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Se la guerra si dovesse decidere in televisione probabilmente sarebbe una guerra infinita, stante le diverse e spesso divergenti opinioni. Su tutto, sulle cause, le strategie, le soluzioni. Ma ogni opinione è di per sé, per definizione, rispettabile, se non presa per interesse personale o strategia politica. Ognuno ha il diritto costituzionale di esprimere la sua evitando sempre di offendere gli altri.

BASE MILITARE A COLTANO
. . . . . finalmente la Provincia .....
La saluto affettuosamente senza improperi…non mi .....
. . . . . . . . . . . . . . . tu sia indottrinato .....
. . . . trovatene uno bono, ne hai immensamente bisogno. .....


Quando la poesia chiama bisogna rispondere.

(di Nadia Chiaverini)


Credo che nascondere o modificare il proprio corpo che invecchia, faccia parte di un agire - imparato - che non vuole farci accedere con agio alla saggezza dell'invecchiamento.


Quando ero bambina aspettavo con entusiasmo la seconda domenica di maggio perché era la festa della mamma e coincideva con quella del paese di Migliarino dove vivevo con la mia famiglia.

Dal blog di Fulvia Ferrero (a cura di BB, red VdS)
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di Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Zelensky a sorpresa al Festival di Cannes (a cura di BB, red VdS)
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di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Giovanni Frullano eletto segretario all’unanimità
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di Bruno Pollacci
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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MIgliarino-Vecchiano calcio
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Sentirsi come zolla di terra appena arata e accogliere i semi portati dal vento per sperare sempre in nuove messi.
Ho apprezzato moltissimo che qualcuno abbia sentito il bisogno di far conoscere la scritta di un probabile spacciatore-tossicodipendente poeta presso la .....
di Peppe Papa
Conte ‘shock’: io come Draghi, ma crocifisso dai media

21/12/2021 - 14:18

Conte ‘shock’: io come Draghi, ma crocifisso dai media


Il quarto d’ora di celebrità che Warhol sosteneva prima o poi sarebbe capitato a chiunque, certe volte può prendere alla testa. Insomma, convincersi di essere diventati veramente dei fenomeni, degni dell’ammirazione, della popolarità e del rispetto di tutti. Anche se le luci si abbassano, l’attenzione sfuma e si ritorna all’inaccettabile anonimato da cui si è venuti.
E’ quello che sta accadendo, più o meno, a Giuseppe Conte anche se per lui l’oblio al momento pare sia scongiurato. Passa da un talk all’altro, dispensa interviste, inascoltato detta la linea del M5S di cui è il Capo, civetta con il Pd che gli ha fatto credere di essere un “punto di riferimento fortissimo” del centrosinistra.

Finché dura perché rompere l’incantesimo? E allora, capita che, senza pudore, prenda le fattezze del grande statista e arrivi a dichiararsi un pari di Mario Draghi al quale, da parte dei media, è stato riservato un trattamento molto più benevolo rispetto al governo precedente giallo-rosso da lui presieduto.

Neanche lo ha sfiorato l’idea di chiedersi il perché, preferendo recitare la parte del martire sacrificato agli interessi dei ‘poteri forti’. Ospite di Tagadà su La7, ha spiegato che al posto di Draghi sarebbe stato crocifisso “come tante volte, l’ennesima, il clima mediatico e gli attacchi subiti durante il Conte 2 sono stati molto diversi rispetto al dibattito politico attuale”.

Sarà un problema di autorevolezza, competenza, affidabilità, prestigio internazionale a fare la differenza? I risultati brillanti raggiunti nel contrasto all’emergenza economico-sanitaria che hanno dato lustro al nostro paese ergendolo ad esempio per il resto del mondo intero? Vallo a capire.

Quel che conta è poter godere ancora un poco delle luci della ribalta, giocando a fare il leader di un partito ormai ai titoli di coda, non rinunciando a dire la sua sulla partita Quirinale, anche se non sembra avere alcuna idea di come giocarla.
Il massimo che è riuscito a dire sull’argomento è che sarebbe “impropria” una autocandidatura del premier in carica e per questo “non la vedo”. Una banalità buona per riempire qualche minuto di televisione, dando l’impressione di dire una cosa intelligente tanto da far sbizzarrire i retroscenisti.
Un po’ poco, ma tanto basta, soprattutto se si è già ‘saggiamente’ deciso che, quel che resta del Movimento, sul nome del prossimo Presidente andrà a rimorchio del Pd, anche se non si dice.





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