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E’ una frase tratta da “Una storia come questa”, canzone del 1971 interpretata da Adriano Celentano su testo e musica di Goffredo Canarini e Miki Del Prete. Una realtà che molti di noi hanno vissuto e che sembra appartenere ad un passato così lontano da essere quasi dimenticato. Ma forse….

Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Solo con una Porta del Parco e una sbarra si potrebbe .....
Di Umberto Mosso ( a cura di BB, red VdS)
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Di Umberto Mosso ( a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Di Mario Lavia (a cura di BB Red, VdS)
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San Lorenzo a Pagnatico
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Pisa, 24 giugno
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L'ALTA MODA APPRODA IN CORSO MATTEOTTI
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Circolo Vasca Azzurra Nodica e Casa della Donna Pisa
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
Confesercenti Toscana Nord
Pronti i protocolli per le riaperture di tutte le attività

2/5/2020 - 18:08


 
“L’incredibile colpo ricevuto in questi mesi di chiusura per piccole imprese del commercio sia fisso che ambulante, ristorazione, artigianato, accoglienza, rischia di diventare definitivo se non si definiscono subito tempi brevi e modalità sicure e sostenibili per la riapertura.

Non si può rimanere ancora chiusi per settimane, mesi in qualche caso, in altri ancora a tempo indeterminato come il comparto del turismo a cominciare dagli stabilimenti balneari.

La sicurezza e la tutela della salute sono la priorità assoluta.

Noi siamo pronti con protocolli per tutti i settori che possono garantire la riapertura da subito”.

 

Il presidente di Confesercenti Toscana Nord Alessio Lucarotti presenta con queste parole la mobilitazione della sua associazione prevista per la prossima settimana, basata proprio sulla presentazione di questi protocolli di sicurezza.

 

“Le imprese attendono una ripresa immediata per ripartire – dice ancora Lucarotti –. In queste settimane hanno dimostrato senso di responsabilità garantendo servizi di qualità e in totale sicurezza.

Un modello replicabile su scala più ampia, perché gli imprenditori sono prima di tutto cittadini responsabili che vogliono tutelare la salute propria, dei propri collaboratori e dei propri clienti”.

 

Confesercenti Toscana Nord, attraverso i suoi singoli sindacati di categoria, ha definito i protocolli per le riaperture dei vari settori merceologici. Protocolli che saranno consegnati ai sindaci del territorio.

 

Ancora il presidente: “Aprire in sicurezza, quindi, si può. Anche subito.

Occorre avere riferimenti normativi chiari ed univoci su cosa serva fare; occorre definire protocolli puntuali per ogni tipologia di attività che garantiscano lavoro, sicurezza e salute.

Noi siamo pronti e ci rivolgiamo a gli enti locali, alle prefetture, alla Regione, perché nel rispetto delle normative sanitarie nazionali si decidano tempi immediati per la ripartenza; non tutti i territori hanno lo stesso livello di criticità e questo deve essere un punto fermo. Chiediamo quindi ai sindaci di sedersi con noi per condividere protocolli sicuri, per creare le condizioni affinché le attività possano riaprire nel più breve tempo possibile.

Chiediamo ai sindaci di farsi promotori, insieme a noi, con i prefetti e la Regione di questo percorso virtuoso, per permettere, tutti insieme, alla Toscana di ripartire prima possibile, in sicurezza”.

 

La conclusione del presidente Confesercenti Toscana Nord. “La rabbia e la protesta sono giustificate per imprenditori che da quasi due mesi non stanno più lavorando.

Ma il compito di una associazione è quello di rimanere lucida e pensare a come ripartire da subito.

Muovendosi quindi a livello locale ma anche nazionale.

In questo caso per ottenere quel sostegno economico che, ad oggi, non è stato all’altezza dei danni subiti dalle nostre imprese.

Ci sono attività che non saranno in grado di farlo per problemi di sicurezza, altre perché i protocolli non garantiranno sostenibilità economica, altre perché non hanno più un mercato di riferimento.

Per queste occorre garantire sostegno e supporto straordinari da parte di tutti i soggetti istituzionali in campo.

Perché nessuno rimanga indietro”. 

 

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