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E’ una frase tratta da “Una storia come questa”, canzone del 1971 interpretata da Adriano Celentano su testo e musica di Goffredo Canarini e Miki Del Prete. Una realtà che molti di noi hanno vissuto e che sembra appartenere ad un passato così lontano da essere quasi dimenticato. Ma forse….

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
SI PUO’ APRIRE LA PARTITA DELLA PACE, E FORSE MOLTO DI PIU’.

12/5/2022 - 20:20

SI PUO’ APRIRE LA PARTITA DELLA PACE, E FORSE MOLTO DI PIU’.
Parto per qualche giorno. Ma non prima di avere sottolineato le parole di Mario Draghi pronunciate a Washinton.
“Eravamo uniti e ora siamo ancora più uniti”, “L’Europa è l’alleato degli Usa, quindi le sue visioni non sono in contrasto, ma stanno cambiando e dobbiamo parlarne. Bisogna riflettere sugli obiettivi di questa guerra e poi decidere”. “Tutte le parti devono fare uno sforzo per arrivare a sedersi intorno ad un tavolo, in particolare Russia e Stati Uniti”.
Incontrando Nancy Pelosi, l’ha salutata dicendo “Porto il desiderio di pace dell’Europa”.
Draghi sta dimostrando che si può mettere in campo una politica che tenga insieme sia la costruzione di una prospettiva negoziale, sia l’invio di armi per sostenere la resistenza ucraina, che è la condizione per non far vincere Putin e convincerlo a trattare.
“Il percorso negoziale è molto difficile” ha aggiunto il premier parlando all’Ambasciata italiana “ma il primo punto è che deve essere una pace che vuole l’Ucraina, non imposta da altri né tantomeno dagli alleati”, dicendosi convinto che bisogna eliminare anche il sospetto che si arrivi a una pace che “magari fa comodo agli Usa, all’Europa, ai russi”, ma che non fosse accettabile dagli ucraini. “Sarebbe la ricetta per arrivare al disastro” ha detto “a ltrimenti non ci sarà pace, ci sarà una finta pace che verrà tradita ogni momento”.
Draghi ha poi affrontato un altro punto cruciale, rappresentato dalla riunione del G20 del prossimo novembre in Indonesia e nella quale è prevista la presenza di Putin.
“Ne ho parlato brevemente con Biden”, ha detto Draghi, “e ho presentato la situazione per quella che è: saremmo tutti tentati di non sederci allo stesso tavolo cui si siede Putin, ma alla luce della necessità di costruire un tavolo di pace bisogna riflettere prima di abbandonare questi consessi”.
Credo che Draghi, e il governo italiano che presiede, siano sulla strada giusta e questa strada dia un ruolo importante alla stessa Unione Europea. Il PdC non spaccia facili soluzioni, né dice di averne preconfezionate in tasca. Ma sollecita tutti, anche gli Usa ai quali si presenta a schiena dritta, a costruire le condizioni per l’avvio di una trattativa che abbia al centro l’indipendenza dell’Ucraina, il ristabilimento della legalità internazionale e la sua adesione all’UE.
Le reazioni di Biden e del mondo politico Usa più in generale, sono tutte di attento ascolto e grande considerazione. Il giorno precedente Biden aveva dichiarato “Ora mi preoccupa che Putin non abbia una via d’uscita”. Lo scopo dell’occidente è il fallimento strategico dei progetti aggressivi e imperialisti di Putin, non il dissanguamento della Russia, come scrive il New York Time.
C’è e ci sarà dibattito su come ridimensionare Putin, ma non è in discussione il massimo sostegno all’Ucraina e l’Europa si presenta da protagonista, con Draghi, al centro della scena geopolitica.
Sono finiti i tempi di “Giuseppi” e Draghi non è andato a Washinton a prendere ordini, come sostenevano gli utili idioti di Putin. E che sia ringraziato Matteo Renzi anche per questo.
Anche la Cina ora parla di difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina e del protagonismo dell’UE nella partita per la ridefinizione dell’assetto di sicurezza in Europa.
La partita della pace è solo all’inizio, ma la strada è aperta.
A lunedì.





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