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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

La carriera politica personale dell’Onorevole Mazzeo .....
Bonaccini ha dato le dimissioni da presidente della .....
. . . c'è più religione ( si esce un'ora prima). .....
. . . uno sul web, ora, che vaneggia che la sua .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Mauro Pallini-Scuola Etica Leonardo: la cultura della sostenibilità
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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APOCALISSE NOKIA di Antonio Campo
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Il mare
con le sue fluttuazioni e il suo andirivieni
è una parvenza della vita
Un'arte fatta di arrivi di partenze
di ritorni di assenze
di presenze
Uno .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Dal blog di BEZZIFER
La resistenza ucraina non piace alla sinistra radicale perché non combatte contro l’America.

16/3/2022 - 15:45

La resistenza ucraina non piace alla sinistra radicale perché non combatte contro l’America.

 

È un’illusione ottica che deriva dal fatto che, a differenza del pacifismo integrale (che è una cosa seria, infusa persino di un anelito religioso), questi hanno intesta il solito binario: Stati Uniti contro resto del mondo.Dunque soprattutto bisogna essere contro l’America, e se l’America (di Donald Trump o di John Fitzgerald Kennedy è la stessa cosa) oggi è con Kiev allora che Kiev cada, qualche colpa ce la deve avere per forza, altrimenti nello schema terzinternazionalista che non ha mai abbandonato questo modo di pensare, i conti non tornerebbero.

È la logica di Donatella Di Cesare, fin troppo bersagliata per insistere qui, che si rifugia nel caro vecchio schermo della complessità pur di non ammettere che tutto il mondo civile sta giustamente con l’Ucraina, pur di non sottoscrivere gli appelli a sostenere Kiev con tutti i mezzi che vengono da Joe Biden, Emmanuel Macron, Mario Draghi e tanti altri; e se la metti alle strette, facendo semplicemente osservare che qui c’è un Paese invasore e un altro che è vittima dell’invasione, allora la professoressa di filosofia teoretica (ma che hanno i filosofi da un po’ di tempo?) la butta un po’ dalemianamente in tribuna: «Ma dov’è la politica?»

.La politica è momentaneamente sospesa a causa delle bombe, cara professoressa: non è complesso, questo.

 

Insomma, presso intellettuali, giornalisti e militanti della super-sinistra c’è come un fastidio per una guerra condotta dagli ucraini per quello che è, una guerra di libertà: fastidio per non averlo previsto – loro che hanno categorie forti alle spalle, dal materialismo storico in giù -, fastidio per un popolo “non nostro” – gli ucraini non sono i vietcong né i campesinos né i palestinesi .

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