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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
LA VENDEMMIA

8/10/2024 - 9:24


LA VENDEMMIA

Alla fine di settembre e agli inizi di ottobre iniziava la vendemmia nella corte dei miei nonni. I vicini, come in un’antica solidarietà contadina, si aiutavano a vicenda, coinvolgendo anche parenti e amici. Era un momento di festa, ma anche di profonda connessione con la terra, perché fare il vino era una vera e propria arte. La scelta del vitigno era un privilegio, e l’abilità di mescolare le diverse uve per ottenere un vino eccellente era tramandata di generazione in generazione.

Si iniziava presto, e anche noi bambine e bambini partecipavamo, armati di piccole forbici. Gli adulti, con la loro energia e allegria, si chiamavano per nome o soprannome, intonando stornelli che echeggiavano tra i filari. Le risate, accompagnate da racconti e barzellette, creavano un’atmosfera gioiosa.

L’uva veniva raccolta in ceste di legno, caricate poi sui carri per essere portate in cantina, dove iniziava il magico processo della pigiatura. In alcune cantine, si pestava l’uva con i piedi, un gesto antico che ci faceva sentire legati a un tempo lontano.

Dopo la pigiatura, l’uva veniva trasferita nella strettoia, dove gli uomini stringevano il torchio, separando il succo dagli acini. Questo prezioso nettare scivolava giù in secchi, poi versato nelle grandi botti dove avrebbe fermentato. La pazienza era fondamentale: il succo doveva riposare il giusto tempo, fino a raggiungere il perfetto grado alcolico.

Infine, il vino veniva travasato nelle damigiane e poi imbottigliato, sigillato con tappi di sughero. Ogni passaggio era carico di aspettativa, ma la vera festa esplodeva con il primo stappo: il frutto di tanta fatica, cura e amore si manifestava in un bicchiere di vino. Una gioia semplice, che racchiudeva tutta la bellezza della tradizione contadina.

Brunioli Lubiana

 

 



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