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Se la guerra si dovesse decidere in televisione probabilmente sarebbe una guerra infinita, stante le diverse e spesso divergenti opinioni. Su tutto, sulle cause, le strategie, le soluzioni. Ma ogni opinione è di per sé, per definizione, rispettabile, se non presa per interesse personale o strategia politica. Ognuno ha il diritto costituzionale di esprimere la sua evitando sempre di offendere gli altri.

BASE MILITARE A COLTANO
. . . . . finalmente la Provincia .....
La saluto affettuosamente senza improperi…non mi .....
. . . . . . . . . . . . . . . tu sia indottrinato .....
. . . . trovatene uno bono, ne hai immensamente bisogno. .....


Quando la poesia chiama bisogna rispondere.

(di Nadia Chiaverini)


Credo che nascondere o modificare il proprio corpo che invecchia, faccia parte di un agire - imparato - che non vuole farci accedere con agio alla saggezza dell'invecchiamento.


Quando ero bambina aspettavo con entusiasmo la seconda domenica di maggio perché era la festa della mamma e coincideva con quella del paese di Migliarino dove vivevo con la mia famiglia.

Dal blog di Fulvia Ferrero (a cura di BB, red VdS)
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di Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Zelensky a sorpresa al Festival di Cannes (a cura di BB, red VdS)
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Giovanni Frullano eletto segretario all’unanimità
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Incontrati per caso...
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Squadre di calcio Valdiserchio
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MIgliarino-Vecchiano calcio
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Squadre di calcio Valdiserchio
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Squadre di calcio Valdiserchio
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Sentirsi come zolla di terra appena arata e accogliere i semi portati dal vento per sperare sempre in nuove messi.
Ho apprezzato moltissimo che qualcuno abbia sentito il bisogno di far conoscere la scritta di un probabile spacciatore-tossicodipendente poeta presso la .....
di Mario Lavia
Lingotto addio. L’inevitabile ritorno di D’Alema nel Pd e il tramonto del riformismo progressista

3/1/2022 - 8:51

Lingotto addio L’inevitabile ritorno di D’Alema nel Pd e il tramonto del riformismo progressista

L’ingresso dei pochi esponenti (ed elettori) di Articolo Uno all’interno del Partito democratico segna la fine dell’ambizioso disegno di Walter Veltroni di unire i riformisti dell’area socialista, liberale e cattolica in un soggetto a vocazione maggioritaria


Massimo D’Alema ha perfettamente ragione, è tempo che Articolo Uno si sciolga nel Partito democratico. Prima di tutto perché il suo partito è stato un fallimento, è rimasta una enclave di ceto politico ex diessino, e davanti alla prospettiva delle elezioni, forse già nella primavera prossima, non avrebbe scampo: di qui la necessità, almeno per alcuni suoi esponenti, di accasarsi nel Pd, e per tutti gli altri (a partire proprio dal lìder Maximo) di ritrovare un ruolo. 
Ma questo in fin dei conti non è poi molto importante: si tratta di vicende umane. È interessante invece l’aspetto politico, e qui sta la ragione di D’Alema. Che differenza c’è tra Bersani e Letta, tra D’Alema e Bettini, tra Speranza e Provenzano? Nessuna. E siccome il Pd di oggi è in sostanza guidato da quel centrosinistra interno che appunto va da Letta a Provenzano, ecco che i reduci di Articolo Uno trovano in quel Nazareno che abbandonarono durante la “malattia” renziana un appartamento certo molto più comodo del seminterrato di venti metri quadrati che è il partitino del ministro della Salute. 

Massimo D’Alema ha dunque ragione, e ora darà il suo modesto colpo di barra allo scafo pilotato da Enrico Letta nella direzione di un partito più tradizionalmente di sinistra, post-diessino (lasceremmo stare espressioni di ben altra portata quali comunista, socialista o socialdemocratico), su una linea più sensibile a Landini-L’Espresso-Gruber che ai riformisti interni, più sensibile a Tomaso Montanari che a Sabino Cassese, con una spruzzata di manettarismo del patriota Travaglio, un vago movimentismo ambientalista, una sorta di populismo democratico buono – le Agorà – e molto professionismo di ex quadri dei Ds, incomparabilmente più efficace e smaliziato di quello degli ex renziani rimasti nel Pd a far la guardia al bidone.

Questi ultimi sono indispettiti dal ritorno nel partito di uno come D’Alema che li ha insultati per anni e che continua a farlo definendo il renzismo una «malattia» (rimembranza leniniana dell’ex segretario del Partito democratico della sinistra), una volgarità a cui ha dovuto per forza rispondere Letta non meno di 24 ore dopo che lo aveva fatto Filippo Sensi, deputato democratico ex portavoce di Renzi e di Paolo Gentiloni. 


Gli ex renziani rimasti nel Pd (“Base riformista”) sostengono che non sarà certo l’ingresso di Speranza e compagni a dettare la linea del Pd. I newcomers sono effettivamente pochi. Ma la questione è un’altra: come mai a D’Alema quello che finora faceva schifo adesso piaciucchia? Non essendo cambiato lui (se non nel senso di un sempre crescente radicalizzazione del suo pensiero), è chiaro che a essere cambiato è il partito di Letta: e che questo spostamento a sinistra – diciamo così per brevità – sia avvenuto all’ombra di un ex democristiano aggiunge al tutto un pizzico di paradosso. 
Vedremo se ci sarà un qualche segno di vitalità degli ex renziani annidati nei ministeri e nei gruppi parlamentari: si sente perfino parlare di congresso. Quello che si può dire fin d’ora è che il vecchio disegno del Lingotto di Walter Veltroni, cioè l’idea di una nuova sintesi delle tre culture riformiste, quella socialista, quella liberal-democratica è quella cattolico democratica, già mai davvero inveratosi, sembra definitivamente saltato per aria. Si torna a casa.

Ha vinto Massimo D’Alema, chapeau.





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3/1/2022 - 8:55

AUTORE:
Roberto L

Art 1 breve storia triste 😥

Nascondino* è un gioco tradizionale. Lo si gioca in gruppi, all'aperto o al chiuso. A volte si usa anche il termine nasconderella. Un altro sinonimo molto meno conosciuto è rimpiattino, che deriva dal verbo rimpiattare, sinonimo del verbo nascondere.