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Orazio Riminaldi non è il mio pittore preferito. Dunque, credetemi: la decorazione della cupola della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Pisa è davvero una “figata pazzesca”. La cominciò nel 1627, a trentaquattro anni, morì a soli trentasette anni di peste bubbonica. Aveva investito molto nella sua formazione di artista. Quando capiremo che investire nella formazione è un punto strategico?

. . . . . . . . . . ovvero i giornalisti seri e bravi .....
Il PD del vescovo Letta ha tolto la tari alla chiesa, .....
Con le nuove aliquote irpef come al solito ci rimettono .....
. . . tutti noi bravi soldatini bersaniani-cuperliani .....
....Ci siete? Proviamo ad aprire quella porta e ad incontrarci?
Mandateci un messaggio e noi organizzeremo un incontro.

C’è un’idea strana che aleggia su Migliarino, una sorta di profezia, a Migliarino non c’è niente e non succede niente.Siamo sicuri che a Migliarino non ci sia nulla? Proviamo a fare un inventario...

Vecchiano è Voilontariato
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“Il gioco serio del teatro”

Vecchiano è volontariato
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L'associazione culturale La Voce del Serchio ospite del giornale online da cui è nata

di Riccardo Ricciardi
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di Anna Ferretti e Michele Passarelli Lio (Coordinatori Provinciali)
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di Renzo Moschini
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I Consiglieri di Vecchiano Civica
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Comitato Comunale di Italia Viva Pisa
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Molina di Quosa, 10 dicembre
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Marina di Pisa, 3 dicembre
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L'arte di fare l'olio a Vicopisano
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Circolo ARCI Migliarino
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Ai Circoli ARCI di Filettole e Nodica, sab.4 dic.
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Squadre calcio Valdiserchio
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Seduto al freddo e piove neve
Ma non ti nota quella gente
Con quello sguardo cerchi aiuto
Tu sei per loro inesistente
Mentre tu geli fra il cartone
Passan .....
Buongiorno, stamattina anche complice il forte vento e' caduto un palo della luce stradale in via d'ombra zona largo tazio Nuvolari, solo il "caso" a fatto .....
di Umberto Mosso
IL PERICOLO E’ NEI “DETTAGLI”.

13/12/2020 - 19:40

IL PERICOLO E’ NEI “DETTAGLI”.


A molti sono sfuggiti due passaggi importanti del discorso fatto da Matteo Renzi l’altro giorno in Senato.
Attratti dal tema della “privatizzazione” della governance del Next Generation EU e dalla contrarietà, espressa su questo dal leader di Italia Viva, quei due passaggi, fondamentali per capire cosa stia accadendo e cosa di peggiore potrebbe accadere, non ad un partito o al governo, ma al Paese intero, sono stati sottovalutati.
Il primo è l’invito rivolto esplicitamente al PdC, fatto dai banchi di una delle massime Istituzioni, cosa prima d’ora mai accaduta, a fermare l’opera di disinformazione promossa dai suoi collaboratori, che “chiamano i direttori e le redazioni dei media” perché distorcano l’interpretazione delle sue parole, per condizionare l’opinione pubblica all’idea che Renzi è solo a caccia di visibilità e poltrone.
Sappiamo quanto il mondo dei media sia sensibile alle pressioni, denunciate in Senato, di palazzo Chigi. Che, peraltro, gestisce i fondi per il sostegno economico alle testate.
E’ più che evidente che, dopo meno di 24 ore nelle quali i principali commenti riconoscevano, più o meno imbarazzati, il fondamento delle critiche di Renzi, gli opinionisti militanti abbiano corretto il tiro e si siano “spostati”, come un sol uomo, accreditando un presunto retropensiero del “do ut des” del solito irresponsabile.
Questo non dice, solo, che l’invito di Renzi a smetterla di condizionare i media e l’opinione pubblica non è stato accolto, ma soprattutto che quel sistema c’è ed è penetrante e attivo. Da anni e sempre più pervasivo e soffocante, bisogna aggiungere.
Il secondo riguarda la contrarietà espressa da Renzi, l’unico a farlo pubblicamente, a mettere i servizi segreti sotto la direzione di una Fondazione che, come noto, anche se costituita da soggetti pubblici, è un soggetto giuridico che agisce in regime privatistico.
Questo non è un fatto tecnico-organizzativo, come il PdC vuole far credere, ma fortemente politico perché rende permeabile e sfuggente al controllo democratico un servizio tra i più sensibili per la sicurezza dell’Italia. Anche in questo caso le istituzioni costituzionalmente preposte al controllo dei servizi, il Copasir, verrebbero di fatto esautorate da un ente gestito privatisticamente dal PdC (pro tempore, creando un pericoloso precedente).
Alla contrarietà espressa, nel Copasir, da tutti i partiti Conte ha risposto che lui tirerà diritto. Disprezzo arrogante per le istituzioni democratiche e delirio di onnipotenza galoppante.
Se si mettono insieme i fatti, come l’indebolimento del Parlamento dopo il “taglio”, la sua esautorazione e quella del governo sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Next Generation EU, la privatizzazione dei servizi segreti e una opinione pubblica addomesticata contro chi si oppone più insidiosamente, come Renzi e Italia Viva, screditandone l’immagine con false interpretazioni, lascio a chi legge, sgombro da pregiudizi e con onestà intellettuale, decidere verso che Italia vorrebbe guidarci Conte.
Un regime autoritario, una democratura “all’acqua di rose”, come lo definirebbero alcuni nostalgici o gli smemorati. La linea Conte somiglia al vecchio programma Casaleggio padre o, se si preferisce, riecheggia alcune idee di quello Gelli. Infatti Grillo appoggia e Di Battista si è improvvisamente taciuto.
Chi è cambiato? Il M5S nella variabile Conte? O chi si culla nelle distinzioni bizantine e si barcamena tra il sonno e una veglia stracca, come il PD e LeU?

Altro che visibilità e poltrone.





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