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L’impoverimento del linguaggio e l’incapacità di descrivere le proprie emozioni è una delle principali cause dell’aumento di violenza nella sfera pubblica e privata ma anche responsabile di una accertata riduzione della nostra intelligenza.

A tutti coloro che, con a mio parere una buona dose .....
Il mondo va avanti e le genti pure, nel bene e nel .....
. . . . . . . . . . . un t'è bastata la lezione a .....
. . . nel 2029 il PdR debba esser eletto direttamente .....
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Accade a volte
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cosparsi nel vento
folle divenni,
senz'altro .....
Con grande dispiacere e soltanto casualmente in questi giorni sono venuta a conoscenza della morte del Dottor Assanta. Ritengo sia stato un esempio di .....
SCE Lungomonte
Indignarsi non basta se non sappiamo costruire una comunità che rappresenti chi è escluso.

8/1/2022 - 14:00


Oggi ci troviamo davanti ad una frammentazione politica che non è in grado di rappresentare il malessere politico e sociale che viene della società, le scelte compiute in questi ultimi tempi, ma soprattutto il dibattito per la elezione del nuovo Presidente della Repubblica ne sono una evidente dimostrazione.
Non basta più denunciare i mali e le scelte compiute se poi, non trovano rappresentatività politica ed ogni uno pensa di rappresentarle meglio del altro a prescindere.
Come è possibile pensare che anche in un periodo come questo dove la pandemia da covid19 ha contaminato tutte le parti del mondo, la cura avviene non per necessità ma per disponibilità economiche.
Un grande paradosso, stiamo vivendo, da un lato una ripresa economico finanziaria molto importante, e sul altro versante un forte aumento delle diseguaglianze ed un forte grido di dolore dalla parte più in difficolta del nostro paese che rimane soffocato o sotto traccia perché nessuno è disponibile a starlo a sentire, soprattutto quella parte che dovrebbe essere la sinistra.
 Questa situazione è la dimostrazione più evidente di un mondo costruito sulle diseguaglianze e le differenze.
Certo oggi, in una situazione come questa si sente molto forte, l’assenza della grandi organizzazioni politiche di massa che sapevano mettere insieme milioni di persone su idee comuni, sapevano far sentire le persone parte di una comunità e protagonisti del loro destino, siano stati dottori o operai, ingegneri o contadini, tutti erano parte di una comunità, ed a loro modo protagonisti del loro destino.
Anche se spesso in modo diviso, però Ci sono importanti movimenti che pongono quasi quotidianamente al centro delle loro lotte le rivendicazioni per un mondo migliore, come i giovani sul ambiente, le richieste per una scuola migliore, la tutela per un lavoro piu sicuro e duraturo. Ma queste grandi rivendicazioni non trovano una rappresentanza politica.
Non è piu tempo di fermarsi sui propri approdi, dobbiamo saper rappresentare i bisogni e le necessita delle persone, saper ricostruire un idea di futuro che sia inclusiva e ugualitaria, che sappia rispettare i diritti delle persone, che ponga di nuovo al centro la pace e l’auto determinazione dei popoli, dare una risposta che sappia andare oltre l’economicismo oggi imperante è dannoso per riaffermare il valore della persona.
C’e bisogno che ogni uno lasci le proprie piccole case e sappia rimettersi in gioco per costruire una proposta politica più importante, inclusiva che sappia raccogliere la domanda di cambiamento che viene dalla società, una domanda di cambiamento inascoltata, con una grande differenza rispetto al passato, oggi non c’è una sinistra debole, non c’è proprio una sinistra o una forza politica che si ispiri a quei valori di uguaglianza diritti e rispetto della umanità. Ci sono tante persone che hanno questi principi, ci sono alcuni movimenti che provano a dare una risposta, importante ma che molto spesso rischiano di arenare la loro spinta appena entrano nella sfera governativa sia locale che nazionale. Basta che si avvicini una elezione e subito, anche il pur timido dibattito per costruire qualcosa per stare insieme, subito si arena e si sposta sulle alleanze e coalizioni, di nuovo una discussione vana per le necessità di oggi, soprattutto per la parte più debole della società.
È forviante anche il dibattito di questi giorni, sul costruire una casa dei progressisti, se si sta in un partito o un altro se non si parte dal perché stare insieme, sembrano buone parole per la tv ma il risultato non cambia.
Il tempo è adesso ed una strada già c’è se sappiamo guardare alla nostra storia migliore.
Si navighi in mare aperto, movimenti, e piccoli partiti della attuale sinistra, lascino i loro sicuri approdi, ma quanto sicuri poi? E si mettano insieme le forze migliori per ri- costruire, si un partito di sinistra si ricostruiscano le basi di una comunità politica che sappia identificarsi nei valori, e nei principi propri della parte sinistra della società.
Scatti in ogni uno di noi che ci riteniamo figli della resistenza un moto di indignazione per la discussione attorno alla elezione del presidente della Repubblica, non era per questo che i nostri padri e nonni hanno lottato, ma trasformiamo questa nostra indignazione in una proposta politica alta che sappia parlare e coinvolgere quella parte di paese oggi esclusa perché non rappresentata.
Non abbiamo bisogno di tanti piccoli leader, ma di una nuova comunità che sappia riconoscersi e riconoscere le persone che ne fanno parte
Il tempo è adesso non domani e abbiamo una grande occasione, ci saranno scadenze importanti, allora oggi andiamo oltre, non vengano fatte riunioni per vedere quali alleanze costruire, poi magari chiamarle di centro sinistra, senza sapere cosa sia il centro o la sinistra, si incontrino da subito in campo aperto senza l’ancora della appartenenza e si getti le basi per costruire una comunità piu grande ed inclusiva.
Si guardi anche al nostro territorio, abbiamo esperienze positive come quella di SCE, o Sinistra Italiana, o movimenti, ecco si lasci i propri approdi e ci si riunisca per costruire qualcosa di più grande duraturo ed inclusivo per quella parte di società che subisce i danni maggiori proprio perché non ha rappresentatività alcuna.
Si torni al coraggio di saper guardare e progettare il futuro ed andare davvero oltre questo sistema che tanti danni ha fatto e sta facendo, ed il tempo è adesso.

 

Franco Marchetti
 

 
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