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A distanza di qualche anno fa piacere ricordare quella grande e partecipata iniziativa che fu il Maggio Migliarinese e rivedere le immagini di un tempo che sembra molto lontano. Pochi volontari con modeste risorse economiche ma tanto entusiasmo, voglia di fare e partecipare alla vita sociale comune riuscirono a portare ad un piccolo paese come Migliarino una serie di eventi e di spettacoli mai visti in una così piccola comunità.

Grazie per aver ricordato quel bellissimo periodo del .....
Subito dopo giorni di pioggia ci sono grandi trattori .....
Alcune regioni fanno un open day per chi volontariamente .....
Fare politica significa lavorare con la massima trasparenza .....
Vecchiano è Volontariato
#Tantifiliunasolamaglia


VIVI IL TUO PAESE, SCENDI IN CAMPO CON NOI

Vecchiano è Volontariato
#tantifiliunasolamaglia


MARE MOSSO O MARE CALMO LA TUA VITA PORTIAMO IN SALVO

Vecchiano è Volontariato
#tantifiliunasolamaglia


Un paese è di tutti quelli che lo sanno raccontare

Pisa, 20 maggio
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Coltano, Venerdì 4 e sabato 5 giugno
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"Dante, una terzina per volta"
di Stefano Benedetti
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Pisa, 14 maggio
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San Giuliano Terme, 23 maggio
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CAMPIONE D'EUROPA DEI SUPERPIUMA
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Migliarino Volley
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Pontasserchio
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Migliarino Volley - U15 Femminile
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Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio .....
caro baffuto baffino ricorda che la fantasia se sfocia in diffamazione e calunnia quello e reato e non pregare la Santa Vergine a Roma davanti alla porta .....
di Aldo Torchiaro -il Riformista
Lo sfogo di Catiuscia Marini: “Che delusione Zingaretti, mi ha scaricato”

20/10/2020 - 13:13

Lo sfogo di Catiuscia Marini: “Che delusione Zingaretti, mi ha scaricato”


L’indagine di Terni si è conclusa con tante scuse: avevamo sbagliato, mandiamo al macero le carte e tanti saluti. “Il fatto non sussiste”: rimbomba l’eco rotonda dell’assoluzione. L’inchiesta, aperta nel novembre 2016, aveva fatto presagire l’Apocalisse. Mandato a casa il sindaco, il Dem Leopoldo Di Girolamo, ed acceso la miccia che porterà poi a far saltare la Regione Umbria, in continuità amministrativa dal dopoguerra fino ad allora.
Il 16 novembre, quindici giorni dopo che la terra aveva scosso Amatrice, arriva anche il terremoto giudiziario: Terni si sveglia in stato di guerra. Dall’alba, dalle regioni contigue, sono in marcia le autocolonne della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. 52 volanti con le sirene accese circondano il Comune, un edificio modesto. Nel palazzo entrano 104 uomini in divisa, tutti armati. Un elicottero viene mandato a ruotare sopra Palazzo Spada, sede dell’amministrazione civica. Rimane sospeso due ore in aria, minaccioso e incombente come la regìa vuole, per le inquadrature. Quasi la prova generale di un golpe: mancavano i carri armati e i cavalli di frisia. Ci sono le pistole e le urla. Gli sfollagente e i lampeggianti.

Per cosa? Per cercare delle carte. “Turbata libertà degli incanti e falsità ideologica”, si leggerà negli atti che sei mesi dopo porteranno, nel corso di una seconda puntata, all’arresto dei protagonisti, raggiunti da provvedimento di custodia cautelare al domicilio firmati dal Gip, Federico Bona Galvagno. 

L’elicottero. 52 volanti. 104 divise. Due anni in stato d’arresto. Ma “il fatto non sussiste”. Non era vero niente. «È una bellissima notizia, io non avevo mai avuto dubbi sulla loro onestà personale», fa sapere Catiuscia Marini, 9 anni sindaco e 9 anni Presidente della Regione. Colpita anche lei dalla “lettera scarlatta” delle Procure umbre, era stata costretta a dimettersi dal segretario del Pd, da cui si è sentita tradita. «Io non avevo dubbi, ma ricordo bene le posizioni pelose di alcuni esponenti Pd, anche parlamentari».

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Catiuscia Marini è finita nel calderone che ha visto indagati 45 tra dirigenti, funzionari pubblici e rappresentanti istituzionali della Regione, con l’accusa di aver pilotato assunzioni nella sanità pubblica. Raggiunta da un avviso di garanzia, è stata abbandonata. E non solo come dirigente di partito, ma come membro di una comunità intorno alla quale – in un attimo – si è fatto il vuoto. A Perugia come a Terni, tra il 2016 e il 2018, se ne è avuta la dimostrazione plastica: bastava un tasto premuto dalla Procura ed ecco l’avviso di garanzia trasformato in siluro, in una bomba che fa saltare improvvisamente gli eletti, azzera le giunte, resetta le maggioranze e costringe a cambiare segno alla politica. «Ed è l’avvelenamento della democrazia», ci dice Marini.

La sua esperienza amministrativa è stata interrotta dal combinato disposto tra Pm e Pd, partito che sulla vicenda umbra ha non solo perso la maggioranza in Regione, ma rinnegato la sua natura. «Ha rinnegato la sua missione di forza democratica, riformista e garantista», incalza l’ex governatrice della Regione. «E sono tre caratteristiche che devono strettamente rimanere connesse tra loro».

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