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Come sono andati due giorni a Bologna con mia figlia, dopo gli impegni universitari, tra una mostra che viene da Parigi, un giardino in Normandia pieno di fiori esotici, una domanda sull’arte, una passeggiata sotto i portici dove una vecchia signora pronuncia una frase che è un programma e una sosta in una storica osteria di fuori porta.

Poverannoi, è andato ormai. Lo usano sulla 7 di .....
. . . che ne capisce più di te. Fattene, anzi fatevene .....
. . . giorni sta prendendo dei punti la Raggi. . . .....
. . . . . . . . . . . . . . . . l'ha capito? La DaD .....
Greenpeace
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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San Giuliano Terme, 31 ottobre
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  • Circolo ARCI Migliarino

      BURRACO!

    Proseguono le attività del Circolo cercando di rispettare tutte le misure anti-Covid. Da venerdi 21 riprendono i tornei di Burraco con una serie di importanti misure di sicurezza tra cui la prenotazione obbligatoria per l'assegnazione del tavolo, norme severe per divertirsi in sicurezza.

    Tutte le notizie sulle attività sul sito FB del Circolo.


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


di Marlo Puccetti
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la ZONE di Pisa
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CSI – Centro Sportivo Italiano-
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Coppa Toscana Juniores sotto la Torre
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Se non si capiva niente prima, come pretendere che si capisca qualcosa oggi?

Qualcuno dice che non intende usare i 40 miliardi del MES, perché in .....
Molina di Quosa, 1° agosto
Da zero a mille, o della memoria dannata di Pisa

27/7/2020 - 11:43

Da zero a mille, o della memoria dannata di Pisa
La seconda del teatro "alla giusta distanza" con Paolo Giommarelli e Sergio Costanzo

Il teatro "alla giusta distanza" di Molina mon amour si appresta a entrare nel vivo.
Sabato 1° agosto è in programma lo spettacolo di Paolo Giommarelli e Sergio Costanzo: "Da zero a mille, o della memoria dannata di Pisa".
Una conferenza-spettacolo a due voci, un vero e proprio viaggio attraverso la storia di Pisa.

Appuntamento alle 21.30 all'ex asilo nella "Buca" di Molina di Quosa, in via Antonello da Messina 14.Posti limitati, prenotazione obbligatoria: 3791913131.Come sempre, il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza.  

Lo spettacolo nelle parole di Sergio Costanzo.

Pisa.
Gli echi di una storia antica fatta di fasti e potenza sono giunti fino a noi. Antica Repubblica marinara, vede il suo simbolo garrire al vento su ogni legno che solchi i mari. Ma oggi se ne sa il perché? Conquistata da Firenze, fu violata, distrutta, annichilita. Incendi, ruberie, oltre al patrimonio tangibile, scomparvero i documenti, le testimonianze. La memoria. Tanta fu la luce di Pisa fino al XV secolo, tanto il buio che oggi la distingue. Popolo senza memoria, senza storia e
senza identità. Di quel passato glorioso restano piccole scintille nelle manifestazioni storiche, anacronistiche e non rappresentative della vera identità marinara di un tempo. Nonostante tre università e coraggiosi quanto solitari tentativi di riordino cronologico, Pisa non è riuscita a dare corpo compiuto al suo passato, è orfana di un museo civico, brancola e si aggrappa a dicerie e leggende.

La ricerca.
Con paziente ricerca delle fonti, ricorrendo a documenti di epoca greca e latina, appellandosi anche agli scritti biblici, si è reso possibile il ritracciare un profilo della storia più antica di Pisa, dalle origini all’anno 1000. Dionigi di Alicarnasso, Ovidio, Catone, Virgilio, Claudiano, Cassiodoro, Namaziano, san Basilio. Ma anche Marangone, san Gregorio Magno fino ad arrivare a Tangheroni e gli studi moderni. Sono solo alcuni degli autori che di Pisa parlarono e ai quali ci si appella per ridisegnare i contorni della storia. L’idea è quella di dare voce ai cronisti, agli eruditi, ai testimoni oculari succedutisi nel corso del tempo per narrare di quella grande Pisa e riaffermare e consolidare punti di appoggio e confronto prodromi, si spera, dell’acquisizione di una nuova conoscenza e coscienza di sé.

L’opera.
Concepita come una conferenza spettacolo, vedrà l’alternarsi di due voci. Un narratore, fabulatore che dalle nebbie del tempo trae pian piano un filo conduttore e un lettore, dicitore, interlocutore che darà voce agli autori antichi, corroborando e certificando quanto la narrazione propone al pubblico.
In questo alternarsi di voci che dialogano e si interrogano a vicenda, prende corpo una linea del tempo marcata e punteggiata di eventi, di aneddoti, di narrazioni documentali. L’opera è strutturata in modo che sia fruibile ad un pubblico molto vasto, che parte dall’età scolare, perché, se il linguaggio dei testi resterà immodificato e certificato, il tenore del racconto, potrà essere adeguato e modulato. 
Ci ha guidati non solo la voglia e il desiderio di produrre un lavoro teatrale, ma il bisogno di identità e consapevolezza, per ricreare uno specchio nitido dal quale far emergere una nostra più chiara e tangibile immagine, affinché Pisa, si conosca e riconosca.

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