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Questa volta Finalmente domenica! la scrive Bruno Ferraro, il nostro inviato speciale a Auckland, nel caso ci fosse qualche appassionato/a velista tra i lettori e le lettrici di questa rubrichetta o, se non ci fosse, per gli amanti di spiagge e di isole vulcaniche.

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Governo
La ministra dell'Istruzione, dopo un'ora senza risposte sulla scuola, abbandona la videoconferenza con gli assessori.

8/4/2020 - 23:03



La ministra dell'Istruzione, dopo un'ora senza risposte sulla scuola, abbandona la videoconferenza con gli assessori.


La Rizzoli (Lombardia): "Mai visto nulla di simile, il ministero è in pessime mani".

La Grieco (Toscana): "Neppure un'indicazione"
di CORRADO ZUNINO

"La ministra Azzolina non ha risposto a nessuna domanda e quando abbiamo iniziato a incalzarla sulla fine dell'anno scolastico, sulla ripartenza a settembre, si è alzata e ci ha lasciato davanti a uno schermo vuoto.

Sedici assessori sbigottiti.

Non avevo mai visto nulla di simile".

E' l'ultima uscita della ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina appunto, raccontata tra lo stupefatto e l'offeso dall'assessora all'Istruzione della Regione Lombardia, Melania Rizzoli.

Tutti gli assessori alla scuola del Paese, venti regioni, chiedevano da un mese un incontro: lo hanno ottenuto a decreto ampiamente raccontato su giornali e tv.

Ieri mattina, dopo un'ora di indicazioni critiche e richieste dal territorio, la comunicazione si è interrotta: "Buona giornata a tutti", si è bruscamente congedata la Azzolina.

Nessuna risposta, neppure una. Nessun appuntamento futuro. "Sono state più lunghe le prove di attivazione wi-fi che lo scambio sui contenuti", raccontano i presenti. Erano le dieci, ieri mattina. A fianco alla ministra, c'era il capo Dipartimento Max Bruschi.
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La rabbia monta, tra gli assessori all'Istruzione del Paese presenti in vdeoconferenza. Tra questi c'era chi - Elisa Donazzan, Regione Veneto, Forza Italia - aveva già espresso critiche in pecedenza e chi si era seduto per risolvere problemi davvero grandi senza preconcetti. 

Cristina Grieco, assessora Pd della Regione Toscana, coordinatrice del videoincontro, adesso dice: "E' stata una riunione surreale, con un'emergenza di questo tipo la ministra non ha sentito l'esigenza di sentirci prima e poi ha eluso le domande in diretta.

Siamo persone delle istituzioni e dobbiamo provare ad andare oltre l'episodio, dobbiamo trasformare il rapporto con il ministero in un coinvolgimento costante. Speriamo di riuscirci". L'Istruzione, dopo la Sanità e l'Economia, nel corso di questa crisi epidemiologica è diventato il nuovo elemento di conflitto tra Stato e Regioni.Melania Rizzoli, assessora e medico, le scuole, in Lombardia, le ha chiuse il 24 febbraio scorso. Ora dice: "Abbiamo chiesto al ministero spiegazioni sulle risorse per la didattica digitale, sulla detrazione per le spese delle scuole paritarie, sulle regole per la formazione professionale e, ancora, abbiamo avanzato richieste sugli Istituti tecnici superiori e i fondi per il sistema da zero a sei anni.

 La ministra ha risposto zero, qualcosa ha accennato il suo dirigente. Speravamo che la Azzolina intendesse avviare, finalmente, un confronto serio e pragmatico. Non è avvenuto e non possiamo che dirci preoccupati e sentirci sconfortati. La scuola italiana è in pessime mani e il rischio che si intravvede e che i nostri giovani pagheranno il conto della totale inadeguatezza di questa ministra.

 Non sappiamo neppure come si comporterà l'istruzione con gli alunni di materne ed elementari, per loro è più difficile rispetto agli altri portare le mascherine".Gli assessori regionali d'Italia sono consapevoli che esiste la possibilità che a settembre non si possa tornare a scuola rispettando le distanze di sicurezza. Sul punto, hanno chiesto lumi: "Ci aspettavamo risposte politiche, ma ieri non sono arrivate neppure quelle tecniche".Il ministero ha fatto sapere che, in realtà, Lucia Azzolina ieri non ha lasciato lo schermo vuoto e ha salutato prima di andarsene: "Tutti avevano espresso le loro posizioni".

La replica, insiste la Rizzoli, è peggio dello sgarbo istituzionale: "Ci mancava che non ci avesse salutato, con questo ministero siamo ai minimi storici".La ministra Azzolina prosegue - in tempi di epidemia - in un viaggio in solitudine che, fin qui, ha contemplato: la rottura dei rapporti con tutti i sindacati, compreso quello da cui proviene, un contrasto con il Pd che si è concretizzato nell'ultimo Consiglio dei ministri, una comunicazione ambigua con la maggioranza parlamentare, un rapporto sempre più freddo con la sua viceministra, Anna Ascani, ancora convalescente per l'infezione da Covid-19, e il sottosegretario Giuseppe De Cristofaro.

Sul tema del rapporto con i sindacati è già interventuo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendole più ascolto.

Ora, dopo il dialogo interrotto di ieri, le scriverà il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Fonte: La ministra Lucia Azzolina con il premier Giuseppe Conte (ansa)ROMA -
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