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In questo periodo di grande confusione una guida medica per chi è malato o pensa di esserlo perché ha avuto, o pensa di aver avuto, un contatto con un positivo al Covid. Un contributo della Voce per fare chiarezza.
 

Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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. . . . . . . . . . . . . . . . è il mio suggerimento .....
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Un vecchianese; un pole di la sua ricalcando un pensiero .....
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Sinistra Civica Ecologista
Non servono nuove RSA, ma assistenza vera per tutelare la dignità delle persone

20/5/2021 - 16:37



C'è una discussione in corso, ad oggi soprattutto tra gli addetti ai lavori, che riguarda le residenze assistite per anziani o non autosufficienti nei nostri territori.
Si fa un ragionamento molto semplice basato prioritariamente sui numeri.

Si dice che le nostre zone hanno un numero ics di anziani, le residenze attuali sono tre, siccome da tabelle nazionali il numero dei posti dovrebbe avere un certo rapporto, ecco che qui ci sono le condizioni per costruirne altre.
Siccome un posto in una residenza, tra quello che paga il cittadino e quello che paga il servizio sanitario nazionale si aggira sui 3400 euro circa, ecco la convenienza per soggetti privati di fare domanda per costruire nuove residenze.
Questo può essere un discorso giusto se si ragiona come oggi, in termini puramente economici, se gli interessi vengono prima della persona.

Se nei comuni è più importante l’assessorato alla urbanistica prima del assessorato al sociale o scuola.
E’ sbagliato ragionare cosi se invece viene prima la persona.
Purtroppo oggi dobbiamo ricordare delle verità che sono state dimenticate.

Essere anziani non è una malattia, essere non del tutto sufficienti non è una colpa per cui si sradica una persona dalla famiglia e nella parte finale della vita lo si obbliga a vivere in un posto anonimo spesso senza l’affetto dei suoi cari.
Allora cosa significa questo, che le RSA non debbono esserci?

Certo che debbono esserci, ma debbono essere l’estrema ratio per ogni famiglia.
Tra le principali motivazioni per cui una famiglia si rivolge alle RSA è perché quando si trova con una persona anziane in casa o non del tutto sufficiente, ma questo riguarda anche quando ci sono i bambini, le famiglie sono lasciate quasi del tutto sole, non hanno i dovuti aiuti per affrontare la nuova situazione che si è creata, e allora si ricorre alla RSA, anche magari quando in casa non c’è posto per avere una persona per ventiquattro ore.
Molte famiglie fanno il possibile per accudire le persone che hanno in casa e lo fanno di propria iniziativa, ricorrendo alla collaboratrici familiari (badanti), spesso per risparmiare si pagano tutto o in parte al nero, ma è sempre una iniziativa privata delle famiglie compresi tutti i costi a carico.
Va cambiato questo approccio, ed oggi c’è una grande possibilità.
Nei soldi stanziati per la sopperire ai disastri della pandemia, nel capitolo salute, vi sono alcune cose importanti che, se ben governate, possono cambiare il modo di affrontare la assistenza alle persone.
Il ministero della salute a messo come uno dei punti fondamentali l’assistenza domiciliare, ciò significa potenziare ulteriormente i servizi pubblici inerenti alle assistenti sociali , personale infermieristico ed altri servizi che possono essere fatti direttamente a casa.

Già questo sarebbe un aiuto fondamentale alle famiglie sotto tutti i punti di vista, anche quello psicologico.
Con le case della salute e la telemedicina si dà davvero un contributo importante alla assistenza della persona in loco.
Cosi come diviene importante ripensare a punti di aggregazione locali, che possono permettere di svolgere attività sociali senza staccarsi dal luogo in cui si vive e si hanno gli affetti.
Queste ed altre ancora dovrebbero essere le strade da percorrere.
Se all’ufficio urbanistico di un qualsiasi comune viene presentata la domanda per la costruzione di una nuova residenza assistita, anche se tutte le carte sono in regola, prima di dare questa autorizzazione, l’amministrazione dovrebbe chiedersi se è stato fatto tutto quanto per assistere le persone a casa, non ragionare quindi nel rapporto numerico tra anziani e posti in residenze assistite, ma il rapporto tra le esigenze e quello che realmente si fa.
Ed oggi c'è un'altra grande malattia, e non riguarda solo i giovani, da combattere, ed è la solitudine, ecco perché deve essere rivista tutta la politica sociale nel senso più ampio.
Ecco perché non sarebbe una grande scelta oggi far costruire ancora RSA senza prima fare tutto ciò che deve essere fatto mettendo al centro la persona nel suo valore umano e non economico.

 

Franco Marchetti
 
 
 
 
 
 
 

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