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di Renzo Moschini
I parchi per il ministro Cingolani non fanno parte dell’ambiente

19/7/2021 - 12:09

I parchi per il ministro Cingolani non fanno parte dell’ambiente


Il ministro infatti ha tolto ai parchi gli 80 milioni che gli erano stati riservati per usarli diversamente (ho letto poi che si è trattato di un errore e che rimedieranno). E’ la conferma preoccupante e allarmante che la tanto conclamata transizione ecologica penalizza innanzitutto l’ambiente, perché i parchi, dell’ambiente, costituiscono l’ambito più pregiato gestito con leggi nazionali e regionali da stato, regioni, enti locali e associazioni. Gestione che prevede un piano che raccordi l’insieme delle questioni che riguardano il territorio tutelato.
Non  si può parlare di ambiente se al centro dell’attenzione non si mettono la Natura e la Biodiversità.
L’attuale governo e ministero della transizione ecologica vuol ricondurre i vari aspetti ambientali ad unica sede ministeriale che dell’ambiente non conserva più neppure il nome e tanto meno gli riserva un minimo di attenzione. Tanto è vero che il ministro Giovannini, che all’ambiente aveva dedicato con Fabrizio Barca un interessante libro avente ad oggetto le aree interne ove si evidenziava l’esigenza di integrarle con le aree protette, è finito al ministero delle infrastrutture.
L’ambiente è stato assegnato a Cingolani che  lo riconduce alla digitalizzazione, alle energie rinnovabili e a tutte le trasformazioni tecnologiche, ma ignorando completamente il ruolo dei parchi e dei loro piani  e togliendo loro anche le risorse che l’Europa riserva all’ambiente, all’inquinamento e al riscaldamento che provoca i danni e i disastri gli ultimi dei quali sono sotto i nostri occhi in questi giorni.
Il governo non può continuare in questa non gestione ambientale ma deve finalmente intervenire dedicando una Conferenza nazionale sui parchi e le aree protette dove stato, regioni, enti locali, ambientalisti e cittadini tutti possano concordare misure e programmi comuni.
Si chiede troppo?
Renzo Moschini
 
 

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24/7/2021 - 13:43

AUTORE:
Davide Faraone

L’attacco che il M5S sta riservando a Roberto Cingolani è davvero vergognoso. L’ultimo agguato l’altro giorno, nelle commissioni Ambiente e Affari costituzionali della Camera, dove l’esecutivo è stato battuto sul decreto Recovery, fondamentale per ottenere i primi 24 miliardi di aiuti dall’Europa, da un emendamento dei grillini. Un’imboscata a tutti gli effetti portata a termine anche grazie alla complicità del Pd.
A Cingolani, uno straordinario scienziato che ci invidia tutto il mondo, rimproverano di essere troppo tecnico e troppo autonomo. Insomma, uno di quelli che sa far funzionare il cervello ed è abituato a far di testa sua. Capite bene che le due cose sono incompatibili con il partito dell’uno vale uno, dell’incompetenza e della fedeltà al capo.
Ed è così che Cingolani sin dal suo insediamento ha dovuto subire un clima di veti e di dispetti inaccettabili. Ancor più grave questo atteggiamento perché, ma probabilmente non tutti l’hanno capito, in capo a Cingolani ci sta uno dei pilastri del Pnrr, la transizione ecologica, e il ministro si sta dimostrando molto più politico di quello che vogliono far apparire.
Perché quando questo “tecnico”, assediato dalla guerriglia di alcuni partiti di governo che dovrebbero sostenerlo, ribadisce che “la transizione deve essere giusta e nessuno va lasciato indietro” altrimenti sarà un bagno di sangue, quando sottolinea che accanto alla trasformazione non può che esserci un sistema di protezione delle categorie più deboli, per non danneggiare decine di migliaia di persone che possono perdere il lavoro “perché certe transizioni nell’industria si fanno in fretta”, Cingolani fa più politica con la P maiuscola di tanti dilettanti seduti sugli scranni delle Camere.
E quando qualcuno gli fa notare che il M5S è deluso dal suo lavoro, lui risponde come dovrebbe rispondere chi ha sulle spalle tutto il peso di una trasformazione della società senza precedenti. “Francamente è un gioco che mi interessa molto poco”, dice. “Io devo fare quello che mi ha chiesto il Governo Draghi e per il quale ho giurato di servire il mio Paese”. E conclude: “La delusione del M5S? Mi interessa poco, ci sono migliaia di posti da salvare”.
Avanti e buon lavoro prof. Cingolani. Massima fiducia da parte nostra.

22/7/2021 - 10:27

AUTORE:
Massimo

....che il generale era nel corpo forestale, divenuti CC sotto il gov. Renzi, e di servizio in Basilicata. Con una parentesi nei vigili urbani della provincia di Napoli...
Cingolati sta all'ambiente come il sottoscritto alla fisica quantistica...

20/7/2021 - 20:14

AUTORE:
GigiDiTeglia

........... il nostro parco è Santo Baldinacco ........ Principe della Baldinacca e ivi nato.
(....) ripulidiede onniosa e salvò il nostro parco. ........... E' l'eroe dei nostri tempi a cui tutti noi dobbiamo essere grati. .......... La storia ce l'ha raccontato ..... la seduta è tolta. ......... GigiDiTeglia

19/7/2021 - 13:12

AUTORE:
BdB, Cittadino del Parco

Dal 1988 al 2007 sulla via principale del Parco di Migliarino bastava scrivere un nuovo libro, fare l'ennesimo convegno con espertoni e lasciare che l'inferno ivi presente fosse lasciato progredire, ma si era tolto la potestà ai duchi Salviati di proteggere quel luogo con la legge del dicembre /79 che istituiva il Parco Regionale...
... poi qualche santo/santi del paradiso a suo/loro rischio e pericolo provvedevano in loco a ri/dare la dignità perduta con l'avvento del "Nostro" Parco.
e...
Poi, poi ho vinto/si è vinto!
......................................

Piesse, è proprio vero che a far del bene ai micci si ricevono solo pedate (vero Luca G ?, ma occhio alla polizia postale per le offese!
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nb, il precedente ministro dell'Ambiente fu promosso a quel ministero perchè scoperse "la terra dei fuochi", ma essendo generale dei carabinieri che operava in quelle terre e non un barbiere e/o farmacista; non vedeva niente nei decenni precedenti?