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Passaporto verde: anche il nome dovrebbe far riflettere e rassicurare. Il verde è il colore delle possibilità, del benvenuto, dell’accoglienza, della tolleranza e della salute. Rifiutarlo sembra da sciocchi, da sprovveduti, da fuori dal mondo reale, forse anche da manipolati, da chi mette in questo rifiuto, in questa protesta, molto di più di quello che in effetti ci dovrebbe essere. Alla base, forse, una buona dose di ideologia per essere sempre contro, contro il sistema....

Siamo stati chiusi in casa e per disposizione governativa .....
Quelli che lei chiama ignoranti irresponsabili sono .....
. . . . . . . . . . . . Anche il codice della strada .....
Abbiamo vinto contro malattie terribili come il vaiolo .....
Vecchiano è Voilontariato
#tantifiliunasolamaglia


“Il gioco serio del teatro”

Vecchiano è volontariato
#tantifiliunasolamaglia

L'associazione culturale La Voce del Serchio ospite del giornale online da cui è nata

Vecchiano è Volontariato
#tantifiliunasolamaglia


UN IMPEGNO COSTANTE PER MANTENERE VIVO IL PASSATO E FRUIRNE ANCORA IN FUTURO

Pisa, 11 novembre
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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no vax? Portateli a visitare un reparto"
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Pisa, 15 e 17 ottobre
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di Bruno Pollacci
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È con te
Facciamo oggi quella scelta
Oggi in due ma restiamo sempre noi
È con te
Che la vita è come foglia
Noi leggeri saggi dentro vuoti mai
Sei .....
caro baffuto baffino ricorda che la fantasia se sfocia in diffamazione e calunnia quello e reato e non pregare la Santa Vergine a Roma davanti alla porta .....
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Le cose che mi piacciono più di tutte
di Ovidio Della Croce

16/8/2020 - 11:25

FINALMENTE DOMENICA!

Vorrei augurarvi buone ferie di Ferragosto con qualcosa di allegro e di amichevole. Non dunque la politica, che ci ha abituati al piccolo cabotaggio, ai giochini di potere, alle ripicche, ai candidati dello stesso partito in contrapposizione l’uno con l’altro. In Toscana siamo arrivati alle elezioni regionali nel modo peggiore possibile, parlo da elettore progressista. Però mi rincuoro un po’, ma solo un poco, a leggere i nomi di alcuni candidati alle prossime regionali, competenti e con grande esperienza. Non il Covid-19, con la curva dei contagi in risalita, sono già 20.730.456 i casi confermati nel mondo dall'inizio dell'epidemia. Non all’economia, che ci fa pensare in che mondo di merda viviamo, secondo un rapporto Oxfam i primi 8 miliardari possiedono una ricchezza come la metà più povera della popolazione umana.
 
Tolti di mezzo questi argomenti, ecco un piccolo elenco delle cose che mi piacciono, che mi aiutano a vivere un po’ meglio questi tempi difficili e mi scuso per alcuni fatti personali.
 
La voce di Gabriele Santoni che dice Molina mon amour resiste e introduce la terza serata delle sei in programma del “teatro alla giusta distanza”, con Francesco Bottai e Davide Aiello che rendono omaggio a Francesco De Gregori: “Viva l’Italia / L'Italia che resiste”.
 
Mi sono commosso quando è spuntato l’arcobaleno a Genova all’inaugurazione del ponte Morandi che ora si chiama San Giorgio, una cartolina in piena regola, ma ricca di memoria e di futuro, un ponte luminoso, bello e delicato, fidiamoci di lui, saliamoci e andiamo in una direzione.
 
“C’è una cosa che mi piace fare più di tutte”, siamo al cinema, è l’inizio dell’episodio In vespa che Nanni Moretti ci propone in Caro diario, una gita nei quartieri alti e bassi di una Roma deserta. È bello andare in vespa. Il sogno mio e di Susanna era di fare un giro come quello del film. Così, qualche anno fa, abbiamo fatto le nostre vacanze romane a Ferragosto e un giorno abbiamo fatto una gita in vespa, volevamo arrivare fino a Ostia antica al monumento di Pasolini, ma verso sera ci siamo fermati alla trattoria Il biondo Tevere, dove cenò quella notte buia Pasolini, che è anche bella, però è tutta un’altra cosa.
 
Mia figlia che viene a trovarmi in Sardegna con un’amica, le aiuto a preparare la canoa, ci salgono, e spingo la canoa in mare mentre dico ci vediamo alle due a pranzo al chiosco e mangiamo insieme. Alle due abbiamo mangiato insieme al chiosco e guardavamo il mare dall’alto.
 
Quando rientro a casa e trovo la targhetta di ottone sul portone con scritto il mio nome in stampatello pulita con il Sidol, in realtà la targhetta ce la fece mettere mio nonno che si chiamava come me, così come il portone e anche la casa erano di mio nonno. Vado fiero di mio nonno, mazziniano, repubblicano, e vado fiero della tradizione risorgimentale e antifascista della mia famiglia.
 
Le passeggiate sui sentieri freschi dell’Orecchiella, in Garfagnana si spende poco, è vicina, si sta bene. E poi magari spunta l'arcobaleno anche a Corfino, cosa vuoi di più? Le tagliatelle che ho impastato, accarezzato e gustato a una tavolata condivisa in una fattoria dell’appennino tosco emiliano, la faccia allegra di M. mentre le preparavamo, i racconti e le risate mentre le mangiavamo. Poi a M. qualcuno ha chiesto della sua malattia progressiva; lei, seduta sul retro del suo deambulatore, ne ha parlato con lucidità e alla fine ha detto: ecco sono incazzata, pausa, prima camminavo, facevo sport e ballavo, sai?
 
Francesco Bottai quando canta a Molina La ragazza e la miniera, una canzone sulla tragedia di Marcinelle e una canzone di speranza: “Meno male che c’è sempre uno che canta / e la tristezza ce la fa passare / Sennò la nostra vita sarebbe come una barchetta in mezzo al mare / Dove tra la ragazza e la miniera apparentemente non c’è confine / Dove la vita è un lavoro a cottimo / E il cuore un cespuglio di spine”.
 
Gli amici che mi invitano in qua e là. Da queste parti, quando vado a cercare un po’ di fresco sotto i lecci secolari di Sandro Baroni che gestisce “Il Mucchieto” su un promontorio del Monte Pisano, dove il turismo serve a finanziare le attività agricole, come deve essere in un agriturismo vero. E poi al tramonto una bruschetta con il suo olio buono, un bicchiere di vino fresco. Una cenetta a casa con amici, a me basta questo. Domani decidiamo se si parte per le Marche a trovare Elpidio e Antonella o forse no. Ci sono anche Marilena, Giuseppe e Matteo che ci apetterebbero a Todi.
 
I messaggi che ricevo da molti amici e amiche che leggono questi miei scritti della domenica, che cercano di essere piacevoli. Saluto e ringrazio i miei lettori e le mie lettrici, in particolare quelli più giovani: Raffaele Matteoni che ho tenuto in collo da piccolo, era tremendo, divertente ed era il mio bambino preferito; Pierluca Pelosi, Pietro Paradossi, Bianca Lattanzi e Tatia Eleni Bresnahan, che sono stati miei alunni molto bravi.
 
La domenica dopo Ferragosto, quando è difficile rimanere dentro casa io mi accontento del fresco della mia cucina per leggere e del silenzio del mio studio per scrivere questa rubrichina, però ci metto del tempo a scriverla, curioso di sapere nei vostri messaggi quali sono le cose che vi piacciono di più e che vi aiutano a vivere un po' meglio.

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21/8/2020 - 12:59

AUTORE:
Antonietta Timpano

Le cose che piacciono


Buongiorno!

E' un antidoto alla paura , è un richiamo, è una tecnica che scongiura e allontana la malinconia quella di concentrarsi e dare voce alle cose che ci piace fare.

“Il covid ha scatenato una miriade di pseudo-analisi, tra banalità e vecchie teorie riciclate. Che differenza con la Spagnola che, nel 1918, passò quasi sotto silenzio . Spegnete pure i social: prima di vent'anni nessuno dirà qualcosa di sensato:” Questa è l'intestazione di un articolo di Federico Rampini, apparso su D 'la Repubblica' del 1 agosto 2020. Mi piace leggere Federico Rampini che dice queste cose. Mi solleva dall'obbligo di informarmi capillarmente sull'andamento dell'epidemia, la quale genera panico e senso di impotenza perché non possiamo averne il controllo.

E' vero che 'c'è molto lavoro per le mosche, perché la merda è davvero tanta' ; si sa che la sanità Pubblica , così come la scuola Pubblica sono state impoverite e snaturate dalle politiche dei governi, e degli ultimi in particolare, si sa
che l'epidemia ha messo in luce proprio questo quindi mi piace pensare che attraverso il mio voto posso almeno scegliere da chi vorrò essere rappresentato, da quale candidato mi sentirei maggiormente tutelata. Mi piace andare a votare, piena di speranza che attraverso il mio singolo gesto le cose possano migliorare.

Mi piace molto leggere Ovidio, mi piace molto sentire la voglia di scrivere commenti ai suoi articoli. Mi è sempre piaciuto molto rispondere ai suoi richiami, sin dai tempi del gruppo 'Cafangareggio', di cui parleremo in seguito.

Godo nell'attendere i tramonti, da qualsiasi angolazione e da qualsiasi posto in cui mi trovi. Adoro quel passaggio tra la luce e il buio, così simbolico e così ipnotico. Mi piace quindi avere 'occhi per guardare' e 'cambiare lo sguardo' ogni volta che la malinconia e l'apatia stanno per assalirmi. Cambiare lo sguardo vuol dire aprirlo e vedere, inalare le immagini come si fa con l'aria.

Con l'età cambiano i gusti, le esigenze, i bisogni, le aspettative . Mi piace quindi sorprendermi a fare progetti. 'Non esiste sterilità finché si progetta' dice Moni Ovadia. Fare progetti o piani sul proprio futuro è come percorrere a piedi, senza fretta un ponte per andare al di là di se stessi e dei propri confini.

Mi piace , alla sera, cercare un bel film da vedere da casa, con John. Quando fuori imperversa la catastrofe, mi piace sentire la protezione della tana, sentirmi al sicuro all'interno dello spazio della casa. Mi ricorda appunto la funzione salvifica della 'tana'.

Mi piace anche sperimentare di poter fare a meno di molte cose che credevo indispensabili .
Mi astengo dall'elencarle perché non voglio fare propaganda anticonsumo, in questi tempi non è consigliabile. Dico solo che 'mi basta' quello che ho a portata di mano. Le smanie si sono placate grazie all'emergenza.

Mi piace anche trovare il buono nelle situazioni tremendamente difficili. Come ha detto Papa Francesco il 31 maggio 'Peggio di questa crisi c'è solo il dramma di sprecarla'.
Non sprecarla per ognuno di noi significa forse qualcosa di diverso.
Per me non sprecare una crisi significa recuperare il senso del gesto verso l'Altro, recuperare il potere delle parole attraverso lunghi digiuni dall'uso del linguaggio, recuperare l'importanza di quello che ho, inclusi i contatti con gli Amici. Anche con quelli con cui non dialogo più in diretta ma dei quali posso rileggere le parole belle, rassicuranti, colte, come sono le parole di Antonella.

Mi piace infine avere un compagno marito straniero, che possiede uno sguardo diverso dal mio, dal nostro di elettori progressisti delusi e amareggiati. John osserva il nostro paese Italia e rimane affascinato dalla sua 'sublime decadenza'.

Gli chiedo cosa significhi per lui e mi risponde che in nessun altro paese la famiglia garantisce affetto e sostegno sociale come in Italia; che siamo stati i primi ad aver introdotto una legge che preveda l'integrazione dei disabili nelle scuole e nelle classi comuni. Adesso si chiama 'inclusione' ma lui dice che è meraviglioso che un Luigi , un Paolo, (e cita i nomi dei miei alunni) si trovino nelle vostre classi, e me ne enumera i vantaggi per l'idea che se ne è fatto ascoltando i miei racconti . E mi parla anche del sole, della luce che inonda i nostri corpi e li scalda e cambia il corso dei pensieri e ne toglie il peso.

Insomma attraverso di lui ' cambio lo sguardo' sull'Italia e rivedo quello che non vedevo più, perché lo sguardo era offuscato dalle delusioni e dalle disillusioni.

Mi piace anche uno degli aforismi di Friedrich Nietzsche “Tutto quello che non ci uccide ci fortifica” , tradotto volgarmente in pisano “quer che 'un ammazza, 'ngrassa”
Mi piace essere consapevole che dipende da me non farmi travolgere e scoprire cosa significa la resilienza. Adesso va di moda. Questa parola è inflazionata ormai .

A me piace recuperarne il senso risalendo alla sua etimologia : Resilienza , da latino Resiliens, participio passato di Resilire, saltare indietro. I termini resilienza e l'aggettivo resiliente giravano già in Italia dal Settecento e i loro primi significato si avvicinano alla qualità di ciò che rimbalza, di ciò che reagisce. Questi significati sono stati raccolti in fisica, dalle scienze dei materiali capaci di resistere a urti modificandosi senza rompersi.

Non posso prevedere cosa succederà , non possiedo affinati strumenti di analisi economiche e politiche e accolgo il suggerimento di Federico Rampini di ascoltare e leggere sempre meno le 'pseudo analisi sulla crisi'.

Mi piace sperimentare i piccoli poteri di cui dispongo e che vi ho raccontato.

18/8/2020 - 19:49

AUTORE:
Pierluca

Molto carino il testo. Da veramente l'idea che sia felice. In tutto quello che scrive si nota la mano di una persona soddisfatta e fiera, felice della sua vita. E questo è bellissimo.

18/8/2020 - 15:53

AUTORE:
Cristina

Così a botta m'è venuto in mente pane e pomodoro, però m'è sembrato parecchio banale.
Mare, viaggi, amici, risate. Troppo generico.
Mi sono quasi commossa leggendo alcuni commenti.
Poi ho deciso. Ci sono tantissime cose che mi piacciono di più. Ma più di tutto mi piace Elisa.
Almeno un mezzo punto sopra pane e pomodoro.

18/8/2020 - 11:01

AUTORE:
Pietro

Prima di tutto le faccio i complimenti per l'articolo, sarà per l'affinità di pensiero, ma ne sono rimasto veramente colpito. Inoltre mi sono commosso nel vedere i ringraziamenti! Non vedo l'ora di rivederla e prendere un caffè insieme!

18/8/2020 - 1:21

AUTORE:
Bianca

Caro professore,
Tra le cose che preferisco è ricordarmi tutte le domeniche di avere incontrato un professore come lei, che durante le sue lezioni mi ha spinta verso ciò che mi ha dato un’identità.
Un abbraccio forte, la ringrazio.

17/8/2020 - 18:21

AUTORE:
Tatia

Caro Professore,

Le cose che mi piacciono di più in questo periodo

Cucinare per ore - magari ricevendo anche complimenti dai miei coinquilini per i profumi che vengono dal forno - e poi mangiare insieme a tavola come se fossimo diventati adulti tutto d'un colpo.

Svegliarmi lentamente la mattina e accorgermi della presenza della mia compagna accanto a me nel letto.

Preparare il caffè mentre lei dorme ancora.

I film che fanno pensare (consiglio 'queen&slim' e 'lunchbox')

Un bel libro alle 3 di pomeriggio

I temporali che interrompono le giornate di calura estiva

I professori che continuano ad insegnarci ancora molti anni dopo che siamo usciti dalle loro aule


Grazie di questo spunto di riflessione(e di avermi menzionata!)

Tatia

17/8/2020 - 13:01

AUTORE:
Piero

A me presempio mi piace una volta a settimana, o quando capita, leggere queste tue brevi note. Lasciarle sedimentare per una notte o due e poi rileggerle scorrendo le parole con le dita e cercando di intercettare i pensieri che le hanno suscitate e che vi si annidano e scoprire di essere sempre troppo distratto da non averci mai riflettuto. Però senza sconfortarmi, ma essere contento che qualcuno lo faccia.

17/8/2020 - 10:31

AUTORE:
Patrizia

Ciao Ovidio (per gli amici Edi),

comincio con il dirti che scriverò al condizionale presente, il motivo è noto.

Mi piacerebbe tanto andare alla Croce, sentire gli odori delle erbette nostrane, chiudere gli occhi e ritrovare il "mio piccolo mondo antico": tu sai che niente è più evocativo dell'olfatto

Mi piacerebbe passare una giornata tutta per me, una giornata egoista!

Mi piacerebbe stare un giorno con il mio nipotino Davide, che con il suo parlare forbito mi fa schiantà' da ride'.

Mi piacerebbe andare a zonzo, con mia figlia Rachele, per Trento, senza meta a perderci, come era nostra abitudine e chiaccherare fitto, fitto o tacere.

Poi gli amici di Trento, compagni di tante avventure. Mangiare insieme a loro e raccontarcela. Ci sentiamo spesso, ma la telefonata, per quanto calorosa possa essere, rimane, per me, sterile schermata da un paravento. Vuoi mettere il contatto visivo, gli abbracci pregni di affetto!

Tanto ancora mi piacerebbe fare, semplicemente un pomeriggio sotto un albero a leggere Aramburo,e buttare dalla finestra la poltrona su cui leggo e regolarmente vengo interrotta!

Rimane il sogno, l'immaginazione che è già molto.

Il tuo articolo mi è piaciutissimo, sei sempre pìù bravo!!

Patrizia

17/8/2020 - 10:06

AUTORE:
Raffaele

Grazie Ovidio,
Ci emozioni sempre
Grazie anche per il giovane! credo di essere un progressista anch'io quindi ormai vecchio..

17/8/2020 - 9:16

AUTORE:
Ultimo

.............. essere contenti di quello che abbiamo e di quello che siamo basti. ........... Sapersi accontentare è una prerogativa di pochi. ........ Il progresso e il benessere non bastano se non lo sappiamo apprezzare. ......... Renderebbe infelici desiderare le Maldive quando possiamo avere la MARdiVE ( MARina di VEcchiano ) anche se ha il " difetto ", per molti, di essere a km zero .......... eppoi puoi raccattare le arselle e incontrare il principe arsellaio ( ma vi pare poco? ) ......... Ultimo

17/8/2020 - 8:23

AUTORE:
Luigi

Le cose che mi piacciono di più... Per esempio oggi (domenica 16), sul monte Gennaio (ma è Agosto!), sotto il sole, ma con un fresco venticello a 1800 metri...

16/8/2020 - 17:09

AUTORE:
Giuseppe

Tante sono le cose che mi piacciono perché, nonostante i problemi siano spesso più delle cose positive, la vita è comunque bella e meravigliisa se la si prende nel verso giusto e con buon senso.
Ci sono però cose che amo più delle altre e che fanno il cielo più sereno. Stare con le persone a cui voglio bene a parlare o mangiare insieme sia scherzando sia di cose più serie. Suonare la chitarra, bene solo ma meraviglioso se si suona con altri... Stare in posti dove si incontrano più persone gentili che persone immusonite e che hanno solo da lamentarsi, chiaramente degli altri. Stare con persone che rispettano la libertà di tutti, che lasciano a tutti vivere senza volerli fare vivere come pretendono loro. In Italia purtroppo di gente che rispetta gli altri e lascia vivere ognuno come vuole ce ne è sempre meno ma ancora si vive bene. Poi mi piace fare nuove esperienze mangiare cose mai assaggiate, camminare in mezzo alla campagna selvaggia con mio figlio che fa foto agli animali e io che mi immergo nella natura (panismo)... Ci sono tante altre cose, tutte piccole cose, che ognuno può fare senza dare fastidio ad altri. Diversi anni fa scrissi una poesia sull'Italia già allora in decadenza sul rispetto, in quel testo c'erano tante cose brutte che purtroppo si sono accentuate. Finiva con la speranza che anche noi Italiani tornassimo, come quando poveri ma educati e dignitosi emigravano per il mondo, degni di futuro. Speriamo di essere ancora in tempo.
Scusa la prolissità... Ciao. Bello l'articolo, venite a trovarci.