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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
Arpat Toscana
Il Vermocane, una nuova specie invasiva nell'Arcipelago Toscano

16/5/2022 - 23:40

Il Vermocane, una nuova specie invasiva nell'Arcipelago Toscano


Un progetto di scienza partecipata che coinvolge subacquei, pescatori e bagnanti che frequentano coste rocciose per raccogliere segnalazioni e immagini su presenza e impatto del Vermocane, una specie invasiva segnalata anche in Toscana

Il cambiamento globale e l'aumento generale della temperatura delle acque marine stanno causando uno spostamento verso i poli nella distribuzione delle specie. Nel Mediterraneo, il continuo riscaldamento del mare sta favorendo alcune specie autoctone subtropicali portandole verso lo stato di invasive. Questi “invasori nativi” sono sempre stati presenti nei settori centro-orientali del Mediterraneo, più caldi, ma oggi stanno colonizzando anche settori nordoccidentali che, a causa del riscaldamento, stanno diventando sempre più adatti a queste specie.

Tra gli invasori nativi vi è il Vermocane o verme di fuoco (nome scientifico Hermodice carunculata). Si tratta di una specie di Polichete (anellide marino) di grandi dimensioni: gli adulti raggiungono spesso i 30 cm, e gli esemplari più grandi possono arrivare fino a 70 cm.

Come suggerisce il nome comune è una specie urticante: se toccato, è in grado di iniettare una tossina causa di bruciore, eritema e parestesia anche nell'uomo. Queste sue capacità erano conosciute fin dai tempi di Aristotele, che lo chiamava “Scolopendra marina”. Oggi le categorie più esposte sono i subacquei, i pescatori e i bagnanti che frequentano coste rocciose.

Il vermocane ha una dieta molto varia, spesso si nutre di organismi morti o moribondi ma è capace di attaccare e consumare svariate specie di invertebrati marini: ricci di mare, stelle marine e gorgonie sono solo alcune delle sue prede. Informazioni su ecologia e distribuzione del vermocane sono disponibili in uno  studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia, pubblicato su Mediterranean Marine Science, Ecology, distribution and expansion of a Mediterranean native invader, the fireworm Hermodice carunculata (Annelida).

In Italia vermocane è un tipico abitante delle coste ioniche e dell’Adriatico meridionale, ma da diversi avvistamenti si sono verificati in località più settentrionali lungo le coste del Tirreno Centrale suggerendo che sono in corso aumenti di densità ed espansione dell'areale coerenti con il trend di riscaldamento delle temperature superficiali del bacino.

 

In Toscana le prime sporadiche segnalazioni riguardavano l’Isola di Giannutri e risalivano al 2014. Nell’estate 2021 alcuni subacquei hanno osservato la sua espansione sia in termini demografici sia di areale: oltre a essere presente a Giannutri, il Vermocane ha raggiunto infatti l’Isola delle Formiche di Grosseto.

La raccolta di informazioni sulla distribuzione, l’abbondanza e il comportamento del Vermocane mentre si alimenta di coralli, gorgonie, stelle marine e altre specie chiave, insieme a segnalazioni di punture, è fondamentale per prevedere quali potranno essere i possibili impatti sugli ecosistemi costieri e l’evoluzione del rapporto uomo-verme di fuoco.

Queste informazioni possono essere ottenute coinvolgendo le persone in attività utili e divertenti anche per loro come quelle di ricerca partecipata.

I Vermocani sono un ottimo soggetto per la fotografia subacquea perché sono relativamente lenti e non hanno paura dell’uomo; quindi, si trovano spesso ben esposti sui fondali. Ma soprattutto sono “belli”. Mantenendosi a distanza di sicurezza è possibile godere della loro colorazione di avvertimento, caratterizzata da strisce gialle, branchie arancioni e ciuffi di setole bianche. Anche al buio sono spettacolari perché diventano fluorescenti alle luci UV.

Tutti sono invitati a documentare e segnalare gli avvistamenti tramite la pagina Facebook “monitoraggio Vermocane".

Chiunque può contribuire fornendo fotografie con data, luogo e profondità dell’avvistamento.

Il Prof. Roberto Simonini del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia, impegnato da anni nella ricerca scientifica e in questo progetto di scienza partecipata, sottolinea che “la collaborazione dei cittadini e dei subacquei che hanno segnalato fino ad oggi è stata utilissima e testimonia l’importanza del contributo diretto del pubblico nell’aiutare la ricerca scientifica. Nel 2021 le segnalazioni sono state 218, più del doppio di quelle che avevamo raccolto ogni anno dal 2015 al 2019. ”

Nella pagina facebook per segnalare gli avvistamenti è presente anche un questionario (anonimo) riguardo i siti di avvistamento dei Vermocani ed il loro comportamento.

Grazie per il vostro aiuto

Giovedì 12 maggio 2022

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