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Se la guerra si dovesse decidere in televisione probabilmente sarebbe una guerra infinita, stante le diverse e spesso divergenti opinioni. Su tutto, sulle cause, le strategie, le soluzioni. Ma ogni opinione è di per sé, per definizione, rispettabile, se non presa per interesse personale o strategia politica. Ognuno ha il diritto costituzionale di esprimere la sua evitando sempre di offendere gli altri.

La saluto affettuosamente senza improperi…non mi .....
. . . . . . . . . . . . . . . tu sia indottrinato .....
. . . . trovatene uno bono, ne hai immensamente bisogno. .....
Apprezzo l’impegno, ma il risultato è scarso, .....


Quando la poesia chiama bisogna rispondere.

(di Nadia Chiaverini)


Credo che nascondere o modificare il proprio corpo che invecchia, faccia parte di un agire - imparato - che non vuole farci accedere con agio alla saggezza dell'invecchiamento.


Quando ero bambina aspettavo con entusiasmo la seconda domenica di maggio perché era la festa della mamma e coincideva con quella del paese di Migliarino dove vivevo con la mia famiglia.

di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Giovanni Frullano eletto segretario all’unanimità
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Sentirsi come zolla di terra appena arata e accogliere i semi portati dal vento per sperare sempre in nuove messi.
Ho apprezzato moltissimo che qualcuno abbia sentito il bisogno di far conoscere la scritta di un probabile spacciatore-tossicodipendente poeta presso la .....
Vediamo chi è e che vuol fare il min. Roberto Cingolani
Stefano Cingolani: troppi giuristi e un approccio leguleio al ministero della Transizione ecologica

18/3/2021 - 14:44


Cingolani: troppi giuristi e un approccio leguleio* al ministero della Transizione ecologicaIl ministro non guarda solo al suo dicastero, ma a tutta la PA.

E chiede un nuovo modello dove si guardi ai risultati e non al controllo formale. "Dobbiamo inventare una struttura nuova". Soddisfazione per la scrittura del Recovery plan, ma preoccupazione sulla capacità di realizzare le opere previsteTroppi giuristi e un approccio leguleio al ministero della Transizione ecologica e nella Pubblica amministrazione in generale.

Il neo ministro Roberto Cingolani lancia un attacco durissimo contro la struttura del suo dicastero durante un webinar dell'Ispra e Snpa da titolo  'Presto e bene. La transizione ecologica dai progetti ai cantieri'."Quando io sono entrato nel ministero della Transizione ecologica, - dice Cingolani  - ho scoperto che la definizione di tecnico è giurista. 

E' questo il problema.
Se io vado in ospedale e mi presentano 450 giuristi e ho l'appendicite, mi permettete di dire che non è questa la definizione di tecnico?".

Secondo il ministro, allora, "il vero problema è che abbiamo fatto crescere in maniera ipertrofica la natura leguleia del nostro approccio. Noi pensiamo a fare appalti perfetti, carte perfette, poi nessuna va a vedere se la cosa funziona. Noi viviamo in un paese che tende a fare molto controllo ex ante e poco controllo ex post. Non c'è mai un track record del risultato".

 Cingolani pone il vecchio problema del modo di agire della Pubblica amministrazione: deve esercitare un mero controllo sulle procedure o agire per raggiungere obiettivi verificabili? Un tema su cui si cimenta anche il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Il ministro della Transizione ecologica comunque non ha dubbi sul modello e sceglie il secondo. E per arrivarci ha in mente di usare il denaro che dovrebbe arrivare dall'Unione europea.

 "Quello che voglio fare - spiega - è un buon progetto di Recovery Plan e mettere in piedi una struttura nuova del Ministero, che deve essere tecnica e internazionale".Perché, continua, "se non è internazionale, non potrà competere sui tavoli sui quali andremo a competere in futuro. Se non è tecnica, non saprà dare le informazioni ai ministri che verranno dopo per prendere le giuste decisioni. Poi c'è una parte tecnica di natura giuridica e legale, ma non può essere quella la tecnica dall'A alla Z.

Stiamo giocando su una scacchiera dove ci sono sole torri o solo alfieri. Non basta. Ci servono tutti i pezzi". Un problema che è anche all'attenzione del presidente del Consiglio Mario Draghi.

"Il tempo ha un costo - aggiunge Cingolani -. Se io dico non fare nulla che non rischi nulla, chi è preposto a decidere non farà nulla. Se io dico che se fai male sarai punito, ma anche se non fai e perdi tempo sarai punito, la persona che deve dirigere questa operazione dovrà trovare il sacro equilibrio tra fare bene e fare nei giusti tempi. Questo non lo puoi fare se l'aspetto tecnico è solo quello normativo-legale. Il problema è che quando ci andiamo a scontrare con la struttura, il cui unico interesse è promulgare sé stessa e continuare ad esistere, io lì mi fermo".Come dire: se non supero questo ostacolo il mio impegno viene meno. E del resto Cingolani dice: "Avrò una permanenza abbastanza limitata in questo ruolo.

L'ho detto sin da primo giorno: io non voglio fare questo lavoro. Presto il mio servizio sperando di essere utile al paese e poi tornerò a fare le mie cose. Quindi mi auguro di fare un buon progetto, mettere in piedi una struttura del ministero nuova e ragionevole che dovrà essere - ripete - tecnica e internazionale".Il ministro è abbastanza ottimista per come procede la scrittura del piano da presentare all'Unione europea e invece nutre una certa preoccupazione per la capacità del paese di realizzare le opere previste. "Lo stato di avanzamento del Piano è abbastanza positivo, abbiamo iniziato tre settimane e mezzo fa e abbiamo davanti sei settimane e mezzo, siamo a poco più di un terzo del totale", spiega Cingolani.  Soddisfatto anche del metodo che si sta seguendo. Perché ora c'è "massima soddisfazione perche è un impegno condiviso da tutti con grande entusiasmo. Dunque c'è moderato ottimismo perché sta uscendo un lavoro di una certa solidità, ed è importante presentarsi in Europa  con un prodotto di buona qualità".Ma aggiunge, c'è "grande preoccupazione sulla capacita di scaricare a terra queste iniziative", perché "inventare è facile realizzare lo è meno". Il problema "è quella che ho chiamato la transizione burocratica", dice il ministro, perché "se guardiamo il track recente riusciamo a fare ogni anno il 10% di quello che annunciamo" e "se capitasse con il Pnrr sarebbe catastrofico, non riusciremmo a presentarci con le fatture da rimborsare in Ue, per così dire".

 Cingolani a questo punto torna sulla sua dichiarazione di guerra alla vecchia burocrazia e dice: "Dobbiamo inventare qualcosa di completamente nuovo, non razionalizzare ma inventare una struttura nuova. Il nostro meccanismo è cosi complesso che rimetterlo in sesto e semplificarlo potrebbe essere troppo difficile".

Quindi, "le istituzioni capiscano che è una cosa molto seria, nessuno si può tirare fuori", raccomanda il ministro, "tutti capiscano l'importanza" della situazione e del problema, "perché questa non credo sia sbagliato dire che è l'ultima possibilità che abbiamo".



* Leguleio - Giurista, avvocato poco abile, che tende al cavillo - con una nota di servilismo.

Fonte: (ansa)
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