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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
di Bruno Pollacci
Oggi è il 1° Maggio, giorno dedicato alla “Festa dei Lavoratori”

1/5/2022 - 8:35

Oggi è il 1° Maggio, giorno dedicato alla “Festa dei Lavoratori”, ma nel cuore non sento alcuna atmosfera di festa, perchè il pensiero mi và spontaneamente, naturalmente ed immediatamente a coloro che il lavoro non ce l'hanno: i disoccupati.

A quelli che lo sono da sempre perchè non hanno ancora mai avuto occasione di trovare un vero lavoro, che non fosse al nero ed estremamente precario ed insicuro, senza quindi un'occupazione legalmente retribuita ed assicurata, ed ai tanti nuovi, che specialmente in questi ultimi anni, a causa degli effetti negativi e devastanti della pandemia covid, della crisi economica ed ora anche della guerra in Ucraina, hanno perso il lavoro in conseguenza alle innumerevoli chiusure di grandi fabbriche, aziende ed attività lavorative di ogni grandezza e tipologia. Il pensiero mi và a coloro che anche stamani, come ogni altro giorno, svegliandosi, hanno vissuto immediatamente il senso di preoccupazione, di smarrimento e di disperazione pensando alla difficoltà di trovare il denaro per comprare cibo e vestiario per i propri figli, per le proprie famiglie e per se stessi, per pagare l'affitto, per pagare le bollette del gas e della luce, per mettere carburante nel proprio mezzo di trasporto, per pagare il mutuo della propria casa, e che dopo tanti tentativi falliti nella ricerca di un lavoro, hanno perso o stanno perdendo ogni speranza ed ogni fiducia nel presente e nel futuro. In questo giorno dedicato alla festa dei lavoratori penso anche a chi, perdendo il lavoro, ha perso anche la casa e si è ritrovato a vivere per strada, costretto ad elemosinare cibo nelle mense per i poveri e dormendo tra i cartoni, senza un riparo, e questa mia opera a pastello seppia intitolata “La Disperazione del disoccupato senza casa”, (che realizzai forzatamente con la mano sinistra nei mesi in cui avevo il polso destro ingessato per una frattura multipla e scomposta), la dedico a tutti i disoccupati con fraterna vicinanza, solidarietà ed affetto, con la speranza che presto possano ritrovare fiducia e speranza con una nuova opportunità di lavoro, che dovrebbe essere un diritto per ogni individuo.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
















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