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Paolo Malacarne: “O la Sanità è pubblica o non è!”

Questo motto esprime esattamente il pensiero di uno dei medici più conosciuti e chiacchierati del nostro territorio, pare prossimo alla pensione. Qui si apre ad una intervista a tutto campo del nostro caro amico Gabriele Santoni (la Redazione)

Son d’accordo che la brevità e la capacita di sintesi, .....
. . . . . . . . . . . . . . anche noi sappiamo quanto .....
Buongiorno, vede sig. Marziano, il sistema operativo .....
. . . . . . . . . . . . . . io leggo e scuoto desolatamente .....
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Consegna mascherine

    Campagna per la consegna della mascherine fornite dalla Regione Toscana per tutti i cittadini di Migliarino.

    Il circolo ARCI aderisce alla iniziativa. Di seguito gli esercizi che hanno aderito dove si possono ritirare e gli orari addetti.

     

    CONSEGNA MASCHERINE PROROGATA FINO A LUNEDI 23 NOVEMBRE (SABATO E DOMENICA COMPRESI)


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


le conchiglie dei ricordi,
affiorano
sciacquate dal battito
sulla pelle riemersa,
dove sale e libeccio s'incontrano.
Dune ed ombra
s'aggrovigliano .....
Fra uno ( leghista ? ), che parla di mercato delle vacche di Conte, come se il centrodestra non l' avesse mai fatto, ricordate Scilipoti e altri, e .....
CULTURA E SPETTACOLO di Giulia Baglini
Castello di Cireglio pronto a rinascere nel nome di Policarpo Petrocchi

22/2/2021 - 8:42

Castello di Cireglio pronto a rinascere nel nome di Policarpo Petrocchi

CULTURA E SPETTACOLO
di Giulia Baglini


“Mai niun dirà ch’ei visse poco, quando / Libero visse e sempre lavorando”


L’epigrafe apposta sul monumento dedicato a Policarpo Petrocchi, al centro della piazza di Castello di Cireglio, dipinge un uomo di lettere, operoso e prolifico nella sua professione e munifico nei confronti del paese che il 16 marzo 1852 gli dette i natali. Un paese che negli ultimi anni gli ha tributato varie iniziative, che sono culminate nella recente istituzione di un Parco Letterario.

Per capire meglio le finalità del progetto, partiamo dalla biografia del celebre scrittore e filantropo.
Dal borgo che domina la valle del Vincio di Brandeglio, i genitori, Luigi e Carolina Geri, lo mandarono a studiare a Pistoia, dove lo accolse lo zio prete Giuseppe di Francesco Petrocchi (1829-1906), in seguito priore di San Giovanni Fuorcivitas. Nel 1869, il giovane Policarpo ha una lite con il professor Teofilo Arcangeli: l’episodio, giunto al culmine di un percorso di studio caratterizzato da scarsi profitti, lo porta ad abbandonare il Seminario vescovile, dove frequentava come allievo esterno il terzo anno del corso di Retorica. L’anno dopo Monsignor Giovanni Conti, amico del canonico Petrocchi, lo chiama ad insegnare italiano in un collegio di Martinengo, nel bergamasco.
Quando l’istituto chiude, trova due impieghi a Torino: come insegnante grazie a Giovanni Lanza e alla sua amicizia con due preti letterati e patrioti della montagna pistoiese, Pietro Contrucci e Giuseppe Tigri, e come precettore privato presso la famiglia Avogadro di Collobianco. 
Nel 1873 il giovane pistoiese si trasferisce a Milano, dove ottiene un posto di insegnante al civico Collegio Calchi Taleggi, diretto da Luigi Sailer, educatore e letterato. Grazie a lui Policarpo lavora anche al Collegio Militare.

Nel capoluogo lombardo  avverrà un lungo periodo di permanenza, fino al 1895. Il lavoro da insegnante consente al Petrocchi di trascorrere le ferie estive  a Castello di Cireglio, dove si attiva per migliorare l’aspetto esteriore del paese e la qualità di vita dei suoi compaesani. Nel 1880 fonda la Società di mutua assistenza ‘Onore e Lavoro’, della quale offre la presidenza onoraria a Giuseppe Garibaldi;  si impegna per dotare Castello di una scuola, per realizzare una strada che colleghi il paese alla Via Nazionale (già Via Modenese) e per realizzare due fontane che portino alle case l’acqua potabile. Non trascura neanche l'aspetto sociale e comunitario, istituendo una festa dedicata al Patrono del paese, San Rocco.


Nel 1875 nasce il suo primo figlio, Luigi, che morirà purtroppo a soli 9 anni. È Il primo frutto della intensa storia d'amore con Clementina Biagini, figlia di un noto medico locale e già moglie del notaio Evangelista Arcangeli, che aveva sposato solo per volere delle rispettive famiglie e con il quale aveva avuto una bambina, Ersilia. Per Policarpo Clementina lascia il marito e la figlia e lo raggiunge a Milano, avendo con lui  altri cinque figli. 
I testi narrativi pubblicati da Petrocchi sono molteplici: Fiori di campo, Nei boschi incantati, Garibaldi a Gavinana, la commedia La società del sor Amaddio e I Vespri e il romanzo incompiuto Il mio paese, rimasto inedito e pubblicato solo nel 1972. La sua notorietà si deve alla traduzione in lingua corrente e fiorentineggiante de L'Assommoir di Emile Zola Pubblica testi scolastici e saggi critici, soprattutto su Manzoni, ma anche su Goldoni e Dante:  il saggio La lingua e la storia letteraria d’Italia dalle origini fino a Dante uscirà postumo nel 1903.
La sua opera più celebre, pubblicata nel 1887 e nel 1891  per i tipi dell’editore Treves è il Nòvo dizionario universale della lingua italiana, seguito da un’edizione scolastica (il Nòvo dizionàrio scolàstico della lingua italiana dell’uso e fuori d’uso, stampato nel 1892 e da un’edizione ridotta (il Pìccolo dizionàrio della lingua italiana), edito nel 1895.
A Milano Petrocchi intesse una fitta rete di relazioni con scrittori e poeti toscani (da Renato Fucini a Giovanni Procacci, da Mario Pratesi a Ferdinando Martini). Frequenta anche alcuni il filologo Pio Rajna, gli scrittori Emilio De Marchi e Salvatore Farina, il critico Cesare Cantù e il linguista Isaia Graziadio Ascoli. Ha occasione di incontrare Edmondo De Amicis, Luigi Capuana e Giovanni Verga. 


Ma il rapporto più degno di nota, seppur controverso, è quello con Giosuè Carducci: si conoscono nel  1869, presso l'editore Vallardi e si frequentano anche a Castello dove il poeta soggiorna nell’estate del 1882. A Roma, nel 1895, avviene un violento scontro: Policarpo aveva attaccato duramente Francesco Crispi, uomo politico ammirato da Carducci, il quale sembra che per la rabbia avesse minacciato il suo interlocutore con un coltello, definendolo "Un Toscanello che s’è fatto manzoniano a Milano". I due si ritrovano a Bologna nel 1902, non riuscendo mai a riappacificarsi veramente.
Di ispirazione repubblicana, anticlericale e attratto da idee socialisteggianti, Petrocchi non nascose tuttavia il suo rispetto per Casa Savoia e, soprattutto, per Vittorio Emanuele II che aveva avuto un ruolo importante nella nascita dell’Italia unita. A Roma, dove si trasferisce per insegnare nella nuova sede del Collegio Militare, pubblica Le guerre, libro pacifista e contro la violenza, con il quale vince il Premio Saccardi. Quando scrisse che "la graduale abolizione degli eserciti permanenti e la diffusione dell’istruzione e del benessere sono ormai l’unica speranza della povera razza umana", non poteva sapere che uno dei suoi figli, Guido, sarebbe morto da capitano proprio nella guerra del ‘15-‘18.
Il suo amore per la lingua italiana e per i testi scolastici avrebbe dovuto condensarsi nell'opera Tesaurus, enciclopedia illustrata rimasta incompiuta alla lettera ‘D’. 
Il 2 dicembre 1900 muore la moglie Clementina. Lo scrittore, un anno dopo, annota nel suo diario: «Sarà quel che Dio vuole. Vorrei finire molte opere meditate da un pezzo, e che crederei utili […]. Vorrei anche prima sistemare i miei figlioli tutti. Anche a questo riguardo, fiat voluntas tua». E ancora: «Mio padre morì a 51 anno; a 51 anno credo che pure io me ne andrò».

Purtroppo la sorte non gli permette neanche di raggiungere quel traguardo. Il 24 agosto del 1902 si trova a Castello di Cireglio per seguire l’organizzazione delle festa di San Rocco e, durante un ballo con una signora del luogo, si accascia a terra, ai piedi di lei. Il 12 settembre 1909, nella piazza di Castello, viene inaugurato un monumento in suo onore, opera dello scultore Lorenzo Guazzini. È il primo dei tributi che gli dedicano i suoi compaesani e i pistoiesi tutti, che non lo hanno mai dimenticato. 
Uno spettacolo teatrale della Compagnia dei Semplici ricorda questo sentimento: si intitolava "Policarpo la tua valle ti ricorda" e andò in scena nel 2002, in occasione dei 150 anni dalla nascita dello scrittore e dei 100 anni dalla sua morte.
In quell'anno si tennero molte celebrazioni, tra le quali il Convegno nazionale in onore di Policarpo Petrocchi, a cui presero parte linguisti, storici e studiosi come Enrico Ghidetti, Paola Manni, Gianni A. Papini, Giorgio Petracchi, Gianluca Chelucci, Andrea Fusari, Andrea Ottanelli, il compianto Carlo Onofrio Gori.
Per i tipi de Gli Ori, uscì il volume dedicato agli Atti del convegno di studi, curato da Andrea Ottanelli e Carlo Onofrio Gori che, con il nipote del letterato Guido Petrocchi, ebbero parte attiva nell'organizzazione dell'evento.
Il Comune e la Provincia di Pistoia e in particolare la Biblioteca Forteguerriana, che conserva libri e documenti dell'illustre concittadino, si erano uniti per un progetto, denominato "Le parole della tradizione", finanziato dall'Unione Europea e promosso dal dirigente del settore cultura Maurizio Vivarelli, che voleva mettere in rilievo le reti di legami che intercorrono tra le attività di natura più propriamente storico-linguistica inerenti Policarpo ed il campo, ampio e complesso delle tradizioni, ed in particolare delle tradizioni popolari. I risultati del progetto sono visibili sul sito  http://petrocchi.comune.pistoia.it
In anni più recenti si è fatta strada l'idea di dedicare allo scrittore pistoiese un Parco Letterario, il secondo in Toscana e il ventesimo tra i 26 presenti in Italia. 
Il progetto è nato da un’idea del Settembre 2019 di tre associazioni della montagna pistoiese: “Onore e Lavoro”, “Amo la Montagna APS” e “Storia e Città” .
Le tre compagini sono coordinate da tre noti e importanti intellettuali e studiosi pistoiesi: Giovanni Capecchi, Andrea Ottanelli e Claudio Rosati.
Con il Parco Letterario, scrive il presidente di Amo la Montagna Maurizio Ferrari, "si intende promuovere un rilancio ambientale, culturale ed economico di una vasta area incentrata sulla Valle del Brandeglio, basandosi sull’idea, sempre più vincente, di un turismo letterario, inteso non solo come frequentazione dei luoghi petrocchiani ma come come ampia cornice all’interno della quale poter tutelare, valorizzare e promuovere tutte le eccellenze e le propositività locali".
L'iniziativa è stata approvata dal  Presidente della Società “Paesaggio culturale italiano”, Stanislao de Marsianich e dall'amministrazione comunale di Pistoia. L’idea iniziale, tradotta in redazione definitiva da Giovanni Capecchi, illustrata e curata graficamente dal fotografo Maurizio Pini, membro dell'associazione Amo la Montagna, è accompagnata dall’auspicio che prima della prossima estate possa ufficialmente vedere la luce ed entrare a far parte della prestigiosa rete dei Parchi letterari italiani ed europei già esistenti.


Ferrari rircorda anche i punti di forza del Parco: "in primis la presenza di un autore come Policarpo Petrocchi, che ha un rilievo nazionale e che è strettamente legato a Castello di Cireglio. Ancora, la presenza di un’opera letteraria come Il mio paese, che descrive Castello di Cireglio e i suoi dintorni, oltre a molte altre pagine che possono essere valorizzate per 'scoprire' e proporre ai visitatori del Parco luoghi di Castello di Cireglio e della montagna. Infine, la presenza di un borgo ben conservato".
Inoltre, il progetto complessivo si pone alcuni obiettivi precisi: "la valorizzazione dei luoghi legati a Petrocchi e un percorso museale all’aperto, camminate e passeggiate lungo i sentieri raccontati da Petrocchi il recupero dei luoghi abbandonati della montagna anche attraverso il progetto regionale “Banca della Terra”, la creazione di un albergo diffuso e l’organizzazione, con cadenza annuale, di una Festa del Parco".
Una iniziativa da sostenere, quindi, nell'ottica della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico della nostra montagna. Non abbandoniamo le nostre terre alte, facciamole rinascere. 
 - Si ringrazia Maurizio Pini (mauriziopini.com) per le foto del monumento a Policarpo Petrocchi







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