fa riflettere e spero che induca alla riflessione tante altre persone che sembrano impermeabili a qualsiasi tipo di sentimento.
Duro e incallito o superficiale appare l'atteggiamento dei moderni, giovani e adulti, che fanno la gara a evidenziare lo sgomento sul momento della dipartita ma poi dimenticano facilmente fino all'altro amico o parente o conoscente che lascia questo mondo e via così...
Anch'io che ho i capelli brizzolati mi trovo a frequentare il cimitero più frequentemente di prima perché è lì che ho i miei genitori e noto tutto quello che purtroppo è stato descritto con attenzione, perciò vorrei lanciare una proposta a chi desidera rimediare almeno in parte a questa ingiusta bruttura...sotto il fornetto dei miei cari ci sono i resti due persone marito e moglie, bravissime e generosissime persone che hanno tre figlie e tantissimi nipoti e pronipoti, ebbene sono sei anni che ci vado e ogni volta che vedo gli stessi squallidi fiori di plastica stinti e polverosi spero che qualcuno si sia degnato di sostituirli invece...allora questa volta ci ho pensato io e sono ben lieta di averlo fatto...
Se tutti si facesse così l'aspetto del cimitero sarebbe meno desolato e triste...se penso poi che su alcune tombe ci sono centinaia di euro di fiori...
e non è perché quest'ultimi defunti se lo siano meritato più di altri, non credo proprio!